Notturno delle tre

June 12, 2008

Adesso, come suol dirsi, viene il bello.

Roma, 12 GIU (Velino) – “L’obbligo di prescrizione medica per la contraccezione d’emergenza non ha fondamento scientifico: si tratta, piuttosto, di una imposizione di carattere burocratico, che ostacola le donne nell’esercizio dei loro diritti e che si deve a ragioni politiche di stampo integralista e clericale“. Lo dichiarano in una nota congiunta Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Alessandro Capriccioli, membro di giunta dell’Associazione Coscioni e responsabile del portale “Soccorso Civile”. “Questo ostacolo, quindi – spiegano -, deve essere rimosso, non soltanto nella pratica delle strutture sanitarie, ma anche e soprattutto negli aspetti formali che lo legittimano: è questo l’obiettivo del servizio notturno d’emergenza che sarà lanciato domani alla conferenza stampa a Roma, nella sede del Partito radicale alle 12 (in contemporanea se ne svolgerà un’altra a Milano), che coinvolgerà decine di medici disponibili a prestare un’opera di ‘Soccorso Civile‘ in favore delle donne e del loro diritto all’autodeterminazione“.

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Si sono divertiti a chiamarli in una miriade di modi diversi: costituzionalmente sterili, deboli e deviati, malati, esibizionisti, finocchi, invertiti, ricchioni, culattoni.
Mi scuserete se, per una volta, sorvolo su simili nefandezze, limitandomi a ripetere per l’ennesima volta il solito adagio: si tratta di titolari di diritti, che piaccia o no ai catechisti capillarmente sparpagliati in ogni angolo di questo paese.
Uno di quei diritti, quello di vedere riconosciuta legalmente l’unione con la persona che si ama, di qualunque sesso essa sia, viene sistematicamente negato con irriducibile impegno dai soliti farisei che gridano allo scandalo, stracciandosi le vesti e blaterando frasi sconnesse sulle radici cristiane dell’Europa, sul peccato, sui castighi divini.
La realtà, al di là di questi vaneggiamenti, è che le unioni civili possono essere registrate presso i Comuni di residenza delle persone: e che c’è chi aiuta quelle persone a farlo, specialmente nei casi (molti, per la verità) in cui i solerti funzionari della pubblica amministrazione si ostinano a fare orecchie da mercante.
Se volete saperne di più, fate un salto da queste parti.
Così, mentre i nostri amici vorrebbero che vi andaste a confessare, voi registratevi.
E lasciate che siano loro, a farsi un bell’esame di coscienza.

Dal momento che vi ammorbo un giorno sì e l’altro no parlandovi di Soccorso Civile, vi segnalo che ho appena finito di lavorare a quella che gli anglofoni definirebbero un’operazione di restyling.
Già che ci siete (sempre che ne abbiate voglia, si capisce), perché non ci fate un salto e mi dite com’è venuto?
Resto in attesa del vostro parere.

Caro amico, ti scrivo

April 21, 2008

Mi scuserete se quest’oggi sarò un po’ lungo: l’argomento, d’altra parte, è di quelli davvero importanti, e vale la pena di consumare qualche riga in più per cercare di essere chiari.
Il testamento biologico è l’espressione di volontà da parte di una persona (testatore), resa in condizioni di lucidità mentale, in relazione alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nell’impossibilità di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, o patologie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.
La legge italiana, com’è noto, non ha ancora riconosciuto la validità del testamento biologico, ragion per cui le dichiarazioni anticipate di trattamento eventualmente lasciate da un cittadino italiano non possono essere ritenute vincolanti sul piano giuridico: ciò non toglie che il documento, ove esistente, costituirebbe comunque un importante riferimento per il medico, che potrebbe tenerlo in considerazione nel determinare la propria linea di condotta, oltre a dover comunque giustificare la sua eventuale decisione di non seguirne le indicazioni, rispondendone innanzitutto alla persona indicata nel documento come il garante dell’attuazione della volontà del testatore (fiduciario).
Orbene, siccome lasciare che qualcun altro decida al vostro posto non mi pare esattamente il massimo della vita, vi suggerirei di seguire il consiglio dell’Associazione Luca Coscioni (della cui Giunta lo scrivente si onora di far parte), che si può sinteticamente riassumere come segue:

  1. se volete indicare quali terapie intendete o non intendete accettare nella deprecabile eventualità in cui vi doveste trovare nell’incapacità di esprimere il vostro consenso informato, preparate il vostro testamento biologico, prendendo spunto dal facsimile che potete scaricare qua;
  2. prendete carta, penna e calamaio e scrivete una bella lettera al Sindaco del vostro Comune (qua potete trovarne un modello), comunicandogli che in allegato gli inviate il vostro testamento biologico: a noi punge vaghezza che il destinatario non potrà fare finta di non averla ricevuta, specie se gliela fate recapitare per raccomandata (magari corredata da un bell’avviso di ricevimento, ché non si sa mai);
  3. mandate una copia del tutto, per opportuna conoscenza, anche all’Associazione Luca Coscioni: tanto perché qualcun altro sia a conoscenza della vicenda, nella malaugurata ipotesi che quelli del Comune decidano di fare orecchie da mercante.

Questo è quanto, amici miei.
Io, da parte mia, tocco ferro (e non soltanto quello, capirete); ma prima (o durante, compatibilmente con la nota esigenza di avere le mani libere mentre si fanno certi scongiuri) scendo alla posta e mando una bella lettera.
Che volete, ho il viziaccio di voler decidere quello che voglio e quello che non voglio.

Accaventiquattro

April 8, 2008

Orbene, amiche ed amici, la novità è la seguente.
La Ministra Turco deve essersi resa conto (bontà sua) che la prescrizione della pillola del giorno dopo sta diventando un problema (un problema mica da ridere, tra l’altro); così ha deciso di mettere a disposizione l’URP (Ufficio per le Relazioni con il Pubblico) del Ministero per raccogliere le denunce di eventuali difficoltà, assicurando che si potrà telefonare delle 9:00 alle 12:00, oppure scrivere una e-mail, nel qual caso le segnalazioni saranno esaminate entro 24/48 ore.
Ora, lungi da me l’idea di criticare un’iniziativa del genere: sta di fatto, però, che noi, senza avere l’URP, ‘sta cosa la facciamo già da qualche mese, 24 ore su 24, e oltre a raccogliere le segnalazioni diamo una mano a chi vuole sporgere denuncia.
In buona sostanza: se trombate in orari di ufficio, e volete limitarvi a raccontare che vi hanno negato il Norlevo, scrivete al Ministero; se invece (come pare capiti più di consueto) il guaio vi succede di notte, vi fanno fare una via crucis prima di darvi ciò a cui avete diritto, e la cosa vi fa incazzare al punto che volete denunciare tutti, fate un salto su Soccorso Civile.
Quando si dice la sussidiarietà, eh?

Per gli amanti del genere, qua la versione ufficiale.

Stavolta, amici, la location è Pisa.
La trama, per la verità, comincia a diventare monotona: una donna va a chiedere la pillola del giorno dopo e un medico si rifiuta di prescrivergliela.
Succede due volte nel giro di pochi giorni: in uno dei casi, con tanto di inequivocabile cartello vergato a mano (hai visto mai, qualcuna potrebbe farsi venire delle idee strane, magari perfino mettersi in testa di trovarsi in un ospedale).
Se questo è quanto (e c’è poco da fare, questo è), temo che mi tocchi diventare, a mia volta, noioso: e ripetere cose già dette.
Però, scusatemi, devo proprio.
Abbiate pazienza, se potete.
Con me, evidentemente.
Ma, per favore, non con loro. Non più.
Denunciateli.
Si può.

Qua la versione istituzionale.

Denunciateli (reprise)

March 20, 2008

Sul Corriere.it di oggi si può prendere visione di un video assai istruttivo: una giornalista, fingendosi alla disperata ricerca della pillola del giorno dopo, compie una vera e propria peregrinazione notturna per gli ospedali milanesi, scontrandosi con una sfilza di medici obiettori più lunga di una processione.
La simpatica avventura ha inizio intorno alle 20:30 e si conclude alle 01:50, allorché il medico di guardia dell’ennesimo ospedale si degna di procedere alla richiesta prescrizione, non senza premurarsi di paventare alla donna una sconcertante serie di gravissimi (quanto fantasiosi) effetti collaterali del farmaco.
L’occasione, come suol dirsi, mi è gradita per ricordare alcuni concetti che sarà bene tenere a mente:

  1. la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, com’è spiegato chiaramente in questo documento;
  2. poiché la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, i medici che si rifiutano di prescriverla dichiarandosi obiettori di coscienza commettono un abuso bello e buono;
  3. l’efficacia della pillola del giorno dopo diminuisce in modo esponenziale con il passare delle ore: la circostanza che alla fine della via crucis un ginrcologo abbia accettato di prescriverla, quindi, non vale a sanare le responsabilità di tutti i medici precedenti, in relazione alle possibili conseguenze del ritardo nell’assunzione;
  4. quei medici, di conseguenza, possono essere denunciati per interruzione di pubblico servizio e/o per omissione in atti d’ufficio: il fac simile della denuncia si può scaricare a questo indirizzo;
  5. naturalmente, c’è chi la denuncia l’ha già fatta: date un’occhiata qua per sapere a che punto è arrivato l’iter giudiziario della vicenda.

Voi mi direte: ma non le avevi già scritte, ‘ste cose? A che pro tornarci sopra?
Prima di tutto perché ripetersi, a volte, può essere utile: hai visto mai che qualcuno, e soprattutto qualcuna, non aveva letto l’altro post?
In secondo luogo, per un particolare di questo filmato che trovo a dir poco agghiacciante.
Fateci caso: nella reception dell’ultimo ospedale (quello nel quale viene finalmente fuori il medico che accetta di procedere alla prescrizione) ha luogo un dialogo singolare. La giornalista, infatti, chiede all’infermiera di turno:

“Visto che non usa più chiamare se sono obiettori, possiamo sapere come sono i ginecologi stasera?”

Avete capito? Se i medici sono obiettori, non solo si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo (commettendo un abuso), ma non vogliono nemmeno essere infastiditi.
Come ho già detto, gente: svegliamoci, o questi ci si mangiano vivi.
Il bello (o il brutto, fate voi) è che hanno già cominciato a masticare.
Li sentite o non li sentite, i molari?

Mammana, mon amour

March 14, 2008

Dal sito dell’Associazione Luca Coscioni:

Aborto, Berardo-Capriccioli: gli ostacoli del fronte pro-life riconsegnano le donne all’illegalità e alle mammane

Dichiarazione di Rocco Berardo e Alessandro Capriccioli, rispettivamente Tesoriere e membro di Giunta dell’Associazione Coscioni

Il caso del suicidio del ginecologo di Genova, indagato per la violazione della legge sull’aborto, ha fatto emergere i dati relativi al nuovo aumento degli aborti illegali nel nostro paese: 55 casi al giorno, in molti dei quali sono protagoniste donne immigrate.
La causa di questa recrudescenza non va ricercata nella presunta inefficacia della Legge 194, come affermano gli integralisti pro-life, ma al contrario è una conseguenza del loro stesso comportamento, teso a frapporre infiniti e quotidiani ostacoli alle donne che intendono interrompere la gravidanza, per indurle in tal modo a rinunciare o a ricorrere all’aborto clandestino: la diffusione a macchia d’olio dell’obiezione di coscienza (che in alcune regioni ha raggiunto percentuali “bulgare”), l’ostilità all’aborto farmacologico, la demonizzazione della pillola del giorno dopo e della contraccezione in genere, gli interventi delle forze dell’ordine a seguito di denunce anonime fanno parte di una strategia che intende svuotare di contenuto la normativa sull’interruzione di gravidanza, rendendola in tal modo non applicabile e riconsegnando le donne, come succedeva trent’anni fa, nelle mani delle mammane.
Per sapere come difendersi dagli abusi che impediscono loro di abortire secondo la legge, le donne possono consultare Soccorso Civile, il portale di resistenza civile dell’Associazione Luca Coscioni, nel quale potranno trovare tutte le indicazioni per far valere i loro diritti e superare gli ostacoli che impediscono loro di esercitarli.

Metilparaben on air /2

March 9, 2008

Ieri, durante la trasmissione di Radio Radicale “Il Maratoneta”, ho avuto modo di illustrare nuovamente il portale “Soccorso Civile“.
Nel ringraziare Mirella Parachini e Josè De Falco, conduttori del programma, vi allego qua sotto l’audio dell’intervista.
Buon ascolto.

Qualche giorno fa vi raccontavo che nel nostro paese possono votare presso il proprio domicilio solo i malati e i disabili in dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali, mentre a tutti gli altri, anche se di fatto non riescono ad allontanarsi da casa per gravissimi motivi di salute, non è concessa la stessa possibilità.
Orbene, prima di tutto vi comunico che è stata elaborata una proposta di legge (che trovate qua) per estendere a tutti i malati e a tutti i disabili il diritto di votare standosene a casa propria.
In secondo luogo, vista l’imminenza delle elezioni, segnalo che le istruzioni dettagliate su come ottenere il voto domiciliare per coloro che attualmente possono usufruirne sono state pubblicate da Soccorso Civile e possono essere consultate a questo indirizzo.
Invito tutti gli interessati a procedere subito, giacché la procedura è complicatuccia e si rischia di non fare in tempo; per qualunque problema, richiesta o difficoltà si può scrivere a questa casella di posta elettronica.
Si pregano i blogger di diffondere l’annuncio, in modo che esso possa raggiungere quante più persone possibile.
Saluti.