Fight the real enemy

September 8, 2008

Ah, i bei tempi andati, quando le provocazioni al Papa erano roba seria…

(Sinead O’Connor, War, 1992)

Advertisements

Mi scuserete, se quest’oggi mi toccherà essere un po’ esplicito: sta di fatto, però, che non saprei come dire quello che devo dire in modo meno diretto; oppure saprei farlo, ma semplicemente, come talora accade, non mi va(1).
Orbene, leggo con un certo raccapriccio che i nostri amici si accingono a compiere la seguente operazione: tirare fuori dalla bara un cadavere in avanzato stato di decomposizione, segargli lo sterno a metà con un frullino, tenergli aperta la gabbia toracica con un divaricatore, recidere con il bisturi un mazzetto di vasi sanguigni, strappargli il cuore, spedirlo all’estero e mostrarlo a migliaia di persone che non stanno più nella pelle dalla smania di godersi lo spettacolo.
Come dite? Chi sono i nostri amici?
A occhio e croce, gli stessi che danno dell’indecente a chi ha l’abitudine di introdurre l’uccello(2) tra le chiappe(3) di un individuo vivo, consenziente e tutt’altro che putrefatto, salvo tirarlo fuori dopo un po’; senza necessità, si badi, di frullino, divaricatore e bisturi.
Fate un po’ voi…


(1) Le note a pie’ di pagina, in effetti, mi inchiodano alle mie responsabilità.
(2) Il membro.
(3) Nell’ano.

Anonimato, che passione

March 19, 2008

Da un commento (anonimo, s’intende) a un precedente post:

sembra un disco rotto, solo pinochet sapete tirare fuori

Capirai, mi hai detto niente…

ma vogliamo parlare della ferocia dei guerriglieri comunisti che pinochet era costretto a combattere?

Già, guerriglieri tipo Victor Jara, notoriamente ferocissimo, specie con la chitarra in mano…

gente senza scrupoli che rapiva uccideva torturava in nome del maoismo?

Povero Pinochet. Gli è toccato far fuori 2095 persone e farne scomparire altre 1.102 (massì, dai, sono i dati di quei miscredenti della Commissione Retting, pura propaganda laicista), per non parlare di tutti quelli che ha dovuto coscienziosamente torturare uno per uno. Solo a pensarci, mi viene da piangere.

diciamola tutta la storia!

Massì, diciamola tutta. Diciamolo, che Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, si premurò di inviare a questo stinco di santo la sua benedizione apostolica (non dei semplici auguri, si badi: una benedizione in piena regola, roba di prima qualità) in occasione delle sue nozze d’oro (matrimonio in chiesa, ci mancherebbe), che il suo Segretario di Stato, il Cardinale Angelo Sodano, ebbe modo di fargli pervenire nientepopodimeno che una testimonianza della sua “più alta considerazione”, e che la sua morte fu salutata da un funerale religioso in pompa magna (essì che lo meritava, lui, mica come Welby, che era un peccatore coi controcoglioni).

i comunisti come metilparaben

Non sono comunista, amico mio. Ah, già, dimenticavo. Per quelli come te uno vale l’altro: comunisti, ebrei, radicali, relativisti, laicisti, massoni, froci, lesbiche, puttane, rottinculo e negri, tutti la stessa razza. Infami sradicatori delle radici cristiane dell’occidente, roba da estirpare come la gramigna.

fingono di dimenticare che cosa ha combinato l’ateismo comunista nel ventesimo secolo

E quindi, consapevoli del fallimento del comunismo, dovremmo chiudere un occhio sul fatto che il regime (comunista) cinese stermini senza colpo ferire un numero imprecisato di pacifici monaci buddhisti. Mi pare che la cosa fili perfettamente.

la piu’ grande follia di tutti i tempi!

Si chiama proiezione, Anonimo: trattasi dell’irresistibile tentazione di attribuire ad altri i nostri stessi problemi. Chi vi indulge, generalmente, non ne è consapevole.
Non mi pare che tu faccia eccezione.

Giovanni Paolo II si intrattiene piacevolmente con Augusto Pinochet
La Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) esorta i fedeli a non votare per Zapatero, colpevole di aver intrapreso un percorso di dialogo con L’ETA:

«Non tutti i programmi sono compatibili con la fede e le esigenze della vita cristiana».

Nella foto sopra, un esempio di programma compatibile.

Eccezion fatta per gli esseri umani, beninteso.

Ricordi profondi

October 12, 2007

Dal sito dell’agenzia di notizie cattolica Zenit:

Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, si è recato in Cile per il 20° anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II nel Paese e il centenario della nascita del Cardinale Raúl Silva Enríquez, grande sostenitore dei diritti umani. Il ricordo della figura di Papa Wojtyla “è veramente profondo fra quelle popolazioni”, ha osservato il Cardinale.

Non stento a crederlo.

Niente arricchisce gli altri come il dono gratuito della sofferenza.

(Karol Wojtyla, dal discorso ai medici, agli infermieri e agli operatori del mondo sanitario polacco presso la nuova clinica cardiochirurgica dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Cracovia, 9 giugno 1997)

Innocenti distrazioni

September 24, 2007

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

Di fronte alla imperante logica del profitto, il Papa ha invitato a realizzare una “conversione” dei beni economici finalizzata non al tornaconto personale, ma ai bisogni dei più poveri.
(…)
Successivamente, il Pontefice ha invocato Maria affinché “aiuti i cristiani ad usare con saggezza evangelica, cioè con generosa solidarietà, i beni terreni, ed ispiri ai governanti e agli economisti strategie lungimiranti che favoriscano l’autentico progresso di tutti i popoli”.

Da Wikipedia:

Monsignor Marcinkus fu presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca del Vaticano, dal 1971 al 1989. (…) Si parla di una banca senza sportelli dal grande potere finanziario, ramificata anche nel settore privato.
(…)
All’inizio degli anni ottanta, il nome di Marcinkus fu collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina sulla stampa di tutto il mondo.
In particolare, fu accertato che lo IOR a quel tempo diretta da Marcinkus, aveva avuto un ruolo primario nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in un complicato “risiko bancario” che aveva come ulteriori protagonisti personaggi discussi come Michele Sindona o il “venerabile maestro” della loggia massonica P2, Licio Gelli.
(…)
Oltre a questi scandali, alcuni saggisti arrivarono ad ipotizzare che il monsignore fosse coinvolto, insieme al cardinale Villot, all’epoca segretario di stato, nella morte di papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il cui pontificato durò solo 33 giorni e col quale esisteva una forte ostilità.
(…)
Fu detto che, pochi giorni prima di morire, il Papa avrebbe convocato i principali responsabili delle finanze vaticane per verificare come venivano gestiti gli ingenti capitali curiali, ma non fece in tempo ad approfondire l’argomento.
Fin dai primi giorni del pontificato, il Papa espresse la necessità di un ritorno ad una povertà evangelica della Chiesa, affermando di voler procedere ad una profonda revisione della presenza del Vaticano nei mercati finanziari mondiali, gestione in quegli anni affidata all’arcivescovo statunitense Paul Marcinkus.
(…)
Nel 1987 venne indagato, e venne emesso un mandato di cattura, dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell’Ambrosiano, ma dopo pochi mesi la Corte di Cassazione annullò il mandato in base alle regole stabilite con i Patti lateranensi (Marcinkus era in possesso di un passaporto diplomatico vaticano).
(…)
Papa Giovanni Paolo II tenne Marcinkus in Vaticano per sette anni prima di congedarlo alla sua Arcidiocesi di Chicago.

Mi punge vaghezza che Maria tenda a distrarsi con una certa facilità.

Le modifiche superflue

August 19, 2007

Da Wikipedia:

Il processo all’arcivescovo di Zagabria comincia il 30 settembre 1946, sulla base dell’atto d’accusa firmato dal magistrato Jakov Blazevic. I principali capi d’accusa a carico dell’imputato Alojzije Stepinac sono sei:

  1. il sostegno fornito dall’arcivescovo agli occupanti nazifascisti e la sua collaborazione con la dittatura ustascia dall’aprile 1941 al aprile 1945. Ne sono prova le pubbliche dichiarazioni dell’episcopato in quegli anni, gli scritti della pubblicistica cattolica del periodo, l’attivismo filo ustascia delle varie organizzazioni cattoliche capeggiate dal primate di Croazia, le molte cerimonie religiose officiate in favore del regime (come le messe solenni del 10 aprile di ogni anno per celebrare l’avvento dello Stato indipendente croato);
  2. la diretta responsabilità dell’arcivescovo nell’organizzare e praticare le “conversioni” forzate al cattolicesimo dei serbo-ortodossi di Croazia, Bosnia e Erzegovina, “conversioni” ottenute sotto la minaccia del massacro;
  3. la responsabilità di monsignor Stepinac nel genocidio etnico religioso di serbi, ebrei e rom, in quanto Vicario apostolico militare delle forze armate ustascia, cioè capo di tutti i cappellani che assistevano spiritualmente le milizie assassine;
  4. le responsabilità dell’arcivescovo di Zagabria per non avere mai adottato alcun provvedimento a carico di quella nutrita schiera di religiosi che si sono macchiati di orrendi delitti, partecipando in prima persona ai massacri ustascia;
  5. l’attivismo politico di monsignor Stepinac nell’ultima fase della dittatura di Pavelic per tentare di evitare il crollo del regime ustascia, tentativo culminato con l’occultamento, presso l’arcivescovado di Zagabria, “dell’archivio del ministero degli Esteri dello Stato indipendente croato e della Prefettura presso il Poglavnik”;
  6. il sostegno di monsignor Stepinac all’attività eversiva dei “krizari” e degli ustascia Lisak e Gulin, impegnati clandestinamente a organizzare la riscossa del nazionalismo croato.

Dopo il processo il vescovo Stepinac fu condannato alla perdita della libertà attraverso lavoro forzato per 16 anni e alla perdita di tutti i diritti politici e civili per 5 anni.

Alla luce di questo esempio, non mi meraviglierei se le voci recentemente diffuse fossero effettivamente infondate, e il Vaticano, in realtà, non avesse modificato alcuna voce su Wikipedia: il vescovo Alojzije Stepinac è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1998, nonostante i crimini commessi e in barba al fatto che quei crimini fossero di dominio pubblico.
Il Vaticano, evidentemente, non ha interesse a modificare quello che c’è scritto su internet: cancella direttamente la storia e risolve il problema alla radice.
Converrete con me che si tratta di un metodo più efficace.

Mentre sto guidando verso casa il mio amico Alessandro mi telefona e mi dice che mi ha appena inviato una notizia via mail: «Appena arrivi a casa leggila», mi fa, «devi assolutamente scriverci un post!»
Quando controllo la posta, tuttavia, mi rendo conto che non sarei capace, neanche impegnandomi al massimo, di commentare il fatto meglio di quanto non abbia già fatto lui stesso segnalandomelo; così, risparmiando tempo e fatica, vi giro le direttamente le sue considerazioni così come le ho ricevute.

Da Repubblica del 29-06, pag 16:
KUBICA SALVO DOPO LO SCHIANTO, UN MIRACOLO DI WOJTYLA
Robert Kubica, 22 anni, pilota polacco che corre con il nome di Giovanni Paolo II stampato sul casco, non se la sente di giudicare. La chiesa invece vuole approfondire e ha inserito questo terribile incidente, il più spaventoso da dieci anni a questa parte in Formula 1 (ndr: non è vero per niente, te lo dice uno che guarda tutte le corse), nel dossier sul processo di beatificazione di Giovanni Paolo II (…) la Chiesa pensa che dietro a questo fortunato epilogo ci possa essere la protezione divina del santo padre e ha dato incarico a Oder Slawomir, prete polacco, postulatore della causa di beatificazione per conto del Vicariato di Roma, di raccogliere documenti e testimonianze sull’accaduto (…)

Mi vengono in mente un po’ di cose:

  1. Il papa intercede per Kubica perchè è polacco e perchè c’ha il nome sul casco: invece per Senna, che pur essendo cattolico era stato così fregnone da non scriversi il nome del papa sul casco, non ha ritenuto di intercedere. Insomma: non mi hai scritto il nome sulla capoccia? Puoi pure andare alla malora, cazzi tuoi.
  2. Piu’ in generale, il buon Dio salva il giovane miliardario famoso e lascia schiattare gli altri. Leggo da Wikipedia:” Le ferite da incidenti di traffico uccidono quasi 350 persone al giorno, o più di 127.000 ogni anno nella regione europea monitorata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Anche qui, cazzi loro.

La mail di Alessandro, per la verità, comprendeva anche un punto 3), che però evito di riportare, ritenendolo più adatto a una conversazione tra amici che alla pubblicazione su un blog: mentre vi invito a immaginarne il contenuto, tuttavia, confermo ad Alessandro che anche su quel punto sono perfettamente d’accordo con lui.