Tana libera tutti (aka quel cagacazzi di Capriccioli)

July 21, 2008

Dalla Stampa.it:

Non è detto che una donna che indossa un paio di pantaloni jeans non possa essere violentata: infatti «questo indumento non è paragonabile ad una specie di cintura di castità». Lo ha stabilito la Cassazione, che con sentenza 30403 di oggi ha confermato la condanna nei confronti di un 37enne che aveva molestato la figlia ancora adolescente della sua compagna infilandole le mani sotto i jeans.
(…)
La Terza Sezione Penale ha respinto questa tesi soprattutto sul punto dei jeans: infatti, aderendo alla pronuncia della Corte territoriale ha messo nero su bianco che «il fatto che la ragazza indossasse pantaloni di tipo jeans non era ostativo al toccamento interno delle parti intime, essendo possibile farlo penetrando con la mano dentro l’indumento non essendo questo paragonabile ad una specie di cintura di castità».

Perdonate la mia pignoleria, ma a ben guardare la questione è seria.
Il punto, secondo la Cassazione, sembra consistere nella circostanza che sia possibile o non sia possibile introdurre una mano nelle parti intime di una donna da dentro l’indumento che indossa; nel senso che, a quanto è dato comprendere, il reato di violenza sessuale è configurabile nella sola ipotesi in cui tale operazione sia stata portata a termine con successo, mentre deve ritenersi escluso nel caso contrario.
Converrete con me che il criterio è a dir poco singolare, e che conduce, a rigor di logica, a conseguenze decisamente aberranti: a sentire la Cassazione, infatti, si dovrebbe concludere che palpeggiare una donna a proprio piacimento (contro la sua volontà, s’intende) non costituisce violenza sessuale se solo si usa l’accortezza di non infilarle una mano nelle mutande.
In ragione di quanto sopra, mi corre l’obbligo di comunicare ai funambolici palpeggiatori da autobus, agli arditi esibizionisti con impermeabile annesso, ai subdoli sfioratori di tette, ai professionisti del palpeggio attraverso il tessuto, nonché ai segaioli, molestatori e manomortisti di ogni ordine e grado che possono dormire sonni più che tranquilli: fate pure ciò che più vi aggrada, con le malcapitate che vi capitano a tiro, ma non toccate loro la pucchiacchella. A quanto pare, non vi sarà giuria disponibile a condannarvi.
Adesso vi saluto, ché vado a toccare il culo della barista qua sotto.

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