Disattenzione letale

September 9, 2008

La didascalia che vedete qui a fianco è tratta dal Corriere della Sera di domenica 7 settembre 2008, pagina 23.
Sta di fatto, come ha prontamente precisato Mina, che a Piergiorgio non è stata praticata alcuna iniezione letale: ciò che Welby ha chiesto e ottenuto è stato invece il distacco del respiratore artificiale che lo teneva in vita, sulla base del proprio diritto all’autodeterminazione e alla libertà di cura e in omaggio all’articolo 32 della Costituzione.
Siccome c’è una bella differenza, stante l’attuale legislazione (che com’è noto ci piacerebbe tanto cambiare, ma questo è un altro discorso), tra assecondare la legittima richiesta di un paziente che vuole interrompere una terapia e fargli una puntura di cloruro di potassio, l’occasione mi è gradita per pregare quelli che scrivono le didascalie del Corriere di informarsi, sia pure vagamente, sulle vicende delle quali si occupano.
Sapete com’è, le parole dovrebbero essere importanti, specie quelli che le utilizzano (o dicono di utilizzarle) come strumento professionale.
Grazie.

Mina

January 15, 2008

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, durante il dibattito «Diritto di vivere, diritto di morire», Firenze:

«Quanto si fa concretamente per i malati che vivono certe situazioni? In 25 anni, nella mia professione di medico, non ho mai sentito un paziente che, adeguatamente assistito, mi chiedesse di applicare il suo diritto a morire. I mezzi di comunicazione enfatizzano alcuni casi e spesso la strumentalizazione politica fa perdere di vista il concetto del “prendersi cura di”».

Al seminario era presente anche Mina Welby; conoscendola, avrà ascoltato con il solito sguardo attento e mai meno che gentile questo tizio, mentre blaterava che suo marito voleva morire perché non era assistito come si deve; avrà aspettato tranquilla che toccasse a lei e avrà fatto il suo intervento, con un sorriso sereno sulle labbra; alla fine del dibattito lo avrà salutato pacatamente e se ne sarà andata, con la grazia minuta con cui l’ho vista andarsene tante altre volte.
Mi dica la verità, Presidente: che altro ci vuole, a un uomo, per sprofondare dalla vergogna?

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(Paul Simon, Kathy’s Song, da Sound of Silence, 1966)

Un anno e un giorno

December 21, 2007

Poniamo il caso che un medico vi dicesse: «Mi dispiace, lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere. A questo punto dovrò farle un buco in pancia (gastrostomia) per poterla alimentare. Dovrò praticarle un foro nel collo (tracheostomia) per permetterle di respirare. Le introdurrò un tubicino nell’uretra (catetere vescicale) per consentirle di urinare. Mentre una infermiera le svuoterà giornalmente l’intestino. Dovrò sottoporla, inoltre, a forti terapie antibiotiche per contenere le infezioni causate dai tubi. Inevitabilmente dovrà sopportare i decubiti, piaghe dolorose che corrodono la carne fino all’osso. In queste condizioni, tuttavia, potrà vivere ancora qualche anno o più». E poniamo poi il caso di un altro medico che invece vi dicesse: «Mi dispiace, lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere, però noi potremmo ridurre le sue sofferenze al minimo e, su sua richiesta, procurarle una morte indolore». Voi quale dei due medici scegliereste?» (Piergiorgio Welby)

Voi, quale medico scegliereste?
Ma, soprattutto, in base a quale diritto vi ostinate a voler scegliere anche il medico degli altri?

Prima di andare oltre

October 19, 2007

Appare necessario, prima di andare oltre nell’affrontare ogni altra questione, chiarire che la dimensione etica in senso stretto, ovvero se non richiamata direttamente o indirettamente in concetti giuridici, non può far parte di questa disamina; pertanto concetti come “sacralità” del diritto alla vita oppure valutazioni sotto il profilo meramente etico della condotta dell’imputato non possono avere cittadinanza nelle argomentazioni di questo Giudice, che deve rigorosamente mantenere separate le prorprie personalissime scelte etiche rispetto all’esercizio del funzione giurisdizionale. Esula dal mondo giuridico ed esula pertanto anche dalla argomentazioni di questo Giudice, ad esempio, il concetto di “sacralità” del diritto alla vita. Quest’ultimo infatti potrà essere “inviolabile”, “indisponibile”, ma non “sacro”, qualità, questa, che rimanda al fatto che esso debba essere letteralmente oggetto di “venerazione”, di “adorazione” in quanto partecipe della natura divina, e che attiene conseguentemente al mondo della religione. (Giudice Zaira Secchi, motivazioni della sentenza di assoluzione nei confronti di Mario Riccio)

Lezione terminale

October 18, 2007

Oggi, ragazzi, leggeremo in classe le motivazioni della sentenza sul caso Welby che ha prosciolto il 23 luglio scorso l’anestesista Mario Ricco dal reato di omicidio del consenziente:

La condotta di colui che rifiuta una terapia salvavita costituisce esercizio di un diritto soggettivo riconosciutogli in ottemperanza al divieto di trattamenti sanitari coatti, sancito dalla Costituzione. (…) L’imputato Mario Riccio ha agito alla presenza di un dovere giuridico che ne discrimina l’illiceità della condotta causativa della morte altrui e si può affermare che egli ha posto in essere tale condotta dopo aver verificato la presenza di tutte quelle condizioni che hanno legittimato l’esercizio del diritto da parte della vittima di sottrarsi ad un trattamento non voluto.

Allora, facciamo un po’ di silenzio? Ce l’ho anche con te, Volontè, cosa credi? E tu, Binetti, la smetti o non la smetti di chiacchierare col vicino di banco? Buttiglione, la fai finita con quel Gameboy o te lo devo sequestrare? E poi basta ridere laggiù in fondo, io lo sapevo che quella cricca andava divisa dal primo giorno, Ferrara e Fini e Fassino, piantatela o vi mando a casa con una nota sul registro, e già che ci sono sospendo anche te, Giovanardi, fuori dalla classe ci parli quanto ti pare con Rutelli, ma qua dentro state zitti, va bene? Poi te, Pedrizzi, non ne parliamo, credi che non t’abbia visto che insieme a quegli altri due delinquenti di Casini e Bindi stai tirando i cartoccetti da un’ora? Insomma basta o vi sbatto dal preside tutti quanti siete!
Oh ecco, finalmente un po’ di silenzio.
Allora, adesso venite alla lavagna e scrivete:

COSTITUZIONE
DIRITTO
DOVERE GIURIDICO
TRATTAMENTO NON VOLUTO
DIVIETO DI TRATTAMENTI SANITARI COATTI

Uno alla volta, perdio, e cento volte ciascuno.
Così vediamo se in un modo o nell’altro vi ci entra, in quelle zucche vuote.

Incapacità intermittente

September 5, 2007

Dal Corriere.it:

Ruini ha spiegato di non aver avuto scelta nel negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. «Sono io personalmente che ho preso quella decisione – ha ricordato Ruini – per un motivo di ordine logico, dispiaceva anche a me dire no. Sapevo quanti strali mi avrebbe attirato, quanto disagio potevo creare, e soprattutto che avrei aggiunto sofferenza alle persone a lui legate: questo soprattutto mi ha addolorato però ho pensato che non c’erano scelte». Il cardinale ha ricordato che per la Chiesa «il suicidio è intrinsecamente negativo» ma che oggi tende a concedere il funerale religioso ai suicidi presupponendo che sia mancata «la piena avvertenza e il deliberato consenso» perché la persona era «turbata psichicamente». «Nel caso di Welby – ha spiegato il porporato – era molto difficile, del tutto arbitrario e anche irrispettoso verso di lui dire questo». Questo perchè il paziente aveva più volte manifestato proprio il desiderio di morire.

Temo di non aver capito bene: Ruini afferma di aver negato i funerali religiosi a Piero Welby perché la sua scelta non era riconducibile ad una momentanea depressione, ma costituiva invece un intendimento assunto consapevolmente ed espresso pubblicamente.
Se non ricordo male, tuttavia, erano proprio quelli del fronte cattolico, prima che Piero morisse, a stracciarsi le vesti blaterando che la sua decisione, apparentemente lucida, doveva in realtà considerarsi il frutto della disperazione legata alla malattia che lo affliggeva: e proprio in base a quell’ipotesi sostenevano che non dovesse essere assecondato nella scelta di porre fine alla propria vita, ma piuttosto assistito e aiutato a superare il momento di depressione che lo affliggeva.
Bisogna forse dedurre che Piergiorgio Welby fosse incapace di intendere e volere quando si cercava di lasciarlo attaccato al respiratore, e che abbia riacquistato improvvisamente le sue piene facoltà quando si è trattato di negargli il funerale?
Oppure la verità è che Ruini e i suoi sodali, una volta tanto, farebbero bene a decidersi?

Uomini piccoli

July 26, 2007

Grazie a Radio Radicale(*) posso postare sul blog gli interventi della moglie Maddalena e della figlia Silvana al funerale di Giovanni Nuvoli.
Se certi piccoli uomini li avessero ascoltati prima di aprire bocca e dare fiato, forse si sarebbero risparmiati qualche figuraccia.

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Intervento di Silvana Nuvoli

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Intervento di Maddalena Soro

(*) Le registrazioni sono tratte dai file audio messi a disposizione da Radio Radicale a questo indirizzo, con licenza Creative Commons 2.5.

Sadismo terminale

July 24, 2007

Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, sul proscioglimento di Mario Riccio:

«Nel caso Welby non si è trattato di omettere l’inizio delle cure, ma di compiere un’azione positiva per interromperle. Si è così determinata deliberatamente l’immediata e inevitabile morte del malato che avrebbe potuto sopravvivere a lungo».

Per la serie: ma come, il divertimento era appena cominciato…

Querela del dissenziente

July 23, 2007

Dal Corriere.it:

Welby, prosciolto medico che aiutò a morire. L’anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall’accusa di «omicidio del consenziente».

L’occasione mi è gradita per ricordare quanto segue:

Luca Volontè, capogruppo UDC alla Camera:

«Una preghiera per l’anima di Piergiorgio Welby, e la richiesta da parte dell’autorità giudiziaria di arrestare i colpevoli di questo omicidio, punito dalle leggi dello Stato, e che non può rimanere impunito solo per il fatto che l’abbia compiuto in maniera così violenta, scandalosa e strumentale un’associazione come la Luca Coscioni e i politici come Marco Pannella».

Militia Christi:

«Oltre la loro squallida profanazione del Presepe della Camera dei Deputati, il Movimento Politico Cattolico “Militia Christi” condanna il barbaro omicidio di Piergiorgio Welby per mano di assassini della “Rosa nel pugno” e dell’associazione “Luca Coscioni”, i quali, come iene, hanno colpito vilmente nell’oscurità delle tenebre e nell’apatia del nostro popolo, non solo uccidendo una vita umana, ma anche violando le istituzioni e le leggi italiane».

Riccardo Pedrizzi, AN:

«Welby non è morto. E’ stato ammazzato in nome dell’ideologia. Coloro che gli hanno staccato la spina, annunciandolo in conferenza stampa, hanno soppresso una vita, hanno commesso un reato, un assassinio, un delitto che grida vendetta al cospetto di Dio».

Mi auguro vivamente che il lavoro dei Tribunali sia appena cominciato.

Ciao, Piero, e grazie

June 29, 2007


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Originally uploaded by dumplife (Mihai Romanciuc)