Razzismo editoriale

February 2, 2008

Allora, l’esperimento è più o meno il seguente.
Si vada sul sito dell’ANSA e ci si soffermi su questa notizia di oggi:

Si passino quindi in rassegna i siti web dei tre più importanti quotidiani nazionali, e si riscontri che in tutti e tre i casi la notizia ha meritato un bel titolo in homepage, oltre a un ampio articolo di approfondimento:******Completata l’operazione, si torni indietro di due o tre giorni, e sempre sul sito dell’ANSA si cerchi quest’altra notizia:

Ci si chieda, a questo punto, se i tre principali quotidiani nazionali di cui sopra, sia pure con minore enfasi (data l’assenza del morto), abbiano dato conto all’opinione pubblica anche dell’accadimento testè segnalato: dal quale, sia detto per inciso, si evince che non tutti gli albanesi si dedicano ad attività delinquenziali, ma che alcuni di essi si adoperano perfino per impedire che esse vengano poste in essere.

Dopo aver cercato la parola “albanesi” nei box di ricerca dei tre quotidiani, e riscontrato la totale assenza della vicenda tra le notizie pubblicate nei giorni scorsi, si svolgano alcune riflessioni sugli organi di stampa, sul razzismo e sulle sue cause.
Saluti.

2 Responses to “Razzismo editoriale”

  1. valeria said

    Mi fai sognare un Metilparaben Ministro della Pubblica Istruzione che detta il tema di maturità :)))
    Buona serata, v.

  2. wildgreta said

    Lo sai qual’è il problema? Che non si fa in tempo a scandalizzarsi per l’albanese, o per lo “studente barese” Sollecito, (mentre Stasi è un bocconiano e nessuno si sogna di aggiungere “pavese”), che subito ti arriva la notizia della proposta di rianimare i feti abortiti ma ancora vivi. A volte si ha la sensazione di vivere in un film dell’orrore, più che in un paese civile. Siamo sommersi di immondizia, circondati da pedofili e imprenditori dediti al pedobusiness. Abbiamo nella pubblica amministrazione e in politica un mucchio di indagati e condannati, dimmi, cosa dovremmo fare? Di cosa ci possiamo più scandalizzare? L’altro giorno ho avuto la tentazione di prendere la macchina e andare davanti a casa di Sandra Mastella a dirle che Ceppaloni non è poi così male. Avevo anche un finto visone da mettermi. Le avrei detto:”Sandra, glielo assicuriamo, è meglio Ceppaloni di Rignano”.
    Già, non te lo avevo detto. Io vivo a Rignano Flaminio.

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