Pacta sunt servanda

March 6, 2008

ATTO PRIMO: ANTIVIGILIA

«Allora che fate, venite sabato ar torneo de calcio?»
«Mah, direi di sì.»
«Ma senti ‘n po’, m’hanno detto che fate ‘na squadra pe’ conto vostro, ma è vero?»
«Be’, sì. Abbiamo messo insieme una bella combriccola, e stavamo giusto per iscriverci…»
«Mah. Fate come ve pare, eh? Però secondo me fate ‘na cazzata. Scusa, venite a gioca’ con noi, no? Famo ‘na bella squadra tutti insieme, così famo li bozzi a tutti!»
«Be’, si potrebbe anche fare, ma sai, noi ci saremmo già accordati, e nove verrebbero sicuramente, per cui…»
«E che probblema c’è? Guarda che c’è posto pe’ tutti eh?»
«Mmm, ma sei sicuro?»
«E che, nun so’ sicuro? Che m’hai preso, pe’ ‘n cazzaro?»
«Be’, in tal caso…»
«Vabbe’, allora semo d’accordo! Se vedemo a Piazza San Giovanni sabato mattina alle dieci: portate ‘na borsa piccola, che sennò ner pulmino tutte nun c’entrano».
«Eh, addirittura un pulmino, avete affittato?»
«Certo, mica stamo qua a pettina’ le bambole noi, che te credi?»
«Comunque grazie, noi veniamo per conto nostro».
«Aho, ah coso, e così nun va bene! E che, ce presentamo alla spicciolata, uno de qua e uno de là? Che modo è? Che figura famo? Poi va a fini’ che magari voi fate tardi, sbajate strada, ve perdete e poi è ‘n casino!»
«Macché, mica siamo scemi, ci arriviamo benissimo da soli. E poi mi hanno detto che quel vostro amico, come si chiama…»
«Er matranga, dici?»
«Eh, sì, quello. Mi hanno detto che quello viene per conto suo, e quindi pensavo che anche noi…»
«Embe’, e che c’entra? Quello viene pe’ i cazzi suoi ma poi gioca co’ noi, mica co’ l’artri!»
«Ecco, infatti, anche noi, proprio come lui, verremmo con mezzi nostri e poi…»
«Insomma, bello, senti: o venite con noi o ciccia».
«Vabbe’, se insisti…»
«Insisto».
«Come vuoi. Ma sei sicuro che c’è posto per tutti?»
«Te l’ho detto, pe’ quello nun c’è problema».
«Sicuro?»
«Parola d’onore».

ATTO SECONDO: VIGILIA

«Allora, chi gioca sabbato?»
«Viene er caccola della parrocchietta, er patata del cineforum, er mandrake e er zagaja der baretto, tu, io, er matranga che ariva pe’ cazzi sua, er mollica, er brillantina, e poi viene pure Metilparaben con l’amici sua».
«Metilparaben? Ma che sei matto? Ma come te viene in mente?»
«Eh lo so, me stanno sul cazzo pure a me quelli là. Però c’è coso là, come se chiama, quello cià un bel dribbling, e poi quell’altro che nun me ricordo er nome, che nun je levi er pallone manco si je meni, e poi cianno un bel portiere…»
«E ho capito, ce lo so. Ma te ricordo, se te lo fossi dimenticato, che quelli della parrocchietta li vedono come er fumo all’occhi, l’amici de Metilparaben; poi lo sai come va a fini’: nun se passano la palla, se dicono le parolacce, litigano, e va a fini’ che perdemo…»
«Vabbe’, ma ormai je l’ho detto…»
«Eppoi scusa, quanti so’, questi?»
«Me pare nove».
«Nove? Ma scusa dove li mettemo nove? A momenti manco c’è posto sul pulmino…»
Vabbe’ ma dai, un modo se trova sempre alla fine…»
«Senti, coso: fa come te pare, tutti e nove nun ce li vojo».
«Parli bene, tu. E mo come je lo dico, scusa?»
«Ah nun lo so. Je l’hai detto tu e mo so’ cazzi tua».

ATTO TERZO: PARTENZA

«Allora, ce semo tutti? Forza, salite che famo tardi!»
«Scusami, ma ci saranno venti persone, sul pulmino».
«Embe’?»
«Eh, be’, mica si può giocare in venti, solo noi siamo nove…»
«Ehhh ce lo so… daje, fanne sali’ quattro o cinque, vorrà di’ che l’artri resteranno a casa».
«Ma come, resteranno a casa? Tu mi avevi assicurato…»
«Vabbe’, allora falli veni’, ma sia chiaro che nun giocano, eh?»
«Ma come, tu mi avevi precisato che c’era posto per tutti…»
«Io? Aho, guarda, nun me mette in bocca quello che nun ho detto eh?»
«Come sarebbe? Mi hai dato la tua parola d’onore, me lo ricordo come se fosse adesso…»
«Famo a capisse, cicciobbello: io t’ho detto che tutti e nove potevate partecipa’ ar sogno: cioè, se volete potete fa’ er tifo, la ola, i cori, magari quarcuno porta un paro de bottije d’acqua; mica ho detto che potevano gioca’ tutti quanti, aho!»
«Ma come sarebbe…»
«Senti, coso, famo così: intanto salite che famo tardi. Quattro o cinque giocano sicuri, poi se casomai l’arbitro ce fa er piacere de facce gioca’ in quindici o sedici, te giuro me possino cecamme che possono gioca’ pure l’artri quattro. Va bene così?»
«In quindici o sedici? Ma è praticamente impossibile che l’arbitro…»
«Allora lo vedi che nun ce credi? Lo vedi che sei un gufo? Come se fa a gioca’ a pallone co’ ‘sto spirito? Dimmelo tu, come se fa. Ringrazia che so’ ‘na persona seria, sennò ve mandavo affanculo a tutti quanti, che tanto ce stanno quelli de la parrocchietta che basta che je faccio ‘n fischio e vengono a frotte, vengono!»
«Sono allibito…»
«Ecco, bravo, allibbiscite quanto te pare ma nun rompe li cojoni. Annamo gente, montate che famo tardi!»
«Aspetta un attimo, scusami…»
«Aho, ah bello, guardame nelle palle dell’occhi: ho detto che nun ne parlamo più, so’ stato chiaro?»
«Sì, ma ti faccio presente che pacta sunt servanda
«Senti, me dispiace, nun mastico l’inglese».

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11 Responses to “Pacta sunt servanda”

  1. francesca said

    🙂

  2. medita partenze said

    concordo, quoto e sottoscrivo: ce manca poco che je menano puro…
    Vatte a ffidà (d’altra parte dice che un partito di massa deve incarnare i comportamenti di massa, no?). Indignazione indignazione indignazione!

  3. Galatea said

    Aho’ sei ‘n drago! Maggggico!

  4. aleG said

    il matranga- alias di pietro- è geniale-

  5. rip said

    Contesto. Rutelli l’inglese lo sa, e pure bene.

  6. Anonymous said

    Due in posizione di combattimento! bisogna fare una campagna veramente a battaglia in quei due posti!
    Mina

  7. Augusto said

    A questo punto:
    -nel PD c’é la Binetti e NON i Radicali
    -nel PDL c’è Bondi, la rossa (non La Russa) ecc; ma ci sono anche Della Vedova e Capezzone
    -i due programmi sono largamente fotocopiati
    -ilPDL é, incontestabilmente, l’originale

    Allora… pur con riserve, vado con il PDL.

    E che Padre Pio ci aiuti.
    Ha, no, forse nemmeno lui, dopo che sono andati a rompergli i coglioni anche da morto.

  8. AleG said

    Caro Augusto, anche se ovviamente rispetto la tua scelta, ti voglio far notare che è vero che nel PD c’è la Binetti e un corposo manipolo di filoclericali, ma il manipolo dall’altra parte è gigantesco e completamente unanime; di Binetti ne hanno tantissime e Capezzone e dalla vedova contano come il 2 di coppe. La situazione laicità è disastrosa sul fronte PD, ma è definitivamente compromessa, da 10 anni, dall’altra parte. Il PD è viscidamente e subdolamente papista, ma il PDL è piu papista del papa. Nel PDL non c’è ne’ Veronesi ne’ Ignazio Marino….e non è ancora detto che non ci sarà la Bonino. Turandomi forte forte il naso, TEMO che voterò Pd.

  9. Augusto said

    Caro Aleg,
    ti capisco, hoh come ti capisco.
    Credo che le differnze tra noi siano minime, tu (vomitando) voterai PD, io (vomitando),forse, voteró PDL.
    La stessa porcheria, insomma.
    Compiangiamoci.
    Ciao

  10. Sara said

    ho ancora i crampi per le risate 🙂

  11. anonimo-italiano said

    bhè, chi mi legge sa quanto mi stia a cuore la laicità.
    Nel pdl hanno anche Tremonti, che potrebbe essere molto più pericoloso della Binetti. Non per la laicità, ma per il paese intero.
    Il PD non cambierà la 194 e ha messo nel programma il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.
    Il PDL è davvero papista e nel modo peggiore: quello degli atei devoti, che realizzeranno acriticamente tutto ciò che gli verrà chiesto da oltre tevere, sgravi fiscali compresi (vedi passato governo Miconsenta), purché non leda gli interessi di Miconsenta. Quindi aborto, divorzio, coppie di fatto, ru486 …

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