Esemplificazioni dell’adagio "disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo" /14

March 15, 2008

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

2385. Il carattere immorale del divorzio deriva anche dal disordine che esso introduce nella cellula familiare e nella società. Tale disordine genera gravi danni: per il coniuge, che si trova abbandonato; per i figli, traumatizzati dalla separazione dei genitori, e sovente contesi tra questi; per il suo effetto contagioso, che lo rende una vera piaga sociale.

Dal Corriere di oggi:

Dice Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti civili italiani: «Ormai un matrimonio fallito su cinque in Italia viene sciolto da un Tribunale ecclesiastico. Le richieste stanno aumentando da tre anni del 20-25 per cento».

L’immoralità del divorzio, a quanto pare, dipende dal territorio su cui insiste il Tribunale che lo pronuncia e dalla parola con cui lo si indica.
Se tanto mi dà tanto, vuoi vedere che in Vaticano, a patto che le si chiamino zaganelle, non è peccato nemmeno farsi le pippe?

5 Responses to “Esemplificazioni dell’adagio "disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo" /14”

  1. astridnausicaa said

    Anche io ho postato su questo. Però ti confesso che mi sono ammazzata dalle risate. Le motivazioni delle sentenze erano in pratica delle barzellette!

  2. Dama Verde said

    Post eccezionale, complimenti!

  3. Uyulala said

    cisare una cosa: per la chiesa non esiste un divorzio ma una DICHIARAZIONE DI NULLITA’
    Questo vuol dire che la “sacra” rota, nelle intenzioni, si limiterebbe a constatare che un matrimonio non è mai esistito perché non ne esistevano fin dall’inizio tutti i requisiti.

    Questo nelle intenzioni, poi i fatti sono molto diversi, diventando il più delle volte un modo per chiamare diversamente la stssa cosa.

    Ma sarà proprio così? Quando un matrimonio è dichiarato nullo i contraenti finiscono per cancellare (anche psicologicamente) tutto ciò che è stato durante il loro non-matrimonio e se l’annullamento è riconosciuto anche dallo Stato, il coniuge debole non ha diritto neppure all’assegno di mantenimento. Son capitati molti casi, inoltre, in cui il maritop nonchè padre dei figli nati durante il non-matrimonio, si è completamente disinteressato dei frutti dei suoi lombi, sia affettivamente che economicamente.

    L’annullamento quindi NON E’ come il divorzio ma è infinitamente peggio di esso.

  4. Anonymous said

    Perchè non diciamo pure quanti soldi ufficialmente chiede e si becca la Chiesa cattolica per concedere l’annullamento alla Sacra Rota? E dei metodi invasivi della sfera privata che adopera? E dell’ipocrisia terrificante di cui si permea tutto il “procedimento”, in particolare i relativi interrogatori? Nonchè di come circola voce che qualcuno, al Tribunale ecclesiastico, si faccia pure pagare sottobanco… (io so…)? Fabius

  5. Anonymous said

    Oh, la piaga sociale per cui un giorno sì ed uno no un uomo ammazza la sua donna, al confronto, è niente… Loro vanno a riempire il paradiso. I coniugi che anziché ammazzarsi divorziano, riempiono i tribunali e al massimo i portafogli degli avvocati, non più sol quelli della Sacra Rota…

    K.D.

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