Disattenzione letale

September 9, 2008

La didascalia che vedete qui a fianco è tratta dal Corriere della Sera di domenica 7 settembre 2008, pagina 23.
Sta di fatto, come ha prontamente precisato Mina, che a Piergiorgio non è stata praticata alcuna iniezione letale: ciò che Welby ha chiesto e ottenuto è stato invece il distacco del respiratore artificiale che lo teneva in vita, sulla base del proprio diritto all’autodeterminazione e alla libertà di cura e in omaggio all’articolo 32 della Costituzione.
Siccome c’è una bella differenza, stante l’attuale legislazione (che com’è noto ci piacerebbe tanto cambiare, ma questo è un altro discorso), tra assecondare la legittima richiesta di un paziente che vuole interrompere una terapia e fargli una puntura di cloruro di potassio, l’occasione mi è gradita per pregare quelli che scrivono le didascalie del Corriere di informarsi, sia pure vagamente, sulle vicende delle quali si occupano.
Sapete com’è, le parole dovrebbero essere importanti, specie quelli che le utilizzano (o dicono di utilizzarle) come strumento professionale.
Grazie.


Cliccare qua per gli scabrosi dettagli.

Primato clericale

March 9, 2008

CAPITOLO 1. ASAFA POWELL

Il tipo che vedete nella foto si chiama Asafa Powell, ed è attualmente detentore del record mondiale sui 100 metri piani, con il tempo di 9 secondi e 74 centesimi. Il primato è stato ottenuto l’8 settembre 2008 durante il Grand Prix IAAF di Rieti: nella circostanza Powell è stato agevolato da un eccezionale tempo di uscita dai blocchi, pari a soli 137 milesimi di secondo.

CAPITOLO 2: IL CORRIERE DELLA SERA

Alle 11.01 di oggi, tra le news del Corriere, appare questa notizia:

CITTA’ DEL VATICANO – ”L’uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma”: lo ha affermato stamane Papa Ratzinger a Roma, durante la messa celebrata davanti ai giovani del ‘Centro Internazionale San Lorenzo”. (Agr)

Be’, direte voi, che c’è di nuovo? Si tratta dell’ennesima ripetizione dei soliti anatemi, triti e ritriti, che in un modo o nell’altro ci capitano sotto gli occhi pressoché tutti i giorni.

Eppure, dopo nemmeno dieci minuti, sulla homepage del medesimo quotidiano online campeggia (in assoluta pole position, come se la cose rappresentasse una novità assoluta e clamorosa) il seguente titolo:

CAPITOLO 3: IL CONFRONTO

Dalla brevi considerazioni che precedono è possibile trarre alcune conclusioni di ordine comparativo.
Tanto per cominciare, sia Asafa Powell che il Corriere della Sera sono capaci di tempi di reazione eccezionalmente brevi; il che consente loro, come abbiamo potuto riscontrare, di essere i più veloci del mondo nelle rispettive aree di attività; entrambi, inoltre, rispondono alle sollecitazioni di un essere umano, che nel caso di Powell è lo starter, mentre nel caso del Corriere è Benedetto XVI.
Sin qui, ne converrete, siamo più o meno pari.
C’è da rilevare, tuttavia, che Powell ha bisogno di uno sparo, per mettere in moto i suoi riflessi straordinari; a quanto risulta con tutta evidenza dalle ultime notizie, invece, al Corriere della Sera è sufficiente molto meno: una parola, un sospiro, un colpo di tosse.
A volte, come in questo caso, perfino una scureggina.
Non c’è confronto, o sbaglio?

Sassi

February 19, 2008

Da Wikipedia:

Lanciare il sasso e nascondere la mano.
Con questa espressione si descrive molto sinteticamente il comportamento di chi provoca una situazione di conflitto, svela un retroscena che doveva stare celato, dà origine a situazioni spiacevoli, etc. agendo tuttavia in modo tale da non risultare lui la causa del guaio.

Applicato all’attività di un quotidiano, questo efficace modo di dire potrebbe tradursi nell’intendimento di esprimere un’opinione non dichiarandola esplicitamente, ma piuttosto suggerendola, sottintendendola, lasciandola intuire, o addirittura facendo in modo che quell’opinione resti impressa nella mente del lettore senza che costui se ne avveda.
Facciamo qualche esempio, mettendoci nei panni di un redattore e immaginando alcune situazioni concrete nelle quali voler mettere in pratica l’atteggiamento in questione.

– • –

Supponiamo, tanto per cominciare, di voler insinuare che l’eutanasia è un omicidio bello e buono: quale miglior soluzione che accorpare un articolo riguardante le scelte di fine vita con la notizia di un efferato delitto? Insomma, qualcosa di simile a ciò che accade il 26 novembre 2006, allorché l’home page del Corriere presenta questo curioso “blocco”, nel quale l’appello di Piergiorgio Welby viene accostato alla notizia di un infanticidio:

Immaginiamo ora di voler lasciare intendere che l’omosessualità sia un vizio turpe e riprovevole: la soluzione più adeguata, in questo caso, potrebbe consistere nell’evocare il legame con un argomento che susciti lo sdegno e il ribrezzo dei lettori. La pedofilia sarebbe perfetta, che ne dite? Un po’ come succede sul Corriere del 29 dicembre 2006, nel quale si trova il seguente accostamento:

Andiamo avanti e cambiamo argomento. Supponiamo di voler ribadire, senza dare troppo nell’occhio, il vecchio adagio sessista secondo il quale le donne sono solite disturbare il prossimo con un sacco di chiacchiere inutili. In questo caso l’ideale sarebbe legare il concetto con qualcosa che sia logorroico, fastidioso e prodotto in grande quantità; lo spamming, tanto per fare un esempio, come accade sul Corriere del 30 novembre 2006:

Orbene, poteva mancare, in questa elencazione di ipotetiche allusioni, qualche bel lancio di sasso riguardante l’aborto? In altre parole, immaginando di voler insinuare che l’interruzione della gravidanza costituisca un delitto della peggiore specie, quale sarebbe il crimine più adatto da scegliere per l’accorpamento? Lo stupro, ovviamente, meglio se con rapina annessa. Curiosamente, un po’ come accade sul Corriere dell’8 marzo 2007:

Coincidenze, direte voi, e non saprei come darvi torto; chi mi conosce, del resto, sa bene che rifuggo dalle facili dietrologie, e aborro l’abitudine di intravedere cospirazioni ad ogni angolo di strada.
Sta di fatto, però, che proprio questa mattina la home page del Corriere decida di prodursi nell’ennesimo, singolare accostamento: Pierferdinando Casini parla dell’aborto, mentre Gianfranco Fini fa una dichiarazione sulla pedofilia, e sebbene si debba convenire sul fatto che si tratti di due temi piuttosto eterogenei, quelli del Corriere ne fanno un titolo unico, come se si trattasse dello stesso argomento:
Un’altra coincidenza, ci mancherebbe, o forse l’ennesima distrazione.
Magari, chissà, basterebbe stare un pelino più attenti: nell’accorpare le notizie, ché con un briciolo di concentrazione in più certi accostamenti inopportuni si potrebbero evitare; ma anche, perché no, nel nascondere meglio il braccio.
Hai visto mai, ci fosse qualcuno che guarda…

Razzismo editoriale

February 2, 2008

Allora, l’esperimento è più o meno il seguente.
Si vada sul sito dell’ANSA e ci si soffermi su questa notizia di oggi:

Si passino quindi in rassegna i siti web dei tre più importanti quotidiani nazionali, e si riscontri che in tutti e tre i casi la notizia ha meritato un bel titolo in homepage, oltre a un ampio articolo di approfondimento:******Completata l’operazione, si torni indietro di due o tre giorni, e sempre sul sito dell’ANSA si cerchi quest’altra notizia:

Ci si chieda, a questo punto, se i tre principali quotidiani nazionali di cui sopra, sia pure con minore enfasi (data l’assenza del morto), abbiano dato conto all’opinione pubblica anche dell’accadimento testè segnalato: dal quale, sia detto per inciso, si evince che non tutti gli albanesi si dedicano ad attività delinquenziali, ma che alcuni di essi si adoperano perfino per impedire che esse vengano poste in essere.

Dopo aver cercato la parola “albanesi” nei box di ricerca dei tre quotidiani, e riscontrato la totale assenza della vicenda tra le notizie pubblicate nei giorni scorsi, si svolgano alcune riflessioni sugli organi di stampa, sul razzismo e sulle sue cause.
Saluti.

Correggetemi se sbaglio, ma mi pare che abbiano dimenticato la parola “Radicali”.
Niente di nuovo, insomma.

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(Fabrizio De André, Recitativo, Tutti morimmo a stento, 1968)

Studenti: nome comune di persona, maschile, plurale;
offre: voce del verbo offrire, transitivo, attivo, indicativo presente, terza persona singolare;
si: particella pronominale;
per: preposizione semplice;
rapporti: nome comune di cosa, maschile, plurale;
sessuali: aggettivo qualificativo, maschile, plurale.

Il candidato, dopo aver esaminato e compreso l’esempio precedente, esegua l’analisi grammaticale della seguente proposizione:

Grammatici amatoriali offronsi per correzione errori Corriere.

Esprima, infine, un sintetico parere sull’opportunità che il più importante quotidiano nazionale eviti di esporre errori grammaticali in home page.

«Ricerca scientifica e anatomia dell’intelligenza». Pretesto futile a cura del Corriere della Sera.

«Economia e politica monetaria». Pretesto futile a cura del Corriere della Sera.