La Dottoressa Patrizia Pelosi, Dirigente Fisico Medico dell’Unità Operativa di Radioterapia dell’Azienda ospedaliera G. Rummo di Benevento, dispensa su Zenit alcune pillole di saggezza sulla diffusione dell’AIDS nei paesi in via di sviluppo:

Inoltre in ampie regioni dell’Africa e dell’Asia la piaga della propagazione dell’AIDS ha reso quasi obbligatoria l’introduzione del condom, accusando tutti coloro che si oppongono a questa strategia di ledere la salute dell’intera società.

Che strano, eh? Solo perché il virus si trasmette attraverso i rapporti sessuali non protetti, si pretende di colpevolizzare chi si affanna per impedire che quella protezione venga adottata. Davvero inaudito.

Il fallimento di questa scelta è prevedibile. La mentalità contraccettiva porta in sé un disvalore che è contro la vita e non potrebbe essere risolutiva per una problematica così complessa.

Allora, Dottoressa, cerchi di seguirmi perché la cosa è complicatissima, e se non capisce mi fermi pure che ricomincio da capo: dunque, l’HIV si diffonde quando si tromba senza preservativo (ci siamo fin qua? Vuole che ripeta?); usandolo, l’HIV non si può diffondere. Eh, lo so, è una cosa estremamente complessa, ma Lei non demorda e studi, vedrà che prima o poi Le sarà tutto chiaro.

Anzi l’uso diffuso e consigliato di contraccettivi accentua un disordine sociale che ben si presta ad una maggiore diffusione dell’AIDS.

Si capisce, con tutte queste scatoline di condom che circolano in modo incontrollato si crea un disordine che non ti dico, e come niente qualcuno può approfittare di quel casino per avvicinarsi quatto quatto e zac!, attaccarti qualche bacillo mentre nessuno se ne accorge.

La scelta dell’ astinenza prematrimoniale e della fedeltà fanno da battistrada per restituire alla società una ricchezza di valori e riferimenti ormai smarriti nella ricerca della insaziabile soddisfazione sessuale personale.

Caspita, era dai tempi del liceo che non sentivo la parola “insaziabile”: dica la verità, Dottoressa, anche Lei ha una copia personale del mitico “Le voglie insaziabili dell’educanda”, eh?

Tutto questo avviene in una ridondate campagna pubblicitaria di prevenzione dalle malattie infettive e di promozione del ruolo femminile che arriva a risultati inconcludenti.

Infatti, ditemi voi a cosa possa servire fare una campagna di prevenzione delle malattie infettive o promuovere il ruolo della donna: questi sono selvaggi, non ci saremo mica messi in testa che possano davvero capire come stanno le cose, no?

È affidato alla donna il compito di interrompere questa schiavitù, è affidata a lei la difesa della propria dignità che richiede l’intaccabilità del mistero della maternità che mai può essere mercificato.

Ecco, anche ‘ste donne africane, suvvia: se sono schiave sarà ben colpa loro, no? Allora la interrompano, questa schiavitù, e si decidano a difendere la loro dignità; oppure lo ammettano, che in fondo essere schiave piace pure a loro, e la finiscano, una buona volta, di scassare la minchia.
Ma poi non si dica che noi, cristianamente, non ce l’abbiamo messa tutta.

Le domande misteriose

June 28, 2007

Grazie alla preziosa segnalazione di un amico, mi imbatto nel sito internet “50 Domande sulla Vita e sull’Amore“: vi chiedo scusa, ma la tentazione di proporvene alcuni stralci e di commentarli brevemente, come al solito, è irresistibile.

Contraccezione
Se non vi sentite pronti ad accogliere subito un bambino o se decidete, con una prudenza comunque aperta alla vita, di dover aspettare un po’ di tempo, sceglierete di unirvi nei periodi non fertili. E durante i periodi fertili potrete esprimere il vostro amore reciproco in altri modi, senza arrivare all’unione sessuale.

Amore, stasera mi fai impazzire: che ne dici, ce la facciamo una partita a Monopoli?

Evoluzione delle specie
Alcuni sostengono che la parentela dell’uomo con il regno animale rappresenterebbe un’obiezione al fatto che Dio l’abbia creato. Altri temono quest’affermazione. Si potrebbe rispondere che la Bibbia – nel suo primo libro, la Genesi – propone una tesi evoluzionista ancora più radicale rispetto a quella che fa discendere l’uomo dalla scimmia, poiché lo fa discendere dalla terra.

Oddio, adesso mi sfugge: la terra è mammifera o ovipara?

Aborto
Questo atto può restare impresso nell’intimo di una persona ancora più profondamente che nella sua memoria cosciente, e provocare disturbi gravi: senso di colpa di cui non ci si riesce a sbarazzare, aggressività contro il marito, il compagno o gli uomini in generale,angoscia nella vita sessuale che, da quel momento, può essere vissuta come «pericolosa», timore di non poter mai più essere una «buona madre» dopo aver «fatto quello», e così via.

Mi raccomando, voialtri non mancate di ricordarglielo ogni volta che potete, eh?

Fecondazione assistita
È veramente un diritto per le coppie avere un figlio? Un figlio non è un «oggetto» necessario alla realizzazione di una coppia; ha bisogno di essere il frutto dell’amore prima che di un successo tecnico. Un figlio è un dono, segno del dono reciproco degli sposi nell’atto che coinvolge indissociabilmente i loro corpi e i loto cuori. Un figlio non «si fa».

In altri termini: fare figli senza trombare è peccato esattamente come trombare senza fare figli. Com’era? Cambiando l’ordine dei fattori…

Masturbazione
Ogni volta che uso il mio corpo in un modo che non corrisponde alla finalità per la quale è stato creato, compio qualcosa di negativo sia per la mia psicologia che per la mia affettività. Tale atto, infatti, anche se procura un piacere immediato, rende tristi perché chiude in se stessi ed isola dagli altri.

Su questo non si può non essere d’accordo: la masturbazione in compagnia, in effetti, è molto più divertente.

AIDS
La distribuzione sempre più diffusa di preservativi tra i giovani non è, purtroppo, un mezzo efficace contro la diffusione dell’AIDS: gli studi mostrano che, quando gli incontri sessuali si moltiplicano, ci si stanca del preservativo. Al contrario, lo sviluppo di un comportamento responsabile, di un’etica dell’amore, sono il miglior baluardo contro la diffusione della malattia.

Ineccepibile: giacché persuadere i giovani a usare il preservativo è difficile, convinciamoli direttamente a non trombare, e il gioco è fatto.

Eutanasia
Chi può sapere cosa accade in una persona sofferente, nel mistero del suo cuore? Chi può dire che quell’essere non deve più vivere?

Oscar Wilde ebbe a scrivere: “L’egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano nel modo che noi vogliamo“. Fate il piacere: lasciate che ciascuno, sofferente o no, faccia i conti col proprio mistero come meglio crede: chissà, magari vi avanzerà tempo per occuparvi più efficacemente dei vostri.

Eleganza clericale

May 22, 2007

L’Arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio apostolico e Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, nel suo intervento alla 61ª sessione dell’Assemblea Generale sull’implementazione della Dichiarazione d’Impegno sull’HIV/AIDS:

«Fornire informazioni e opportunità per un’educazione rispettosa dei valori basati sulla natura è fondamentale sia per lo sviluppo dei progressi scientifici che per la prevenzione personale».

Dite la verità: l’espressione “educazione rispettosa dei valori basati sulla natura” è o non è un modo elegantissimo per dire che non si può usare il preservativo?
Non c’è niente da fare: essere presi per il culo con tanta ricercatezza quasi quasi diventa un piacere.

Foto di famiglia

April 24, 2007

Stasera mi tocca la piscina.
Come mi succede sempre più spesso, preso dal lavoro non ho pranzato, e per coltivare l’ambizione di superare le quattro vasche devo preoccuparmi di mettere qualcosa di solido nello stomaco.
Il padrone della pizzeria al taglio proprio sotto al mio studio è uno di quelli che ha appende tutte le foto scattate con i personaggi più o meno famosi ai quali è capitato di entrare nel locale: foto regolarmente autografate, con tanto di dedica e sorriso imbecille d’ordinanza.
Mentre mando giù due euro di focaccia al pomodoro mi viene in mente un’idea stravagante: se ce l’avesse Ratzinger, una pizzeria, che foto troverei su quelle pareti? Mastico, fantastico e quasi mi sembra di vederle, quelle foto.

Eccola, la prima, scattata vicino a un bel mucchio di cadaveri mezzi nudi con la pelle olivastra, si direbbero indios; e poi, poco più a destra, una posa fugace accanto a una tipa carbonizzata su un fascio di legna; toh, guarda questa che carina, abbracciato a un inquisitore che mostra fiero il suo tavolaccio di strumenti; sulla parete accanto le foto sembrano più recenti, ecco quella insieme a una mammana, ferro da calza in mano e schizzi di sangue sulla maglia di lana grossa; questa invece è uno scatto in campo lungo, con un mucchio di cadaveri ammassati, magri magri e neri neri, forse morti di AIDS; e vogliamo parlare dell’incanto di quest’altra, con un sorriso chiaro e aperto e un ragazzo sullo sfondo che si allontana da casa con l’aria corrucciata e il passo effemminato? Ma dai, questa poi che bella, insieme a un tipo pieno di tubi nella pancia e con un respiratore attaccato alla gola; e questa di gruppo, una bella famiglia naturale e denutrita con una ventina di figli sull’uscio di una specie di capanna…

Potrei chiudere la fantasia con la foto insieme a un bambino, piccino e con il terrore nello sguardo; potrei scrivere che la pizza, guardandola, mi è andata di traverso; potrei dire che, davanti a questa foto, di scherzare proprio non mi riesce.

Ma sono o non sono un cinico relativista, cazzo?

Mando giù l’ultimo boccone, risalgo a studio che c’è da fare.

Tanto la foto è là, appesa.