L’esercizio che vi propongo consiste nella seguente sequenza operativa:

  1. prendere nota della recente pronuncia della Cassazione secondo la quale, in certe circostanze, è legittimo interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiale di un paziente in stato vegetativo;
  2. astenersi dal tentativo di comprendere ciò che si legge e catalogare erroneamente la vicenda come apertura all’eutanasia;
  3. prendere un’altra manciata di notizie, riguardanti rispettivamente l’omicidio di un pregiudicato, la condanna di alcuni truffatori, un caso di figlicidio, una rissa con accoltellamento fra studenti, il suicidio di un ex appartenente alla ‘ndrangheta che a sua volta aveva partecipato all’assassinio di un noto esponente politico;
  4. mescolare le notizie così raccolte e piazzarle in un bel box dalla grafica accattivante, in modo che risulti intuitivamente chiaro al lettore che quello spazio si occupa di crimini e di criminali;
  5. pubblicare in bella vista la piccola opera d’arte così ottenuta, in modo che l’accostamento non possa sfuggire ad alcuno.

Vi consiglio caldamente di mandare a memoria questi cinque punti: se imparerete ad applicarli con disinvoltura, niente di più facile che vi assumano al Corriere della Sera.

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Ennedierre

September 18, 2007

Esaustive delucidazioni del Corriere della Sera:


Ecco, stamo mejo der cazzo… (interiezione tipica romana che significa “siamo combinati peggio dell’organo sessuale maschile”, utilizzata in un discorso al posto di “siamo nella merda”, “non c’è più speranza”, ecc., ndr)

Articoli senza articoli

June 28, 2007

Da Wikipedia:

L’articolo è, nella grammatica, una delle parti variabili del discorso. Precede un nome o un sintagma nominale, di cui determina genere e numero, limitando e specificando il concetto a cui il nome si riferisce. Si distinguono generalmente: articoli determinativi, articoli indeterminativi e articoli partitivi.

Alla redazione del Corriere: avete capito? Altrimenti non c’è problema, lo ripetiamo.

Due segnalazioni

June 15, 2007

Vi giro volentieri le due segnalazioni che ho ricevuto in serata.

  1. L’UAAR mi invita a stampare e a distribuire il volantino messo a punto in occasione del Gay Pride di sabato: io, naturalmente, estendo l’invito a tutti voi;
  2. la mia amica Maria mi fa notare che il Corriere di ieri, nell’esporre una notizia decisamente drammatica, si esibisce in un virtuosismo aritmetico di notevole spessore:


Tanto vi dovevo. Buona giornata.

Record omofobo

June 6, 2007

Dal Corriere della Sera di oggi:

Le coppie gay? Sempre più fedeli
Libro dei sociologi Barbagli e Colombo: stabili e con un rapporto paritario, «sembrano eterosessuali».

Forse vale la pena di ricorrere al metodo dell’elenco numerato per sottolineare che:

  1. l’idea che i rapporti tra eterosessuali siano generalmente paritari mi pare del tutto campata in aria (informarsi presso le donne italiane per ottenere informazioni più dettagliate);

  2. non mi sembra che le coppie composte da un uomo e una donna brillino per fedeltà, e tantomeno per stabilità;

  3. la circostanza che fedeltà e stabilità debbano essere considerate tout court qualità positive, tra l’altro, è tutta da verificare;

  4. in ragione del punti 1, 2 e 3, e alla luce dei risultati esposti nel libro oggetto dell’articolo, mi pare si possa affermare esattamente il contrario di quanto esposto nel titolo: le coppie gay NON sembrano affatto coppie eterosessuali;

  5. last, but not least, la considerazione più importante: perché mai, per poter ambire a qualche forma di riconoscimento sociale, le coppie omosessuali dovrebbero assomigliare a quelle etero?

Converrete con me che concentrare cinque bestialità in un titolo di sole venti parole non è impresa di poco conto: si tratta pur sempre di un’idiozia ogni quattro parole, il che rappresenta un risultato quasi imbattibile; quelli del Corriere, però, devono essersi messi in testa l’idea di stabilire un vero e proprio record.
E quando si mettono in testa una cosa loro…

Dal compendio al catechismo della Chiesa Cattolica:

492. Quali sono i principali peccati contro la castità?
Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l’adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria.

Ho sottolineato più di una volta quanto sia spaventoso che la Chiesa Cattolica accatasti nello stesso calderone omosessualità e stupro; mi sembra addirittura terrificante, tuttavia, che la stessa operazione venga compiuta dal più importante quotidiano nazionale:

Visto e considerato che non si tratta della prima volta, non sarebbe il caso di comunicare ai titolisti del Corriere che per la catechesi bastano e avanzano le parrocchie?

Che l’abbiano pizzicato senza scontrino?

Stillicidio inglese

May 3, 2007

Il Corriere aggiunge al mosaico una tessera per volta, configurando quello che tecnicamente potrebbe definirsi un vero e proprio stillicidio: a questo punto, per una questione di principio, mi prendo solennemente l’impegno di tenere aggiornato quello che inizia ad assumere i contorni di un incubo decisamente grottesco.
A tutt’oggi, dalle ricerche rese progressivamente note dal Corriere, risulta che le donne inglesi:

  • non si spogliano davanti al proprio compagno (29 marzo 2007);

  • fingono abitualmente l’orgasmo nei rari casi in cui ci fanno l’amore (4 aprile 2007);

  • disseminano la casa di post-it con i quali assegnano al proprio partner incombenze domestiche e rotture di palle di varia natura (27 aprile 2007);

  • cornificano spesso e volentieri il proprio compagno trombando a ogni pie’ sospinto con i colleghi di lavoro (3 maggio 2007).

Tremo, davvero, all’idea di ciò che potrebbe rivelare il prossimo studio: al peggio, si sa, non c’è mai fine.

Orrori editoriali

April 24, 2007

– Hai presente Anita, quella bionda che abbiamo conosciuto l’altra sera in discoteca?
– Chi, quella carina, che fa la giornalista?
– Proprio lei. Be’, non ci crederai ma stamattina l’ho incontrata al bar: solo che era mora, faceva la sarta, era una specie di mostro e si chiamava Penelope.
– Maddai! Quando si dicono le coincidenze…

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Avevi ragione, Aioros: è proprio tornata.

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– Mi fa specie di te: di fronte a una notizia tanto drammatica ti pare il caso di star lì a sottolineare che sia stata scritta in un italiano indecente?
– Sì. A maggior ragione.

Di sfuggita

April 16, 2007

Non c’è che dire: vale sempre la pena di dare una sbirciatina veloce al Corriere.it prima di tornare a casa dal lavoro…