Quelli di Ideazione volevano qualche delucidazione sul diritto di voto negato ai malati e ai disabili, ragion per cui hanno avuto l’alzata di ingegno di intervistarmi.
E dire che mi sembrava gente a posto…

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Qualche giorno fa vi raccontavo che nel nostro paese possono votare presso il proprio domicilio solo i malati e i disabili in dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali, mentre a tutti gli altri, anche se di fatto non riescono ad allontanarsi da casa per gravissimi motivi di salute, non è concessa la stessa possibilità.
Orbene, prima di tutto vi comunico che è stata elaborata una proposta di legge (che trovate qua) per estendere a tutti i malati e a tutti i disabili il diritto di votare standosene a casa propria.
In secondo luogo, vista l’imminenza delle elezioni, segnalo che le istruzioni dettagliate su come ottenere il voto domiciliare per coloro che attualmente possono usufruirne sono state pubblicate da Soccorso Civile e possono essere consultate a questo indirizzo.
Invito tutti gli interessati a procedere subito, giacché la procedura è complicatuccia e si rischia di non fare in tempo; per qualunque problema, richiesta o difficoltà si può scrivere a questa casella di posta elettronica.
Si pregano i blogger di diffondere l’annuncio, in modo che esso possa raggiungere quante più persone possibile.
Saluti.

Divieto di voto

February 20, 2008

Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 48, comma 1:

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Mica vero, sapete?
Per esempio, supponiamo che il Signor Rossi sia affetto da una malattia, o sia portatore di una disabilità, e che tale circostanza gli renda particolarmente complicato qualsiasi spostamento.
Vi siete mai chiesti com’è possibile, per il Signor Rossi, andare a votare?
Perbacco, direte voi, potrà votare a casa sua: del resto il voto domiciliare, o per corrispondenza, è una realtà in molti paesi, e talora è possibile esercitarlo anche se non si soffre di alcuna malattia, ma semplicemente perché si preferisce così.
Invece, gente, non è così.
In Italia, amici miei, il voto a domicilio è stato previsto soltanto a partire dal 2006, e non è consentito a tutti i malati o disabili intrasportabili, ma esclusivamente a quelli che vivono “in dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali”.
Quindi, se il Signor Rossi è in carrozzina, se è allettato ma non è attaccato a una macchina, oppure se è semplicemente malato e uscire di casa potrebbe aggravare le sue condizioni, gli si prospetta una comodissima alternativa: o decide di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di raggiungere in qualche modo il suo seggio elettorale, oppure rinuncia a votare.
Inutile precisare che anche i pochi malati e disabili astrattamente ammissibili al voto domiciliare non hanno vita facile: la legge, come accade di consueto nel nostro paese, impone loro una serie di adempimenti burocratici tanto complicati (e talmente oscuri da interpretare) che la maggior parte dei suoi destinatari finisce per rinunciare.
Orbene, non starò qua a tediarvi con una filippica sull’importanza del diritto di voto in un paese democratico (lo sapete già), né a sottolineare quanto sia ipocrita l’atteggiamento dei tanti baciapile che si stracciano le vesti per un embrione e poi se ne strafottono delle persone in carne e ossa (la loro ipocrisia, del resto, è circostanza ormai acclarata); anche se, ne converrete, sarebbe interessante chiedersi perché mai gli stessi signori che concepiscono titoli giornalistici del tipo “Napoli: ucciso bimbo perché malato”, non si adoperino con altrettanta lena a scrivere, magari il giorno dopo, “Italia: migliaia di persone private del diritto di voto perché malate“.
Ma lasciamo stare, altrimenti divago e perdo il filo.
Non starò qua, dicevo, ad annoiarvi con le mie menate; mi limito a ricordare che tra poco ci saranno le elezioni, e migliaia di cittadini, rebus sic stantibus, saranno di nuovo privati del loro diritto politico fondamentale: bella storia, non è vero?
Il comma 4 dell’articolo 48 della Costituzione, lo stesso articolo con il quale l’ho aperto il post, recita:

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Fatemi un cazzo di favore, signori miei: spiegatemi di quale indegnità morale sono colpevoli, le persone che stanno male.
Grazie.