Coseimportantissime.net

August 3, 2007

Dal Corriere di ieri:

Il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha dichiarato di sentirsi «vicino» alla linea di Alleanza nazionale: «Fini è un leader che ha fatto delle cose importantissime in questi anni. In politica estera Fini e Andrea Ronchi esprimono posizioni avanzatissime».

Dal Corriere del 5 marzo 2004:

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl Fini sulla droga che punisce l’uso personale di stupefacenti ed elimina la differenza tra droghe leggere e pesanti per quanto riguarda le sanzioni amministrative.

Dal Corriere del 7 dicembre 2006:

«Welby è cosciente, non può chiedere di morire, Chi assecondasse la sua volontà sarebbe un omicida». Lo ha dichiarato Gianfranco Fini durante la registrazione della puntata ‘In breve’ che andrà su La7.

Da un Porta a Porta di gennaio 2007:
Battibecco tra Andrea Ronchi e Giuseppe Fioroni:

AR: «Cosa dici? Io ti dico quello che ha detto Bertinotti ieri del Santo Padre, che conta molto più di Romagnoli, eh! Tu sei d’accordo con Bertinotti? Sei d’accordo o no con Bertinotti? Nessuno vuole negare la parola a nessuno, io voglio sapere se tu (…) concordi o no con quanto ha detto oggi l’agenzia dei Vescovi SIR?»
GF: «Io credo che se voi avete nominato una serie di ministri che hanno espresso una serie di cose, e lo dimostra, tant’è vero, le dichiarazioni che hanno fatto, che a cominciare dal Ministro Calderoli a una serie di altri ministri, le avete dovute rimuovere perché hanno detto cose che… »
AR: «NESSUNO HA MAI CRITICATO IL SANTO PADRE! NESSUNO HA MAI CRITICATO IL SANTO PADRE! EH!»

Posizioni avanzatissime, non c’è che dire; resta da stabilire in quale direzione: ma questi, a quanto pare, sono dettagli.
Daniele, fai il favore: sentiti pure vicino a chi ti pare, ma almeno evita di prenderci per il culo, ti spiace?

Advertisements

Decidere di ascoltare

July 12, 2007

Nella colonna a destra trovate tredici (13) canzoni, il cui denominatore comune è che nel titolo c’è la parola “decidere”: tanto per ricordare che, a mio modesto parere, quel numero e quella parola possono essere usati meglio di così.
Buon ascolto, allora: i pezzi sono tutti di prim’ordine, ma una menzione speciale va a Elliott Smith; ascoltatelo attentamente, ne vale davvero la pena.
Saluti.

Tornato da Bruxelles, ho avuto modo di leggere con un attimo di calma i 13 “cantieri” proposti da Daniele Capezzone nel suo sito decidere.net.
Un lodevole lavoro di copia e incolla, non c’è che dire: dei 13 obiettivi, tre o quattro sono stati prelevati direttamente dai 31 punti di Fiuggi della Rosa nel Pugno, cinque o sei sono la riproposizione di storiche battaglie radicali, un paio rispecchiano le recenti indicazioni di Montezemolo in campo economico, e uno (il primo) è addirittura un cavallo di battaglia friedmaniano di antica memoria.
Al tuo posto sorvolerei, mi si dice, ché le idee non sono proprietà di alcuno, e decidere di farle proprie non è certo una colpa: semmai, mi spiegano, trattasi dell’encomiabile lavoro di chi quelle idee intende metterle in pratica, e pertanto le raggruppa in ciò che viene comunemente denominato programma, allo scopo di perseguirne la realizzazione con organica coerenza.
Tuttavia, mentre mi rassegno (pur con qualche dubbio) a sorvolare, vengo assalito dalla consapevolezza che tra queste idee, peraltro mutuate da altri, non v’è il minimo accenno ai diritti civili: che so io, un mezzo punto dedicato al testamento biologico, uno sprazzo di laicità, un tantino di unioni civili, un’idea di ricerca scientifica. Niente.
Il che, a meno che lo scrivente non abbia un’idea distorta di cosa significhi dichiararsi liberale, costituisce una scelta quantomeno eccentrica: al punto che si potrebbe rilevare, con una punta di malizia, che l’elencazione capezzoniana altro non sia che la riproposizione di temi radicali depurata dagli elementi più invisi al fronte clericale e al vaticano; una sorta, per così dire, di passaporto per un ingresso più agevole nella compagine di (centro)destra, o addirittura per la vagheggiata leadership di un ipotetico partito confindustriale.
Non sono il primo, com’era ovvio attendersi, ad aver sollevato il rilievo: altri l’hanno mosso prima di me, sicuramente in modo più tempestivo e probabilmente meglio; a costoro è stata fornita, direttamente da uno dei più autorevoli firmatari del network, una risposta decisamente suggestiva: i temi legati ai diritti civili sarebbero impliciti, giacché non v’è dubbio che Daniele, ove interpellato sui cosiddetti argomenti “eticamente sensibili”, si pronuncerebbe sicuramente nella direzione della laicità e della libertà di scelta individuale; dubitarne significherebbe non tenere conto della sua storia personale e politica, la quale sarebbe invece sotto gli occhi di tutti in modo talmente esemplare da fugare ogni ragionevole dubbio.
Spiegazione non priva di qualche acume, non c’è che dire, ma non per questo convincente, poiché, a parere di chi scrive, lascia senza risposta almeno tre interrogativi:

  1. Non appare evidente che esista una differenza sostanziale tra includere esplicitamente un tema nel proprio programma politico e limitarsi a dichiarare che, ove interpellati su quel tema, ci si pronuncerà in senso ad esso favorevole?

  2. Se tanto mi dà tanto, perché anche gli argomenti pescati direttamente dalle battaglie radicali non sono stati dati per scontati? Si deve forse ritenere che per quei temi, a differenza dei precedenti, la militanza capezzoniana non parli da sé, ma abbia bisogno di ulteriori e puntuali enunciazioni?

  3. In un momento storico come quello che viviamo, caratterizzato dalla feroce recrudescenza dei vertici vaticani e dalla sistematica demolizione del concetto di laicità, le tematiche legate ai diritti civili e alla libertà di scelta non dovrebbero essere le ultime a poter essere date per scontate? Non dovrebbero, piuttosto, essere affermate e sostenute con una chiarezza e una decisione, se possibile, ancora più marcate?

I tre interrogativi appena enunciati, a mio parere, sono abbastanza precisi e concordanti da costituire la prova che i diritti civili siano stati espunti dal programma capezzoniano al solo scopo di renderlo più digeribile; se così non fosse, d’altra parte, prima di operare il copia e incolla non sarebbe stato più comodo cliccare su seleziona tutto?