Cinque per mille o cinque su mille?

April 23, 2008

<!– The following line is only needed once in the html after the last –>Ve la faccio breve.
Come saprete, in sede di dichiarazione dei redditi ogni contribuente può destinare il 5 per mille dell’IRPEF a un’associazione senza scopo di lucro, scegliendola tra quelle comprese in un apposito elenco tenuto dall’Agenzia delle Entrate.
Già dal 2007 l’Associazione Luca Coscioni è inclusa in tale elenco, com’è facilmente riscontrabile consultando il file .pdf che si trova a questo indirizzo (poco dopo la metà di pagina 173).
Orbene, quando i nostri sostenitori si recano al CAAF per presentare la loro dichiarazione dei redditi e indicano l’Associazione Luca Coscioni quale beneficiaria del loro 5 per mille, viene loro risposto che l’operazione non è praticabile, poiché il software utilizzato dal CAAF non contempla l’Associazione stessa tra i possibili destinatari del beneficio: il che, evidentemente, è una bugia bella e buona.
Il bello è che questa vergogna va avanti già dall’anno scorso, e che nonostante le nostre circostanziate e documentate denunce (massì, sono radicali, si capisce, i soliti piagnoni) nessuno si è preso la briga di occuparsi della faccenda.
Io non so se la cosa sia dovuta a noncuranza o se si tratti di un vero e proprio sabotaggio, e ad onor del vero non saprei neanche dire quale delle due ipotesi possa essere considerata più grave: sta di fatto, però, che migliaia di persone vorrebbero destinare i loro soldi (peraltro senza alcun aggravio, visto che si tratta di denaro che comunque dovrebbero versare al fisco) alle battaglie per la laicità, per la libertà della ricerca scientifica, per l’antiproibizionismo sulla salute, ma non vengono messe nelle condizioni di farlo.
O, per meglio dire, vengono messe nelle condizioni di non farlo.
Tanto per cambiare, verrebbe da dire.
D’altronde si tratta solo dei radicali, no?

One Response to “Cinque per mille o cinque su mille?”

  1. Anonymous said

    Succede la stessa cosa se si vuole destinare il 5xmille all’UAAR. C’è però una soluzione, cito da http://www.uaar.it/news/2008/02/25/cinque-per-mille-uaar/:

    “Il problema è facilmente risolubile: basta che l’impiegato prosegua nella compilazione inserendo il nostro codice fiscale, ignorando la segnalazione di errore da parte del computer. Il modulo verrà regolarmente stampato con il nostro codice fiscale e sottoscritto dal dichiarante.
    Se l’impiegato sostiene che sia impossibile, insistete: è un vostro diritto.”

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: