Converrete con me che più si aggiungono pezzi, più il mosaico diventa inquietante…

I giudici italiani discriminano espressamente una categoria di malati: quelli incurabili che mancano di “coscienza e percezione del mondo esterno”. D’ora in poi, verso questi malati, la domanda non sarà più: come curarli e assisterli al meglio? Ma piuttosto: quando e come ucciderli? (Comitato Verità e Vita)

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Mi punge vaghezza che se Eluana Englaro potesse parlare avrebbe qualcosa da ridire sul fatto che la sua faccia venga usata impunemente per una campagna contro il testamento biologico.
In altre parole: c’è qualcuno che cerca di far rispettare la sua volontà, e qualcun altro che si avvantaggia del fatto che non possa più esprimerla.
C’è bisogno di aggiungere altro?

Non so se sia ragionevole aspettarsi di tutto dalle sentenze dei tribunali, come dice Don Chino: quello che è certo è che da quelle degli integralisti mi aspetto di tutto già da un po’…

«Di questo passo aspettiamoci di tutto, nei prossimi anni. Qualche tribunale sentenzierà che i menomati, i malformati dei ricoveri non dovranno più vivere, perché sono un peso ai parenti e un onere economico alla società». (Don Chino Pezzoli, Fondazione Promozione e Solidarietà Umana, Libero, 22 luglio 2008)

L’uomo che potete vedere e ascoltare nel filmato qua sotto si chiama Paolo Ravasin, presiede la Cellula Coscioni di Treviso ed è malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Pochi giorni fa Paolo ha registrato in questo video il proprio testamento biologico, affinché nessuno possa affermare, anche fra cent’anni, che vi siano dubbi sulla sua effettiva volontà.
Quello che vi chiedo, se anche voi avete a cuore la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle persone, è di scrivere un post e inserire il filmato sul vostro blog, utilizzando il codice che potete scaricare cliccando qua: in modo che i soliti chiacchieroni, quelli che sparano anatemi e sentenze dalla mattina alla sera, si facciano una vaga idea dell’argomento di cui si riempiono la bocca.
E magari, chissà, si vergognino e tacciano per un po’.
Grazie a tutti per quello che potrete fare.
Mina & Alessandro.

Ecco, siamo alla conservazione del calore. Adesso manca solo che il prossimo enunci il teorema dell’energia cinetica.

«Di tutte le testimonianze e opinioni al di fuori della sua, la più importante è quella delle suore Misericordine. Quando senti che c’è una intera comunità di persone che, con affetto, amore e carità, sono disposte a conservare il calore del corpo di tua figlia, allora è molto difficile dire di no in nome di qualunque principio concreto o astratto, volontà più o meno certificata, legge e diritto». (Giuliano Ferrara, Milano, 17 luglio 2008)

Ho il triste sospetto che ‘sta rubrica sia destinata ad essere sempre più affollata…

L’umanità fa sempre sentire la sua voce e rivendica i suoi diritti. Perciò mi chiedo che cosa può succedere se un padre diventa l’artefice della morte di sua figlia. (Don Michele Aramini, Avvenire)

Normalmente non posto qua dentro i comunicati stampa che invio nella mia veste di membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Stavolta, però, un’eccezione ci sta tutta: avete presente quando uno ve le leva dalle mani?
E dire che ci siamo pure contenuti…

ENGLARO/CELENTANO, ASS. COSCIONI: IL VERO MIRACOLO IN ITALIA E’ L’AFFERMAZIONE DI UN DIRITTO

Dichiarazione di Rocco Berardo e Alessandro Capriccioli, rispettivamente Tesoriere e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica

In una lunga lettera pubblicata dal Corriere della Sera Adriano Celentano ipotizza che Eluana Englaro possa aver bisogno della conversione del padre Beppino per andarsene “in modo spontaneo e senza alcuna interruzione”, non senza aggiungere che i miracoli possono accadere, a patto che si disponga della fede necessaria.
Posto che nutriamo il massimo rispetto per le opinioni di ciascuno, l’unica cosa di cui Eluana ha bisogno è che venga rispettata la sua volontà, espressa più di una volta e senza possibilità di equivoco quando era nelle condizioni di farlo.
Al soccorso dei miracoli, in cui il noto cantante ripone (legittimamente, finché lo fa per sé) tanta fiducia, l’Associazione Luca Coscioni preferisce il Soccorso Civile, al quale ogni cittadino può rivolgersi allorché un suo diritto venga negato da leggi, comportamenti e sabotaggi di stampo integralista e proibizionista: perché, oltre alla possibilità delle auspicate conversioni, siano garantiti il rispetto della volontà e il diritto all’autodeterminazione di ciascuno; e perché nel nostro paese i miracoli non si impongano per diritto, mentre l’affermazione dei diritti sta diventando sempre di più un miracolo.

Trattamento clericale

July 10, 2008

Roberto Colombo, direttore di biologia molecolare e genetica umana all’Università Cattolica di Milano, su Eluana Englaro:

La paziente non subisce nessun tipo di trattamento che possa ricadere nella fattispecie dell’«accanimento terapeutico»: al contrario, essa viene curata amorevolmente dal personale medico e infermieristico che la assiste e le assicura l’idratazione, l’alimentazione, il ricambio, la mobilizzazione ed altre cure nella forma che corrisponde ai suoi bisogni fisiologici essenziali. Perché privarla di tutto questo per porre fine ai suoi giorni?
(…)
I giudici hanno considerato l’idratazione e l’alimentazione fornite a Eluana come “atti medici”, al pari di terapie che possono essere intraprese o sospese in ogni momento, sulla base della considerazione della loro efficacia o futilità clinica. Occorre invece sciogliere l’equivoco: anche se posti in essere da personale qualificato come sanitario, la natura di sostegno vitale essenziale per l’esistenza del soggetto non muta.

Facciamo mente locale.
Secondo Colombo i trattamenti a cui Eluana Englaro è sottoposta non sono pratiche terapeutiche, ma atti destinati al suo sostentamento: ragion per cui, conclude il Professore, quei trattamenti sono obbligatori, e di conseguenza non possono in alcun caso essere sospesi.
Orbene, non v’è dubbio che sull’inquadramento dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale si può discutere; ed è ragionevolmente possibile che, studiando fino all’ultima riga tutta la letteratura sull’argomento, si finisca per concludere che non si tratti effettivamente di terapie.
Sta di fatto, però, che il punto è altrove.
Il padre di Eluana si batte da vent’anni per un motivo di disarmante semplicità: siano essi configurabili come cure o come semplici gesti di sostentamento, Eluana quei trattamenti non li voleva: dal che si desume che la chiave di lettura della vicenda deve essere il rispetto della volontà di un essere umano concreto, e non l’esigenza di conformarsi a chissà quale criterio astratto, sia pure individuato con inattaccabile precisione.
Se fino a questo punto siamo d’accordo, spiegatemi una cosa: dove sta scritto che una persona ha il diritto di sottrarsi legittimamente ad una terapia, ma non può rifiutarsi di essere sottoposta a qualcosa di diverso? Vi sembra ragionevole che un malato immobilizzato in un reparto ospedaliero possa legittimamente rinunciare alla sua puntura quotidiana di antibiotico, ma sia obbligato ad acconsentire, senza poter pronunciare una sillaba, nel caso in cui un infermiere decida che è il caso di tagliargli i capelli, di fargli la barba o di ingozzarlo di minestra con il cucchiaio?
La verità è che Eluana Englaro se ne strafotteva, della distinzione tra trattamenti terapeutici e atti destinati al sostentamento del suo corpo: semplicemente, non voleva avere addosso le vostre manacce, e finché ha avuto fiato per farlo l’ha detto e ripetuto; poi non ha avuto più voce, e a quel punto ne avete fatto ciò che volevate, fregandovene della sua volontà e tenendo in vita il suo corpo in omaggio ad una serie di principi che non erano i suoi.
Se aveste un decimo del rispetto per la persona del quale vi adornate, vi vergognereste alla sola idea di mettere il naso fuori di casa.
Altro che pontificare sui giornali.

[…]

July 9, 2008


«Lo scopo del sadismo è quello di trasformare un uomo da qualcosa di animato in qualcosa di inanimato, finché per mezzo di un completo e assoluto controllo si perde una essenziale qualità della vita: la libertà». (Erich Fromm)

«Eluana è ancora una ragazza in vita, il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fine a una vita personale». (Rino Fisichella)

«Grande amarezza perché si legittima l’uccisione di un essere umano privandolo delle cose più elementari: l’alimentazione e l’idratazione». (Scienza e Vita)

«Penso che questa possibilità derivi dalla sentenza della Cassazione che ha stabilito criteri sorprendenti e inquietanti». (Eugenia Roccella)

«È l’ennesima pessima ingerenza su temi, come la vita e la morte di una persona, che certo non possono essere regolamentati da un organo giudiziario». (Luca Volontè)