1975

August 20, 2007

1975. ” The Britain’s biggest unknown band”. Avantgarde. Voci leggere scorrono fluide, si sovrappongono, volano, ma nascondono urla, inconscio, viscere.

Still you stay
tied in your way
changing times

watching the signs

The humour of the band was such that there was no chance for anyone to become arrogant” (D.S.)
Lo hanno chiamato progressive rock, ma è da museo. Definizione troppo stretta. E’ espressione in musica di un potenziale emotivo. Al quadrato.

One of these nights. Uno dei singoli numero uno per la billboard, usa gli usa. Registrato esclusivamente in studio, è da pazzi. Ho solo un anno, e mi incanto sul semplice controtempo iniziale.

You got your demons
you got desires

well, I got a few on my own

Patti Smith. Potrei scriverci un poema, sospirando, ma questo è solo il suo primo album. Un lungo trillo disperato. Che riesce a mancarti dopo tre decenni, persino se l’hai rivista solo un mese fa.

Jesus died for somebody’s sins but not mine..

Dolore forte, rabbia, morte. Disperata, dolente, maledetta febbre, demoni da esorcizzare fantasmi da evocare, peste.

Melting in a pot of thieves wild card up my sleeve
Thick heart of sins my own
Thy belong to me.
Me.

Cibo per l’anima.



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