You must believe in spring

March 21, 2008

Davide Rondoni su Avvenire:

E comunque la si metta, sta di fatto che il 21 inizia la primavera [caspita, iniziamo con uno scoop…]. San Benedetto la rondine sotto il tetto, ecc ecc. [chi la fa l’aspetti, chi non risica non rosica, trentatré trentini andarono a Trento…] Rondine o non rondine [questo è il problema: se sia più nobile d’animo…], il calendario dice che la primavera inizia quel giorno [giusto, attenersi ai fatti: quello che si dice una cronaca lucida e spietata].
E visto che tra cambiamenti del clima, caldi che si susseguono a ghiacci [caspita, la storia deve essere ambientata nel Precambriano: interessante…], venti gelidi a mattini tiepidi [eh no, signora mia, non si sa più come vestirsi, guardi, non ci sono più le mezze stagioni], e nel bailamme di notizie, tra climatologi d’opposte scuole, non si capisce più quasi niente [questo è poco ma sicuro: non si capisce niente], teniamoci a quel che è certo [la legge di gravitazione universale?]: la data sul calendario [ah, mi aspettavo meglio], e i segni nella natura [ecco, la natura. mi pare che stiamo venendo al punto].
In questi giorni poi, la retorica elettorale abbonda dei soliti vecchi richiami al fatto d’esser ‘nuovi’. E a sentir parlar di ‘nuovo’ in quella maniera vien voglia di portare i signori candidati all’aperto, farli inginocchiare con le mani legate dietro la schiena [immagine di rara leggiadria], e compiere la stramba allegra esecuzione: abbassare il loro viso fino alla terra, a sentire il profumo d’erba, il lieve odore speziato di un fiore [roba che manco nelle comunità hippy].
Quelli sì, nuovi. Insomma, la data è quella, e i fiori, il fermento delle semine [Rondoni bucolico], le dolci allegrie del sangue [Rondoni ematologico], le luci chiare in cielo [Rondoni astronomico: quando si dice una personalità eclettica, eh?] ci sono. Dunque, se pure come capita per tante altre faccende nella vita di oggi, pare più difficile riconoscerla e chiamarla con il suo nome, ecco: la primavera sta iniziando [oddio, non mi pareva che fosse in atto un attacco laicista contro la primavera, ma insomma…].
Indizi intorno, segni addosso [mmm, andiamo sull’erotico…]. C’è un rinnovarsi di energie, un erompere di nuovi colori [dipende da quello che ti cali: una volta, per esempio, uno che conoscevo ha visto l’arcobaleno nella tazza del cesso].
Il fortissimo e commovente Giacomo Leopardi [aho, forte ‘sto Leopardi, eh? proprio ganzo, cazzarola] si rivolge così alla luna: «Tu sai, tu certo a qual suo dolce amore/ rida la primavera?». Questo sorridere della natura, dei fossi [i fossi sorridono?], delle cime degli alberi, ma anche in noi, l’aprirsi di sensibilità, di gusti, è rivolto a un ‘dolce amore’? O è un sorriso scemo, un ridere a vanvera? [a vanvera, effettivamente, mi pare piuttosto appropriato] Una specie di sorriso demente? [ecco, ci stiamo avvicinando] Se lo chiede il grande poeta dando voce alla domanda di ogni persona che non sia sfigurata dai colpi di rasoio [dev’essere la giornata delle immagini leggere, non c’è che dire] della superficialità. Questo promettersi di vita, irrefrenabile corsa a sbocciare, a offrire frutti è solo un’inutile generosità momentanea della natura? Un’illusione? [temo di non aver capito la domanda] Oppure la luna sa, anche se i nostri occhi non vedono, che c’è un dolce amore che è destinatario di questo sorriso… [giuro che non ho capito una parola: ma di che parla ‘st’articolo?] Non è per spegnersi nel niente [come? devono essersi mescolate le parole: sarà la primavera…]. Da sempre gli uomini hanno atteso e propiziato l’arrivo della primavera. L’hanno chiamata. Con riti di ogni genere, e con opere di parole, di ritmo [opere di ritmo? cos’è, un nostalgico richiamo alle vecchie catene di montaggio della FIAT?]. Riconoscendo che la vita desidera la vita, non la morte [l’acqua desidera l’acqua, non il fuoco, e il silenzio desidera il silenzio, non il rumore: vado bene? imparo in fretta, eh?]. Diciamo di saperlo, che è ovvio [ma cosa?].
Però la primavera ci sorprende [oddio, pure questo articolo non scherza, eh?]. Questo suo sorriso in cerca di un dolce amore ci stupisce, anche solo per un istante. E un poco inquieta [in effetti mi sto inquietando parecchio]. La natura stessa provvede a non farci sembrare tutto, letteralmente, solo ‘rosa e fiori’ [rosa? una rosa sola? che tirchieria…]. Già nel fiorire dei giardini avvengono tante lotte [ahhh ecco, arriviamo al dunque]. In questo slancio di desiderio vitale si incontrano contrasti, difficoltà, e contraddizioni [ci siamo: immigrazione, pensioni, disoccupazione, conflitto generazionale, insomma i temi importanti: vai così che vai bene]. Come quella da molti patita [ecco che arriva la denuncia sociale]: le allergie [maddai, no, ma come le allergie? una rincorsa di un chilometro per parlare delle allergie?].
Strana contraddizione nel momento in cui i sensi si accendono. E soprattutto, proprio nei giorni dell’inizio della primavera arriva la festa cristiana della Pasqua.

Adesso ho capito: una trentina di righe per dire che domenica è Pasqua.
In occasione del prossimo Natale, se tanto mi dà tanto, dobbiamo aspettarci un volume intero.
Auguri.

10 Responses to “You must believe in spring”

  1. My funny Valentine said

    Dai, non essere cinico! Come augurio pasquale è quello che in assoluto m’ha fatto ridere di più (anche se, temo, inconsapevolmente)!
    😀
    V

  2. aleG said

    Molto divertente il post, ma sono stato distratto dal titolo…e sono corso a riascoltare, dopo tanto tempo. E’ uno dei dischi più commoventi e profondi che conosca.

  3. marina said

    hai deciso di farmi crepare dal ridere! me lo ritaglio e me lo attacco in cucina per i giorni mosci..
    auguri marina

  4. Anonymous said

    Secondo me, Alessandro, voleva dire che la primavera c’è solo perchè c’è la Pasqua. O che è bella, la primavera, perchè arriva a ridosso della Pasqua… Boh…. Ma, soprattutto: se penso che questo emerito cretino una sera da Lerner fu trattato come un grande ospite ed una persona da Lerner stesso strammirata, mi vengono certi nervi… Mah… Tipo quel Mancuso, che a me è sembrato solo un presuntuoso ed un demagogo (come il Rondoni)… Fabius

  5. Galatea said

    Ma cosa si era fumato prima di scrivere ‘sta roba? una intera confezione di antistaminici? 😀
    Comunque, Buona Pasqua a tutti.

  6. behemoth said

    Mah. Da quel poco che ho capito cercando qua e la (per puro sadismo), il primo giorno di primavera dovrebbe essere stato il 20 Marzo 2008. Il Rondoni quindi avrebbe sparato una gran cazzata.

    se a qualcuno interessasse la cosa:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Equinozio
    e
    http://divulgazione.uai.it/eventi/equinozio2005.htm

  7. Eugenia said

    Questo è tutto scemo!!!!
    Devi sapere che dove lavoro, arriva (purtroppo) tutti i giorni il quotidiano Avvenire, la prima cosa che mi viene in mente di fare è briuciarlo, poi, decido di portarlo a casa, ci pulisco i vetri e devo dire che vengono bene ..si si.. proprio bene…
    Augurissimi!!

  8. klochov said

    Tutta la mia ammirazione a Rondoni: non è facile scrivere un articolo così completamente, irrimediabilmente, disperatamente inutile!

  9. poverobucharin said

    Sì, si meritano solo sberleffi.
    Grazie Alessandro.

  10. Silvia said

    Capisco che il post è un po’ vecchiotto, ed è vero che hai detto praticamente tutto il necessario, ma volevo far notare all’esimio giornalista che Leopardi, nella poesia che ha citato, non metteva nessun punto interrogativo alla fine del verso. Non si stava domandando nulla, Rondoni. Perché ti sei sentito di rispondere?

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