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February 29, 2008

se si mettono vicine le foto di bush e di ahmadinejad si noterà una certa somiglianza: sono gli occhi, così vicini, e così lontani dal mondo altro, occhi di sonnambuli un po’ febbricitanti che a volte fanno pensare allo stolido, al visionario senza luce, all’autistico affaticato per troppa pigrizia. la sua ossessione per israele ricorda quella di hitler; le sue parole, in cui crede ma che usa come provocazione, fanno pensare a quei tizi che di notte in camera (anche mentre chattano magari) si raccontano le cose da soli e si applaudono, arresi al loro sonnambulismo. c’è un fatto: ahmadinejad avrà presto un dito sul pulsante di una bomba nucleare. è vero, bush ce l’ha da tempo, ma in u.s.a. le cose funzionano in altro modo che in iran, anche se c’è comunque da essere preoccupati. non so se il mondo finirà con una guerra nucleare o piuttosto una catastrofe naturale: alla fine credo siano la stessa cosa. che cosa si potrà rimpiangere oltre a bach, a shakespeare e al cinema dei coen? ogni iraniano che ha votato per ahmadinejad è responsabile quanto lui. allo stesso modo è responsabile chi fa il saluto fascista in uno stadio, o chi sostiene di voler difendere la vita ad ogni costo (vedi legge 194) muovendosi circonfuso del bagliore delle sue stesse nebulose parole non sapendo quello che dice. i sognatori sono la vera tara del mondo. non per il voto ad ahmadinejad ma perché alla radice del devastante metastatico male c’è un cretino con gli occhi vicini, e lontani. credo che anche la binetti, mi pare di sì, abbia gli occhi vicini.

adlimina (grazie a rip)

8 Responses to “.”

  1. Anonymous said

    Faccio solo una domanda; questo post intende dare ragione alle teorie di Cesare Lombroso?

  2. Anonymous said

    Io ho trovato su Lombroso qualcosa che mi ha lasciato perplesso.

    Vedi qui sotto.

    è preso da wikipedia.

    Questi sono alcuni degli studi più strani effettuati da Lombroso nel corso della sua vita di ricercatore: La ruga del cretino e l’anomalia del cuoio capelluto, L’origine del bacio, Perché i preti si vestono da donne. Nel 1891 pubblica in collaborazione con Filippo Cougnet un libro intitolato Studi sui segni professionali dei facchini – Il cuscino posteriore delle ottentotte – Sulla gobba dei cammelli – Sulla gobba dei zebù e nel 1896 un lavoro su Dante epilettico.

    La testa di Lombroso, dall’espressione corrucciata (conservata in formalina in un vaso di vetro), fa bella mostra di sé nel Museo di Antropologia Criminale “Collezione Lombroso” presso l’Istituto di Medicina Legale a Torino. Un modo per dire che la scienza e la morte non guardano le differenze sociali. Il museo è aperto al pubblico e la collezione (migliaia di pezzi tra reperti anatomici, manufatti e scritti di criminali ed alienati, reperti probatori, armi proprie ed improprie, strumenti scientifici, documenti e fotografie, ecc.) è solo parzialmente accessibile per motivi di studio e ricerca.

    Un importante collaboratore “involontario” di Lombroso nei suoi studi fu Giuseppe Villella (Motta di Santa Lucia 1803 – Pavia 1872), pluripregiudicato per incendio e furto e sospettato di brigantaggio. È dallo studio autoptico del suo cadavere che Lombroso scopre la cosiddetta “fossetta occipitale mediana”: l’anomalia della struttura cranica fonte, a suo dire, dei comportamenti devianti del “tipo criminale”. Il teschio del “brigante”, manco a dirlo, ci sorride sdentato da una mensola del museo torinese.

    In un recente studio di antropometria, La Vera storia del cranio di pulcinella, il naturalista napoletano Dario David ha messo in luce che in un campione di individui abbastanza esteso, costituito da ex detenuti, confrontato con un campione di individui mai stati sottoposti a misure detentive, i tratti somatici del “delinquente” di Lombroso avevano percentuali significativamente diverse (50% – 12%). La causa più probabile, essendo i campioni provenienti da una sola città (Napoli), sembra essere il fatto che quei tratti somatici si siano sviluppati in abbondanza in zone particolarmente chiuse e isolate (socialmente e geograficamente) dove la cristallizzazione di un dato carattere sia più facile. In queste stesse zone vigeva un regime di povertà e abbandono da oltre 400 anni, e quindi vi era un maggiore rischio di insorgenza criminale (rispetto agli altri quartieri). In un certo senso si può oggi parlare di “ragioni di Lombroso”: La concomitanza tra caratteri somatici e comportamento umano potrebbe esistere, ma di certo non secondo il legame diretto causa-effetto, della teoria atavica, che fu ipotizzato dall’autore.

    Questi sono alcuni degli studi più strani effettuati da Lombroso nel corso della sua vita di ricercatore: La ruga del cretino e l’anomalia del cuoio capelluto, L’origine del bacio, Perché i preti si vestono da donne. Nel 1891 pubblica in collaborazione con Filippo Cougnet un libro intitolato Studi sui segni professionali dei facchini – Il cuscino posteriore delle ottentotte – Sulla gobba dei cammelli – Sulla gobba dei zebù e nel 1896 un lavoro su Dante epilettico.

    La testa di Lombroso, dall’espressione corrucciata (conservata in formalina in un vaso di vetro), fa bella mostra di sé nel Museo di Antropologia Criminale “Collezione Lombroso” presso l’Istituto di Medicina Legale a Torino. Un modo per dire che la scienza e la morte non guardano le differenze sociali. Il museo è aperto al pubblico e la collezione (migliaia di pezzi tra reperti anatomici, manufatti e scritti di criminali ed alienati, reperti probatori, armi proprie ed improprie, strumenti scientifici, documenti e fotografie, ecc.) è solo parzialmente accessibile per motivi di studio e ricerca.

    Un importante collaboratore “involontario” di Lombroso nei suoi studi fu Giuseppe Villella (Motta di Santa Lucia 1803 – Pavia 1872), pluripregiudicato per incendio e furto e sospettato di brigantaggio. È dallo studio autoptico del suo cadavere che Lombroso scopre la cosiddetta “fossetta occipitale mediana”: l’anomalia della struttura cranica fonte, a suo dire, dei comportamenti devianti del “tipo criminale”. Il teschio del “brigante”, manco a dirlo, ci sorride sdentato da una mensola del museo torinese.

    In un recente studio di antropometria, La Vera storia del cranio di pulcinella, il naturalista napoletano Dario David ha messo in luce che in un campione di individui abbastanza esteso, costituito da ex detenuti, confrontato con un campione di individui mai stati sottoposti a misure detentive, i tratti somatici del “delinquente” di Lombroso avevano percentuali significativamente diverse (50% – 12%). La causa più probabile, essendo i campioni provenienti da una sola città (Napoli), sembra essere il fatto che quei tratti somatici si siano sviluppati in abbondanza in zone particolarmente chiuse e isolate (socialmente e geograficamente) dove la cristallizzazione di un dato carattere sia più facile. In queste stesse zone vigeva un regime di povertà e abbandono da oltre 400 anni, e quindi vi era un maggiore rischio di insorgenza criminale (rispetto agli altri quartieri). In un certo senso si può oggi parlare di “ragioni di Lombroso”: La concomitanza tra caratteri somatici e comportamento umano potrebbe esistere, ma di certo non secondo il legame diretto causa-effetto, della teoria atavica, che fu ipotizzato dall’autore.

    saluti da Andrea.

  3. lucabagatin.ilcannocchiale.it said

    Ciao Metil,
    non ci conosciamo ma ho scovato il post “Una storia vera” e devo dire che mi è piaciuto molto tanto che fra poco lo posterò sul mio blog.
    Può essere un ottimo inizio di un raccontino “surRenale” come piace dire a me.
    Perché non lo continui ?
    Ciao e un saluto a Londradical. 😉

  4. Fabio said

    …..ho qualche perplessità sull’affermazione secondo cui ” i sognatori sono la vera tara del mondo”.
    Strano, per lo piu’ penso il contrario, anche se mi rendo conto che in questo contesto lo si affermi in un senso particolare.

  5. Anonymous said

    lombroso andrebbe rivalutato infatti.

    “i sognatori ci svuotano dal di dentro” dice anthony hopkins abdicando al suo hannibal, inarrivabile sognatore e vendicatore dei più biechi luoghi comuni

    adlimina

  6. desaparecida said

    luca bagatin è ovunque!!! fermatelo

  7. lucabagatin.ilcannocchiale.it said

    Luca Bagatin non è ovunque.
    Nel tuo letto manco da lungo tempo…..

  8. Anonymous said

    secondo me Lombroso era (è) un razzista del 1800, non andrebbe rivalutato, è anche troppo poco di sinistra

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