Questa è la storia di un piccolo fascista

May 6, 2008

«Dietro l’aggressione non c’è alcun riferimento ideologico». (Gianfranco Fini)

A seguire, una simpatica canzoncina non ideologica.

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17 Responses to “Questa è la storia di un piccolo fascista”

  1. aleG said

    Non so se la cosa sia stata riferita correttamente dalla stampa, ma non è bello sentirsi dire dal presidente della camera (ex fascista- ex?) che è più grave bruciare una cazzo di bandiera che uccidere un ragazzo a calci nella nuca.

    ps. peraltro: in 5 contro 3, alle spalle e senza motivo. perfetto stile fascista.

  2. _mar_ said

    Qualcuno ha detto che chi dimentica il passato è destinato a riviverlo e qualcun altro ho scritto tempo fa che la memoria fascista è morta insieme a coloro che l’hanno vissuta in prima persona. Chi è rimasto o è troppo vecchio o non viene ascoltato.
    Ora il testimone è passato in mano a ragazzini teenager che santoiddio come fanno a parlare di fascismo, loro che sono nati nel terzo millennio?
    Lo stesso vale per i Fini e gli Alemanno che la storia ci ha passato… ma loro erano nati quando c’era il fascismo? o se erano nati, quanti anni avevano? 5-6? Sono sufficienti per farsi un’ideologia politica? Non mi pare proprio.
    Ecco, vorrei capire cos’è che genera tutto questo, a distanza di anni…

  3. Bleek said

    Eddaiiii
    pensate alle sofferenze del povero Fini, il quale pur di avere una poltrona si vede costretto a snaturarsi.

  4. astrid said

    Che schifo. Ho letto un po’ le dichiarazioni di Fini come riportate dalla stampa. Il punto è che avrebbero avuto un minimo di senso solo qualora negli ambienti nazifascisti si coltivasse il motto Peace&Love piuttosto che la violenza. L’aggressione poteva anche non avere dirette basi ideologiche, ma quella è gente violenta che inneggia alla violenza, punto. Feccia, come chi li giustifica o cerca attenuanti.

  5. DF1989 said

    Fini ha ragione… Non pensate alla sofferenza di quelle povere bandiere bruciate…?

  6. Dyo said

    No, non c’è, nonostante tutte le vostre simpaticissime ironie.
    La gente cambia: chissà perchè si debba sistematicamente delegittimare chi non la pensi come voi, cioè come te, Bleek etc etc.
    Questa è la vostra scuola di democrazia?
    Complimenti.

  7. Metilparaben said

    Non credo di delegittimare nessuno, se dico che non sono d’accordo con Fini: se un gruppo di nazifascisti, peraltro con modalità tipicamente fasciste (in gruppo, leggi squadraccia), picchia un giovane fino ad ammazzarlo, io la matrice politica ce la vedo.
    Tu ritieni che se la penso così dovrei fare a meno di dirlo? Mi pare di sì.
    Sarebbe questa, la scuola di democrazia che ritieni migliore della mia?

  8. Anonymous said

    veramente è Fini che ha delegittimato se stesso (e la carica che ricopre) andandosi a cacciare in un paragone di cattivo gusto e inopportuno. Oltretutto, sminuendo indirettamente un gesto criminale fatto da neonazisti, non ha fatto proprio la figura del “superpartes”: in questo finora Alemanno ha mostrato più saggezza.

  9. DF1989 said

    Fini dovrebbe dimettersi.

  10. Dyo said

    Ma quanto vi piace la parola “squadraccia”.
    Se, invece, a colpire fosse stato un gruppo di estremisti di sinistra come li avresti definiti?
    Le squadracce sono morte col fascismo.
    Cinque delinquenti balordi che stravolgono idee sconfessate ufficialmente da anni non sono fascisti: sono solo cinque assassini.
    Non penso assolutamente che tu, o altri,dobbiate fare a meno di dire alcunchè. Ci mancherebbe. Oppure vuoi tacciare anche me di essere fascista?

  11. Saprolinx said

    fini nonha più niente da spartire col fascismo. L’ha definito il periodo più buio e drammatico della storia Italiana

  12. fabio said

    “Le squadracce sono morte col fascismo. “
    Eh?
    Non diciamo assurdità. Il neofascismo è stata una realtà concreta in Italia, specie negli ambienti giovanili. Fattelo dire da chiunque sia cresciuto a Roma negli anni 70 e 80. Non raccontiamoci favole. Se poi ti piace credere alle favole delle idee “ufficialmente sconfessate”, di destra o di sinistra, fai pure; ma non diciamo, per carità, che il neofascismo non è mai esistito. Le storie e le cronache (politiche e nere) del dopoguerra, sino a ieri, ne sono stracolme. Mai sentito parlare di Ordine nuovo o dei nar?

  13. Dyo said

    Sì, certo.
    Tu mai sentito parlare di Lotta Continua, NAP, BR?
    Non ho bisogno di farmi dire quello che so, anche se in quegli anni ero in un’altra città.
    E di scontri ne ho visti. E ti assicuro che, se erano scontri, vuol dire che c’erano gruppi estremistici opposti che si ammazzavano di botte.
    C’erano squadracce rosse e nere, cioè. Sconfessate, ufficialmente, dai partiti legali di riferimento.
    Ma non è un discorso a senso unico, caro Fabio.

  14. fabio said

    “Tu mai sentito parlare di Lotta Continua, NAP, BR? “

    Si, ma che c’entra? Con questo vuoi ribadire l’assurda affermazione secondo cui il neofascismo non è mai esistito?
    Nemmeno al tempo delle br i “partiti legali di riferimento” (leggi il PCI) appoggiavano il terrorismo. Il PCI aveva da tempo abiurato, nei documenti ufficiali, all’idea della rivoluzione violenta. Questo non ha certo impedito all’orrenda piaga del terrorismo di svilupparsi. Il problema non sono i proclami, ma sono le contiguità tra i partiti e le frange peggiori (i naziskin come i centri sociali). In questo i vertici di AN non sono sempre esemplari: vedi l’assurda idea di Alemanno di girare con la celtica al collo. O vedi il vergognoso distinguo di Fini in occasione dei fatti di Verona.

  15. Carmen Sandiego said

    Sulla croce celtica devi, magari, informarti meglio.Così come ho fatto io.
    Fini è stato frainteso.
    Certo, avrebbe potuto evitare raffronti imbarazzanti, ma non penso (cioè spero)ci sia stata malafede. Insomma: perchè fare harakiri?
    Fabio: certo che il neofascismo è esistito, ma anche,nello stesso tempo, organizzazioni della sinistra estrema che, in quanto ad efferatezza, non erano certo seconde.
    I fatti di oggi portano alla luce 5 delinquenti assassini che, facendo riferimento ad idee che nemmeno conoscono perchè sono ignoranti che non hanno mai aperto un libro di storia in vita loro, hanno sfogato la loro assoluta assenza di valori su un povero ragazzo.
    Deprecabilissimi, ci mancherebbe. Da lasciar invecchiare in galera.
    magari sarebbe auspicabile, da parte di AN, una maggiore incisività nella condanna di certi figuri. Ma, davvero, non credo li abbiano giustificati. sarebbe assurdo.
    Ok: fine delle polemiche.
    Buonanotte.

    ps: Avevo omesso di dire che sono l’alter ego di Dyo.

  16. fabio said

    Sulla celtica di Alemanno, ahimè, mi sono informato, se per informarsi intendi leggere le goffe e insensate giustificazioni del sindaco su quella che porta al collo (una clamorosa confusione tra privato e politico. I simboli sono collettivi, è ridicolo attribuire ad essi arbitrariamente significati personali: a maggior ragione se esibiti, a maggior ragione se si è personaggi pubblici) .
    E Fini non è stato frainteso: ha fatto quello che, mi pare, fai tu: sminuire un fatto contrapponendone un altro. E’ un antico (e non molto utile) ritornello: “c’erano i lager, d’accordo, però pure in russia c’erano i gulag…” come se gli uni smorzassero la gravità degli altri o viceversa.
    L’estrema destra è da 50 anni il brodo di cultura di un sacco di giovani che hanno un orizzonte ideologico di xenofobia omofobia violenza e confusi richiami alla tradizione: idee e prassi del neofascismo. Non so se non hanno letto i libri di riferimento (Evola, Gobineau e compagnia), ma su quei libri non c’è scritto nulla di molto diverso. E l’MSI, ti assicuro, è stato totalmente contiguo a quella cultura: l’MSI di cui è stato per molti anni segretario Fini (con tanto di busto del duce sulla scrivania), l’MSI in cui son cresciuti quasi tutti i quadri dell’attuale AN. Fossi in loro mi preoccuperei di più di marcare il loro cambio di orizzonti, che è stato un po’ troppo veloce e utilitaristico per non essere per lo meno un po’ sospetto.

    Troppo comodo derubricare i naziskin a “balordi”: non sono semplici balordi, sono frutti malati di concezioni del mondo e ideologie che ritengo profondamente misere e sbagliate ( a maggior ragione se neanche le hanno studiate), come lo sono i noglobal che spaccano le vetrine e dicono 10 100 nassirya : non mi pare che si possa dire che gli uni siano balordi e gli altri, invece, dei rivoluzionari utopisti con un sottile disegno politico alle spalle: sono degli coglioni gli uni e gli altri.

    Fine delle polemiche anche per quanto mi riguarda.
    ciao

  17. Dyo said

    Infatti non ho mai, mai detto che gli uni fossero coglioni e gli altri no.
    Se il cambio di Fini è stato utilitaristico (ed in parte di sicuro lo è stato), lo sono stati anche altri cambi, se necessario ancora più veloci. Io non so (e non voglio sapere) da che parte tu stia, ma generalizzare non è mai una mossa molto “intelligente”.
    Dici che Fini & C. dovrebbero marcare ulteriormente il loro cambio di orizzonti?
    Perchè, scusa, non l’hanno fatto a sufficienza?
    Oppure, come vorrebbe qualcuno, si sarebbero dovuti semplicemente togliere dalle balle?
    Le distanze dall’estrema destra l’hanno presa (nè, credo, ne abbiano mai fatto parte), non mi risulta che abbiano mai giustificato certe efferatezze “molto strumentalizzate” da altri. Una scivolata può capitare a tutti, ma se ci si vuole vedere tutto un mondo di connivenze ed appoggio, allora anche solo ipotizzare di imbastire una discussione è inutile.

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