Divieto di voto

February 20, 2008

Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 48, comma 1:

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Mica vero, sapete?
Per esempio, supponiamo che il Signor Rossi sia affetto da una malattia, o sia portatore di una disabilità, e che tale circostanza gli renda particolarmente complicato qualsiasi spostamento.
Vi siete mai chiesti com’è possibile, per il Signor Rossi, andare a votare?
Perbacco, direte voi, potrà votare a casa sua: del resto il voto domiciliare, o per corrispondenza, è una realtà in molti paesi, e talora è possibile esercitarlo anche se non si soffre di alcuna malattia, ma semplicemente perché si preferisce così.
Invece, gente, non è così.
In Italia, amici miei, il voto a domicilio è stato previsto soltanto a partire dal 2006, e non è consentito a tutti i malati o disabili intrasportabili, ma esclusivamente a quelli che vivono “in dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali”.
Quindi, se il Signor Rossi è in carrozzina, se è allettato ma non è attaccato a una macchina, oppure se è semplicemente malato e uscire di casa potrebbe aggravare le sue condizioni, gli si prospetta una comodissima alternativa: o decide di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di raggiungere in qualche modo il suo seggio elettorale, oppure rinuncia a votare.
Inutile precisare che anche i pochi malati e disabili astrattamente ammissibili al voto domiciliare non hanno vita facile: la legge, come accade di consueto nel nostro paese, impone loro una serie di adempimenti burocratici tanto complicati (e talmente oscuri da interpretare) che la maggior parte dei suoi destinatari finisce per rinunciare.
Orbene, non starò qua a tediarvi con una filippica sull’importanza del diritto di voto in un paese democratico (lo sapete già), né a sottolineare quanto sia ipocrita l’atteggiamento dei tanti baciapile che si stracciano le vesti per un embrione e poi se ne strafottono delle persone in carne e ossa (la loro ipocrisia, del resto, è circostanza ormai acclarata); anche se, ne converrete, sarebbe interessante chiedersi perché mai gli stessi signori che concepiscono titoli giornalistici del tipo “Napoli: ucciso bimbo perché malato”, non si adoperino con altrettanta lena a scrivere, magari il giorno dopo, “Italia: migliaia di persone private del diritto di voto perché malate“.
Ma lasciamo stare, altrimenti divago e perdo il filo.
Non starò qua, dicevo, ad annoiarvi con le mie menate; mi limito a ricordare che tra poco ci saranno le elezioni, e migliaia di cittadini, rebus sic stantibus, saranno di nuovo privati del loro diritto politico fondamentale: bella storia, non è vero?
Il comma 4 dell’articolo 48 della Costituzione, lo stesso articolo con il quale l’ho aperto il post, recita:

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Fatemi un cazzo di favore, signori miei: spiegatemi di quale indegnità morale sono colpevoli, le persone che stanno male.
Grazie.

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8 Responses to “Divieto di voto”

  1. claudia said

    ripeto: vogliono difendere la vita? inizino a dare dignità e diritti fondamentali a queste persone!

  2. NicPic said

    ciao Metil, bel post, direi da “socorso civile” 🙂
    Hai visto il filmato della cortellesi sul “virus laico”? Vieni da me che te lo mostro

  3. Bastian Cuntrari said

    Ciao Metil, e complimenti per il post. Ogni mattina “visito” i miei blogger preferiti (tra i quali tu, ovviamente), ma quando la freccetta del mouse è sul tuo link, mi dico: “Che faccio? Clicko o non clicko? Mi farà del male anche questa volta?”. Ma poi – inevitabilmente – clicco. E sì, mi hai fatto del male anche ‘sta volta: ma è un “male” che fa bene…
    Continua così!

  4. Bleek said

    Ale… mi conosci, tuttavia non riesco neanche piu’ ad indignarmi..
    ed è un vero peccato…

  5. Luigi said

    Caro amigo, e’ da molti anni che i cittadini italiani che si ammalano non hanno diritto di voto, per questo non mi scandalizzo anche se ti sono grato per averlo ricordato per la ennesima volta. Purtroppo il mio contributo alla lotta civica per il diritto al voto e’ solo qui perche’ vivo all’estero. Spero che in Italia ci sia maggior sensibilita’ al tema da parte della gente comune che in definitiva e’ la Vera Portatrice della liberta’ e della civilta Italiana e non i signori politici. Grazie

  6. marina said

    ciao metilparaben, picchia duro questa è una storia che mi fa incazzare!
    marina

  7. Dama Verde said

    Ci mancava questa! Non ne ero a conoscenza.
    Che squallore.

  8. Shaadow said

    Francamente mi immaginavo che succedesse una cosa del genere in italia,purtroppo,ci facciamo sempre riconoscere.
    Per questi casi non si potrebbe ideare un voto via telematica..chessò..col telefono pigiando il numero corrispondente ad un candidato con una vocina stupida stile ricarica telefonica,che ti dice “Per votar questo pirlotto,premi 1” e così via? Oppure via Internet,attraverso una pagina specifica nel sito del Ministero degli Interni? o via sms mettendo nome del candidato o del partito..che ne so,le soluzioni si trovano…è che qualcuno forse non ha interesse a trovarle..

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