Uno sfortunato caso del destino ha strappato un agente del SISMI alla sua famiglia, ed in particolare alla sua convivente e ai loro tre figli. Come noto, nel nostro paese (il Vaticano) il legame affettivo tra due persone non viene riconosciuto e non produce e diritti patrimoniali e non in assenza di matrimonio. Il Governo dello stato che il Vaticano cortesemente ospita (l’Italia) ha per così dire sonnecchiato lungamente sui vari progetti di legge (PACS, DICO e non si sa quale altra diavoleria) senza combinare niente (a dispetto di roboanti promesse elettorali ed inintellegibili conati rintracciabili nel voluminoso programma di governo). Tuttavia, siamo nell’Italia assediata dalla presa clericale e militare, e pertanto, per venire incontro al (sacrosanto) diritto della povera vedova, alcuni campioni dell’ipocrisia si sono messi a rovistare carte e a compulsare polverosi codici, fino a rinvenire una qualche clausola in grado di supplire alla colpevole inerzia prodiana. Si scopre così che l’articolo utile è presente nel codice di diritto canonico, che, dato che il nostro Paese è appunto il Vaticano, a quanto pare è in grado di produrre effetti giuridici anche nel Ventesimo Secolo (in questi giorni ho scoperto – confesso che lo ignoravo – prava bestia che sono, che è scritto solamente in latinorum): il matrimonio in articulo mortis. In pratica, si tratta della possibilità di contrarre matrimonio concessa ad una persona in punto di morte. A quanto pare, però, per contrarre il matrimonio a norma del suddetto articolo, è necessario il consenso del morituro, a nulla valendo le dichiarazioni dei familiari e della convivente allo scopo (dura lex, sed lex): la loro chiesa, così pignola da negare il rito funebre ad un Welby, in questo caso diviene molto, molto elastica, e finge di non accorgersi che a questo matrimonio-farsa manca la cosa più importante, cioè il consenso del nubendo, che poveretto è attaccato ad un respiratore senza alcuna speranza di risvegliarsi. Riassumendo: non abbiamo una legge sulle coppie di fatto, ma, in certi casi speciali, molto italianamente, ci si inventa qualcosa, magari taroccando un codice che in Italia non dovrebbe nemmeno avere cittadinanza. Questo perché adulti consenzienti, che vivono insieme per anni e che mettono al mondo tre bambini non sono ritenuti abbastanza maturi per poter pensare a se stessi: hanno sempre bisogno di una certificazione, venga dallo stato o dalla chiesa, per dire: siamo insieme, solo la morte ci separerà. A pensarci, è un bel paradosso: la chiesa vieta, ma la chiesa offre (a persone a cui tiene particolarmente, non a noi figli di nessuno) escamotages per uscire dal vicolo cieco. Regole dure, insomma, ma non per tutti.

Mario Braconi (a.k.a.: taz)

http://sodomotto.wordpress.com/

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Oggi

October 8, 2007


Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925, Torino).
Sempre caro mi fu”, citando Un Poeta, questo Poeta.
Ogni giorno ascoltando le sue parole, che odo da lontano, mi rammento di questo orribile manifestarsi di inquietudine che è il nostro OGGI.
Fatto di chimere ormai non più tanto lontane, fatto di vanità e bellezza che sfiorisce ogni attimo.
Perché si dimentica, ma c’è chi non la ricorderà mai perché mai conosciuta, la bellezza delle “buone cose di pessimo gusto”, tanto per citare anche Gozzano, se qualcuno ancora sa chi siano i poeti crepuscolari, se qualcuno ha mai letto “L’amica di nonna Speranza”.

Si dimentica la bellezza della prima volta, della scoperta, dello stupore.
Dell’incanto dell’evoluzione, della rinascita nella morte, del passato in un atomo tra miliardi di atomi che rigenera in continuazione la vana illusione che ci sia qualcos’altro di più perfetto oltre ciò che già possediamo, per gentile concessione di una coincidenza che è la natura: la vita, anche quella più piccola che i nostri occhi non vedono, che lavora incessantemente per costruire e distruggere ogni giorno la conoscenza.
Non voglio fare la letterata, né la scienziata, non la teologa e neppure la filosofa: non voglio far girare parole di cui si è perso il significato, altrimenti farei l’etimologa.
Volevo solo e semplicemente riflettere su ciò che ogni giorno mi fa arrabbiare per capire che tutto è vano tranne ricercare la felicità, quella che esiste solo nei nostri incubi peggiori.
Rincorriamo ciò che non possiamo essere, mangiamo ciò che ci viene imposto, respiriamo lo smog, siamo tassati per tutto, ci arrabbiamo contro tutti senza pensare ad allearci e lottiamo in continuazione contro noi stessi, alla fine, dopo tutto.
Per chi vive d’aria e di speranza, per chi gioca con i petali di un fiore e non in una casa piena di balocchi, per chi spreca il cibo, per chi mangia troppo, per chi non mangia niente, per chi litiga, per chi ama, per chi soffre, per chi si diverte, per il mondo, per un bruco, per un canguro, per il mio cane, per il mio amico Alessandro, per chi non getta le carte a terra, per chi crede ancora che questo mondo dipende da noi e possiamo aiutarlo, per chi oggi decide di non comprarsi un nuovo cellulare, per la gentilezza, il garbo e l’educazione.
Per tutto ciò che ci apre gli occhi su quel male di vivere che ogni giorno incontriamo.

Elisabetta.

Per stare un pochino più al passo della tecnologia ecco 2 siti interessanti:

Su Tecno Magazine potete trovare tantissime novità, curiosità e notizie sui gadet tecnologici e l’Hi-Tech di largo comsumo, spaziando da pc, internet, tv ed elettronica di consumo ….

Cellular Magazine è invece ancora più specifico e offre approfondimenti sul mondo dei cellulari, ma anche su tutti gli accessori correlati, nonché notizie di più ampio respiro sempre legate al mondo di telefonia e intrattenimento.

Pippera

October 8, 2007









Oh, Dyo benedetta… Lo so, incomprensibilmente ho scelto un nick che è una via di mezzo, suo malgrado (perché un’origine ce l’ha) fra un’invocazione ed una bestemmia. Un nick “duale”, come me. Come me che applico, ossessivamente, la razionalità anche agli episodi che, invece, non meriterebbero nemmeno una considerazione veloce. E’ che, purtroppo, non sono capace di archiviare, stoccare e abbandonare nel dimenticatoio se prima non ho raccolto tutti i ricordi, gli indizi, perfino le impressioni, e non ho fatto passare tutto il materiale sotto la lente impietosa del mio microscopio personale. In quest’opera di recupero ed analisi cerco di farmi supportare, psicologicamente, da amici pazienti e votati al martirio che, però, comprensibilmente, dopo un po’ mi mandano a quel paese. D’altra parte se non lo facessi mi sentirei incompleta, superficiale, bucherellata. E Dyo solo sa quanto è importante riempire quei buchi…

http://dyotana-senzapaura.blogspot.com/

E grazie mille per l’opportunità, e complimenti per l’idea amichevole ed originale. 🙂

Tempi…moderni?

October 8, 2007

Foto di Rosalba Sgroia Belfast Murales

L’orma del passato.

-ooo-

Orme di tempi ripudiati
s’aggirano nei labirinti
di realtà incolori e smunte.
Tempi rigurgitati
dall’acre sentore di morte
stratificano menti disperse.
Croci mutanti e rosari di giada,
aureole in vetrina
e chili di eternità appesi al cappio
si smerciano dovunque
al prezzo di un inchino e una preghiera.
Il passo dell’oca avanza
e fa tremar la terra.
Mobile la rena che c’ingoia
e sicurezza dona l’occasione
d’allontanare il dubbio,
la realtà in continua evoluzione.

-ooo-

Rosalba Sgroia

Da “Nero assenso”
Fabio Croce editore 2003


-ooo-

Ringrazio Ale per aver avuto questa splendida idea e per avermi dato la possibilità di farmi postare sul suo blog prestigioso! Spero che questa poesia vi sia gradita!
Ciao!
Rosalba Sgroia da Nero Assenso

Vecchio per vecchio…

October 8, 2007

Repubblica.it si è accorta che sono in vendita adesivi da applicare alla carrozzeria dell’auto per simularne graffi ed ammaccature. In questo modo l’auto, anche se nuova fiammante, sembra vecchia e risulta quindi meno appetibile per il ladri.

Non so che gusto ci sia nell’avere un’auto nuova e farla sembrare vecchia. Forse ha ragione quel mio vecchio amico, che gira direttamente con la sua fedele seminuova (oltretutto parcheggiata benissimo):

Finazio

http://finazio.blogspot.com/

Il cervello è altrove

October 8, 2007

Io so perché Metilparaben ha avuto questa brillante idea proprio oggi: perché oggi si sente esattamente come me. Sopracciglia aggrottate, sguardo torvo, gola secca, cervello altrove. E sul viso quell’espressione di impotente incredulità, che ieri sera era stampata sulla faccia di ragazzino di Fernando Muslera (giuro solennemente che non dirò mai più che Marco Ballotta è un vecchio).
Intendiamoci, non è che dovessimo vincere per forza, non è che mi aspettassi una Lazio come quella di mercoledì… Ma arrivare a resuscitare persino Gilardino mi pare un miracolo degno di scopi più nobili.
No, secondo me oggi Alessandro proprio non ce la fa a pensare a qualche post sagace e pungente. E, sinceramente, neanche io. 😉
Babs

La vostra casa è grande?

October 8, 2007

La suora ci indica una porta, è lo stanzone dove giocano le bambine più piccole.
Sono già stato in un istituto, una volta, da ragazzo, e ricordo chiaramente il vociare dei bambini, la giornata passata a giocare, la loro forza inesauribile, la tristezza del saluto alla fine della giornata. Orfanatrofi li chiamavamo una volta, ma qui quasi nessuno è orfano…
Penso di essere preparato, di sapere quello che troverò.
La stanza è affollata, ci sono bambine di tutte le età, da tre fino ad otto nove anni. Stanno giocando in gruppetti, ma quando entriamo quasi tutte si interrompono, e parecchie di loro vengono verso di noi.
C’è una delle più piccole che mi si arrampica letteralmente addosso, in un istante me la trovo in braccio.
Ci salutano, ci abbracciano, giocherellano un pò, poi la maggior parte torna ai suoi giochi. Rimango con la scimmietta in braccio ed altre due o tre bambine intorno, più grandicelle.
Una mi guarda dritto negli occhi e seria mi chiede:
“Siete sposati?” – “Si, siamo sposati…”
“Avete bambini?” – “No, non ne abbiamo…”
“La vostra casa è grande?”
Avrà cinque forse sei anni quella bambina. Sa già tutto, ha già sofferto abbastanza da essere adulta, ci sta valutando, vuole sapere se siamo genitori potenziali, sa benissimo perchè siamo lì, ma vuole esserne sicura…
“Si, la nostra casa è grande..”
Allora mi tende la mano, senza sorridere, e così fanno le altre due che sono rimaste con noi, e capisco che sono uno dei tanti che sono passati in quella stanza, che hanno stretto quelle mani, che hanno voltato le spalle e se ne sono andati.
Mi sbagliavo, non ero preparato, non avevo idea.
Stringo quella piccola mano e capisco immediatamente, che non sarò mai più lo stesso.

Mario Pacchiarotti
Sotto l’ombra degli olmi

Follonica è situata in Toscana è conosciuta da molto tempo come località turistica per gli appassionati del mare. La città è composta da circa venti mila abitanti. Anticamente il nome deriva da Fullona che secondo la lingua degli etruschi indicava un posto dove venivano lavorati e tinti i panni. La presenza dell’isola D’Elba situata frontalmente al golfo di Follonica, garantisce un mare abbastanza calmo, e la pineta situata nelle immediate vicinanze della spiaggia si pone come un valido riparo dal sole durante la calura estiva.
Una caratteristica che accomuna Follonica a Forte dei Marmi, è la presenza di un pontile, lungo 600 metri ben visibile dalla spiaggia, ancora oggi utilizzato per l’ormeggio di navi mercantili. Una vasta pineta sovrasta la costa prevalentemente sabbiosa.
Gli Hotel a Follonica sono rinomati per l’accoglienza che offrono al turista e per i Ristoranti di Follonica, è possibile gustare numerose prelibatezze culinarie, tutte realizzate secondo le tradizioni del posto. Grazie a questo Follonica ha ottenuto le 4 vele di Legambiente, che la classificano tra le prime località turistiche italiane.

Scritto da Blog Viaggi

Il candidato ideale

October 8, 2007

Gentilissimo Don Alessandro,
m’era presa la smania bizzarra di votare alle primarie del Partito Democratico. Poi c’ho frettolosamente ripensato per ovvie ragioni. La candidata ideale c’era. Parla impeccabilmente alcune lingue (comprese anche quelle del Vicino Oriente), ha uso di mondo, è affascinante, si muove fra Parigi, Madrid e Roma. E’ troppo di tutto. Troppo magra, troppo nota, troppo eclettica, troppo esposta, troppo fragile, troppo elitaria. Come me ama i fiori bianchi, vive nel ghetto, passeggia per Roma alle cinque e mezzo del mattino, ama lo champagne, e si nutre a stento di the, salmone, yogurt, liquirizie, frutta, biscotti. E’ coraggiosa, quindi ha paura delle piccole cose della vita. Ha paura della solitudine, dell’abbandono, della delusione, dell’amore. E’ minimalista. Non nel senso che ama i romanzieri che creano psicologie minime. Neppure nel senso dei designer filo-nipponici o filo- svedesi. E’ minimalista nel senso che non ha bisogno di fronzoli, le bastano due righe, le bastano una giacca di Armani e un paio di Tod’s. le bastano quattro parole in tutto per rendere l’idea. E’ colta. Ha dichiarato che ci sono cose che lei riesce a dire solo in francese perché in italiano non le suonano bene. Se ne frega. Se ne frega del lettore medio, di quelli che equivocano e che la pensano al riparo dai dolori, dai dubbi, dalle paure, dalle incertezze. E’ solida abbastanza da sopravvivere alla sua stessa inquietudine, in fondo l’inquietudine è sempre stata fonte d’ispirazione. Prenderebbe il posto di Alberto Moravia a Strasburgo senza l’ossessione dell’atomica. Potrebbe essere la candidata ideale di Massimo D’Alema se amasse le barche e le cene da Vissani. E’ meno danubiana di Claudio Magris, è piuttosto desertica lei (e forse è anche candidata ideale di Giuliano Amato). E’ donna Carmen Llera Moravia. Solo lei potrebbe indurmi in tentazione e farmi votare alle Primarie.
Cordialità.

Donna Martina de’ Monti Parioli.