Ultimissime dal Municipio

April 16, 2008

I bene informati, dal partito, mi comunicano che al Municipio I di Roma (così come, ahimè, in tutti gli altri municipi, nonché al Comune) la Lista Bonino non ha raggiunto la soglia minima necessaria per esprimere un consigliere: il che implica, evidentemente, che lo scrivente non è stato eletto, a prescindere dal numero delle preferenze ottenute, il quale peraltro ancora non è stato ancora reso noto; ma soprattutto (e questo è decisamente più grave) che nel consiglio comunale e nei consigli municipali di Roma non ci sarà un solo radicale.
Ciò detto, nei prossimi giorni mi informerò e vi comunicherò (sempre che abbiate voglia di saperlo, naturalmente) quanti pazzi scatenati abbiano avuto l’alzata d’ingegno di votare per me.
Per ora, pur non conoscendo il loro numero, li ringrazio.
Indistintamente, come direbbe Totò.

Ultima chiamata

April 7, 2008

A una manciata di giorni dalle elezioni, volete che mi privi della soddisfazione di vedere il nome di un miscredente come me stampato su un “santino”?
Capriccioli a parte (ma anche no), qua trovate il programma dei Radicali per Roma: se avete qualche minuto libero, dategli un’occhiata.
Io (ma è un’opinione personale) credo che ne valga (davvero) la pena.

Metilparaben al Municipio

March 17, 2008

Allora, gente, la storia è questa: i Radicali hanno deciso di candidarmi alle prossime elezioni amministrative.
Se qualcuno di voi fosse residente nel Primo Municipio di Roma, e fosse abbastanza fuori di testa da volermi votare, potrà barrare il simbolo della Lista Bonino (vedasi immagine in cima al post) e scrivere sulla scheda grigia (quella del Municipio) il mio nome, ovvero Capriccioli.
Ah, dimenticavo: non scrivete Metilparaben.
Mi punge vaghezza che la cosa annullerebbe la scheda…
Saluti.

Pacta sunt servanda

March 6, 2008

ATTO PRIMO: ANTIVIGILIA

«Allora che fate, venite sabato ar torneo de calcio?»
«Mah, direi di sì.»
«Ma senti ‘n po’, m’hanno detto che fate ‘na squadra pe’ conto vostro, ma è vero?»
«Be’, sì. Abbiamo messo insieme una bella combriccola, e stavamo giusto per iscriverci…»
«Mah. Fate come ve pare, eh? Però secondo me fate ‘na cazzata. Scusa, venite a gioca’ con noi, no? Famo ‘na bella squadra tutti insieme, così famo li bozzi a tutti!»
«Be’, si potrebbe anche fare, ma sai, noi ci saremmo già accordati, e nove verrebbero sicuramente, per cui…»
«E che probblema c’è? Guarda che c’è posto pe’ tutti eh?»
«Mmm, ma sei sicuro?»
«E che, nun so’ sicuro? Che m’hai preso, pe’ ‘n cazzaro?»
«Be’, in tal caso…»
«Vabbe’, allora semo d’accordo! Se vedemo a Piazza San Giovanni sabato mattina alle dieci: portate ‘na borsa piccola, che sennò ner pulmino tutte nun c’entrano».
«Eh, addirittura un pulmino, avete affittato?»
«Certo, mica stamo qua a pettina’ le bambole noi, che te credi?»
«Comunque grazie, noi veniamo per conto nostro».
«Aho, ah coso, e così nun va bene! E che, ce presentamo alla spicciolata, uno de qua e uno de là? Che modo è? Che figura famo? Poi va a fini’ che magari voi fate tardi, sbajate strada, ve perdete e poi è ‘n casino!»
«Macché, mica siamo scemi, ci arriviamo benissimo da soli. E poi mi hanno detto che quel vostro amico, come si chiama…»
«Er matranga, dici?»
«Eh, sì, quello. Mi hanno detto che quello viene per conto suo, e quindi pensavo che anche noi…»
«Embe’, e che c’entra? Quello viene pe’ i cazzi suoi ma poi gioca co’ noi, mica co’ l’artri!»
«Ecco, infatti, anche noi, proprio come lui, verremmo con mezzi nostri e poi…»
«Insomma, bello, senti: o venite con noi o ciccia».
«Vabbe’, se insisti…»
«Insisto».
«Come vuoi. Ma sei sicuro che c’è posto per tutti?»
«Te l’ho detto, pe’ quello nun c’è problema».
«Sicuro?»
«Parola d’onore».

ATTO SECONDO: VIGILIA

«Allora, chi gioca sabbato?»
«Viene er caccola della parrocchietta, er patata del cineforum, er mandrake e er zagaja der baretto, tu, io, er matranga che ariva pe’ cazzi sua, er mollica, er brillantina, e poi viene pure Metilparaben con l’amici sua».
«Metilparaben? Ma che sei matto? Ma come te viene in mente?»
«Eh lo so, me stanno sul cazzo pure a me quelli là. Però c’è coso là, come se chiama, quello cià un bel dribbling, e poi quell’altro che nun me ricordo er nome, che nun je levi er pallone manco si je meni, e poi cianno un bel portiere…»
«E ho capito, ce lo so. Ma te ricordo, se te lo fossi dimenticato, che quelli della parrocchietta li vedono come er fumo all’occhi, l’amici de Metilparaben; poi lo sai come va a fini’: nun se passano la palla, se dicono le parolacce, litigano, e va a fini’ che perdemo…»
«Vabbe’, ma ormai je l’ho detto…»
«Eppoi scusa, quanti so’, questi?»
«Me pare nove».
«Nove? Ma scusa dove li mettemo nove? A momenti manco c’è posto sul pulmino…»
Vabbe’ ma dai, un modo se trova sempre alla fine…»
«Senti, coso: fa come te pare, tutti e nove nun ce li vojo».
«Parli bene, tu. E mo come je lo dico, scusa?»
«Ah nun lo so. Je l’hai detto tu e mo so’ cazzi tua».

ATTO TERZO: PARTENZA

«Allora, ce semo tutti? Forza, salite che famo tardi!»
«Scusami, ma ci saranno venti persone, sul pulmino».
«Embe’?»
«Eh, be’, mica si può giocare in venti, solo noi siamo nove…»
«Ehhh ce lo so… daje, fanne sali’ quattro o cinque, vorrà di’ che l’artri resteranno a casa».
«Ma come, resteranno a casa? Tu mi avevi assicurato…»
«Vabbe’, allora falli veni’, ma sia chiaro che nun giocano, eh?»
«Ma come, tu mi avevi precisato che c’era posto per tutti…»
«Io? Aho, guarda, nun me mette in bocca quello che nun ho detto eh?»
«Come sarebbe? Mi hai dato la tua parola d’onore, me lo ricordo come se fosse adesso…»
«Famo a capisse, cicciobbello: io t’ho detto che tutti e nove potevate partecipa’ ar sogno: cioè, se volete potete fa’ er tifo, la ola, i cori, magari quarcuno porta un paro de bottije d’acqua; mica ho detto che potevano gioca’ tutti quanti, aho!»
«Ma come sarebbe…»
«Senti, coso, famo così: intanto salite che famo tardi. Quattro o cinque giocano sicuri, poi se casomai l’arbitro ce fa er piacere de facce gioca’ in quindici o sedici, te giuro me possino cecamme che possono gioca’ pure l’artri quattro. Va bene così?»
«In quindici o sedici? Ma è praticamente impossibile che l’arbitro…»
«Allora lo vedi che nun ce credi? Lo vedi che sei un gufo? Come se fa a gioca’ a pallone co’ ‘sto spirito? Dimmelo tu, come se fa. Ringrazia che so’ ‘na persona seria, sennò ve mandavo affanculo a tutti quanti, che tanto ce stanno quelli de la parrocchietta che basta che je faccio ‘n fischio e vengono a frotte, vengono!»
«Sono allibito…»
«Ecco, bravo, allibbiscite quanto te pare ma nun rompe li cojoni. Annamo gente, montate che famo tardi!»
«Aspetta un attimo, scusami…»
«Aho, ah bello, guardame nelle palle dell’occhi: ho detto che nun ne parlamo più, so’ stato chiaro?»
«Sì, ma ti faccio presente che pacta sunt servanda
«Senti, me dispiace, nun mastico l’inglese».

Per decimare i radicali in Parlamento, Romano Prodi aveva aspettato le elezioni.
Veltroni ha completato l’operazione già un mese prima.
Questa sì che è politica ad alta velocità, altro che cazzi.

Intervistatrice:

Indipendentemente dal suo voto alle prossime elezioni, come definirebbe la sua posizione politica? Di estrema sinistra, di sinistra, di centro-sinistra, di centro, di centro-destra, di destra, di estrema destra?

Metilparaben:

Guardi, io sono radicale…

Intervistatrice:

Ah, ok, allora mettiamo “non so”.

Ellissi perfetta

January 25, 2008


Da Wikipedia:

Il boomerang è uno strumento solitamente di legno che può essere lanciato. Ha la sua origine in primitive armi da lancio usate dagli aborigeni australiani per la caccia e in guerra. La forma dei boomerang moderni è sottile e ricurva, e conferisce al boomerang proprietà aerodinamiche che influiscono sulla sua traiettoria e sul suo movimento in aria: mentre è in volo, il boomerang ruota su se stesso; in questo modo, le sue estremità possono colpire con violenza la testa dell’animale cacciato; può percorrere distanze notevoli; percorre una traiettoria curva e, se lanciato correttamente, può compiere un’ellissi perfetta, tornando alla persona che l’ha lanciato.

Correggetemi se sbaglio, ma mi pare che abbiano dimenticato la parola “Radicali”.
Niente di nuovo, insomma.

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(Fabrizio De André, Recitativo, Tutti morimmo a stento, 1968)

Per essere esatti

November 16, 2007

Dal Corriere.it:

NEW YORK – Voto storico all’Onu: con 99 voti a favore, 52 contrari e 33 astensioni la terza comissione delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione sulla moratoria della pena di morte fortemente voluta dall’Italia(1). La risoluzione L29 era stata presentata da Nuova Zelanda e Brasile, era stata depositata presso la Terza Commissione il 1 novembre scorso e ieri erano iniziate le procedure di voto con l’esame degli emendamenti. Il testo – che passerá ora all’assemblea generale, dove dovrebbe essere votata entro la metá di dicembre – ha ottenuto due voti in più della maggioranza richiesta dei 97 necessari per ottenere la maggioranza assoluta. L’Italia(2) conduceva(3) la battaglia per la moratoria sulla pena di morte da 13 anni e i tre precedenti tentativi, nel 1994, nel 1999 e nel 2003, erano falliti(4).

(1) = dai Radicali
(2) = i Radicali
(3) = conducono
(4) = stati vanificati dall’inerzia dei governi italiani

Mandanti e mittenti

June 23, 2007

Dalla Repubblica:

GENOVA – Non era terrorismo. La Digos di Genova ha identificato e denunciato il mittente della lettera con tre proiettili recapitata il 9 giugno all’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco. Si tratta di un uomo di 43 anni, C.E., residente a Cuneo che ha agito non per motivi politici, ma per vendetta nei confronti di una prostituta italiana e del suo compagno albanese sui quali voleva far ricadere la colpa della lettera minatoria. C.E. voleva vendicarsi perché per colpa dei due si era fatto qualche mese di prigione per una storia di piccola criminalità.

E dire che mi avevano quasi convinto che fosse colpa nostra