Abortirne uno per educarne cento

November 26, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, su Zenit:

«La legge 194 fu varata sotto la pressione del terrorismo».

In sostanza, una cosa del tipo:

«Compagni, la contraddizione fondamentale è oggi quella che oppone la classe operaia e il movimento rivoluzionario al fascio delle forze oscure embrionali della controrivoluzione. Queste forze, sin dal momento del concepimento, tramano per realizzare una rottura istituzionale e cioè una riforma costituzionale prenatale di stampo neogollista. Compagni, entriamo in una fase nuova della guerra di classe, fase in cui il compito principale delle forze rivoluzionarie è quello di rompere l’accerchiamento delle lotte operaie estendendo la resistenza e l’iniziativa armata a coloro che, una volta venuti al mondo, diverranno gli uomini della controrivoluzione imperialista. La classe operaia conquisterà il potere solo con la lotta armata contro gli embrioni delle multinazionali! Contro il neogollismo fetale portare l’attacco al cuore dello stato!»

Debbo ammetterlo: si può dire tutto, del Movimento per la Vita, tranne che non stimoli la fantasia.

5 Responses to “Abortirne uno per educarne cento”

  1. rip said

    Trovata nel covo di Montenevoso, direi.

  2. Eno said

    Casini e i vitaioli mi danno un profondo senso di prurito gonadico.

    Tuttavia, posso immaginare che in questo caso si riferisse alla prima forma di legalizzazione dell’aborto, firmata e approvata sull’onda lunga del disastro di Seveso, come dice due righe sotto.
    Magari è un eccesso di buona interpretazione, e si riferiva proprio al terrorismo armato.

    E’ anche vero che in periodi di marasma politico, l’attenzione dei parlamentari è rivolta alla salvezza della Repubblica, e poco tempo si dedica alla valutazione delle leggi da approvare.

    Ma leggendo le cronache giornalistiche di quei giorni, parlerei volentieri di “terrorismo psicologico”: i radicali, tra gli altri, usarono il timore di malformazioni per permettere in via eccezionale l’aborto, ancora illegale.

    Si può discutere sulla bontà o meno del fine, ma dire: “Voi avrete figli mostruosi!!” è decisamente scorretto( sarebbe anche un reato, ma tant’è… ).

    bye, Eno

  3. Eno said

    Ah, magari non c’entra molto, ma con la satira sul terrorismo proabortista ha colto quasi nel segno.

    Niente terrorismo, ovviamente, ma ti riporto alcuni passi di un volantino di un collettivo universitario di estrema sinistra, affisso prima del referendum sulla procreazione assistita:

    “[…]Alla sistematica criminalizzazione di chi si oppone alla legge 40 , si aggiunge il finto marasma finalizzato a contrabbandare per conflitto scientifico – e, come tale, soggetto al controllo esclusivo di una ristretta casta di ‘sapienti’ – quello che in realtà è un conflitto politico, che investe simultaneamente il concreto esercizio del diritto alla salute e del diritto
    all’autodeterminazione, la libertà di ricerca, la laicità dello Stato.[…] attraverso l’invenzione del cittadino embrione, i sedicenti apostoli della dignità umana non esitano a […] spacciare come universalmente vincolante un modello di famiglia che alle donne riconosce un’esclusiva funzione di
    riproduzione e di cura; a favorire un’irregimentazione della procreazione che mette in pericolo la salute delle donne, con un grado di selezione perfidamente proporzionale allo stato di soggezione economica delle stesse.
    […] Contro queste donne, oggetto di una duplice oppressione – di classe e di genere – si perpetra un clamoroso inganno orientato ad accreditare la legge 40 come un argine ‘morale’ contro il precedente far west. Ciò che i custodi della moralità non vogliono dire, è che l’assetto politico attuale offre una rara occasione di rivalsa contro quella stagione di conflittualità sociale[ non eventualmente: lotta per i diritti ndR ] che, con una straordinaria battaglia di civiltà, ha determianto la legalizzazione dell’aborto. […]”

    Segue invito all’ “incontro”( e ci sono andato ), in cui da manuale si evocano le insanabili contraddizioni della società capitalista, emerse durante la battaglia per l’aborto.

    Certe realtà sono indistinguibili dalla propria stessa caricatura.

    ciao, Eno

  4. AleG said

    @ eno:

    Non ritengo che ci fu un particolare terrorismo psicologico all’epoca, se non da parte di certe frange estremiste, tra le quali non mi sento di annoverare i radicali. Inoltre non credo che eventuali terrorismi psicologici (o onde lunghe di Seveso) sarebbero stati decisivi: di fatto in quegli anni tutte le nazioni occidentali stavano introducendo legislazioni sull’interruzione di gravidanza (se non ricordo male, ad esempio, la Francia lo fece nel 74). Si trattava di un argomento che veniva discusso e dibattuto in tutta Europa e negli Usa; discuterlo faceva parte di un contesto generale molto ampio (la rivoluzione sessuale e soprattutto l’emancipazione femminile).
    Quanto al volantino che riporti, c’è un linguaggio e un approccio (quello vetero marxista, come si usa dire) dai quali mi sento molto distante: cio’ nondimeno, nella sostanza condivido quello che c’è scritto.
    ciao

  5. Finazio said

    E’ strano che un tale agglomerato di neuroni morti si chiami Movimento Per La Vita.

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