Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 6): Eugenia Roccella

November 9, 2007

Per una volta è stato necessario il fotofinish: la quinta tappa del grande concorso “Un uomo, un perché”, dedicata a Giuliano Ferrara, è stata in bilico fino all’ultimo. Alla fine la frase che ha prevalso (per una manciata di voti) è stata la seguente:

«Perché la democrazia è opera di Dio, fatemelo dire provocatoriamente, cioè della presenza di un concetto di Dio nella storia.».

Ciò premesso, possiamo passare alla sesta puntata, che ha come ospite un personaggio a dir poco straordinario: si tratta di Eugenia Roccella, editorialista di Avvenire e portavoce del Family Day.
Scegliere la sua esternazione migliore, ne sono certo, non sarà facile: per questo vi lascio tutto il fine settimana, in modo che possiate pensarci come si deve e arrivare serenamente a una scelta consapevole.
Nient’altro. Come sempre, votate, votate, votate: perché questa, gente, è la democrazia.
Opera di Dio, naturalmente…

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Abolire le garanzie offerte dall’assistenza sanitaria pubblica, riportare l’aborto tra le mura domestiche, in una forma legale di clandestinità, lavarsene finalmente le mani, evitando qualunque intervento di prevenzione: è questo che davvero si vuole. (Avvenire, 31 ottobre 2007)
Aiutare un mambino a nascere: ecco il modo per applicare la 194. (Avvenire, 5 ottobre 2007)
Stiamo approdando a risultati di pulizia etnica che nemmeno la peggiore violenza razzista dei governi totalitari è mai riuscita ad ottenere. (Avvenire, 29 agosto 2007)
L’aborto non si può considerare un diritto, anche le femministe lo sanno e lo dicono. (Avvenire, 19 agosto 2007)
Non c’è bisogno di nessuna legge sul diritto a morire. (Avvenire, 25 luglio 2007)
Sospendere le terapie non vuol dire accettare la fine naturale della vita; può voler dire provocarla. (Avvenire, 12 giugno 2007)
Una donna che abortisce sa che quello che strappa via da sé è un figlio. Le fantasie tornano a galla, oppure vengono rimosse, ma abitano dentro di noi. (Avvenire, 1° giugno 2007)
Un omosessuale può essere una madre o un padre meraviglioso, può creare una comunità di affetti e una casa (in questo senso una famiglia), ma una coppia gay non può assumersi quei compiti di sussidiarietà che lo Stato affida a una famiglia. (Avvenire, 12 maggio 2007)
L’aumento delle unioni di fatto corrisponde regolarmente a un’alta percentuale di separazioni, a una crescita delle madri sole, all’eclissi o alla transitorietà della figura paterna, all’impoverimento femminile, a un calo delle opportunità per i figli, e talvolta, com’è stato messo in evidenza nel caso inglese, a un drammatico incremento della violenza e del disagio giovanile. (Avvenire, 20 marzo 2007)
Il corpo femminile si ribella alle pillole, cerca di vanificare la disciplina innaturale che gli imponiamo, fa emergere una voglia indicibile di essere madri che non sappiamo nemmeno di avere. (Avvenire, 18 febbraio 2007)
Da oggi, se qualcuno non interviene, un medico può decidere di praticare le intertruzioni di gravidanza in modo fantasioso e creativo, applicando una ricetta personale, un po’ come un grande chef. (Avvenire, 1° febbraio 2007)
Ritenere che sia necessaria un’ulteriore opzione, per promettersi fedeltà e aiuto, ma solo a tempo determinato e fino a un certo punto, equivarrebbe a considerare i cittadini come persone incapaci di assumersi le proprie responsabilità. (Avvenire, 10 gennaio 2007)
Non ci siamo riusciti. Non siamo riusciti a trattenere in vita Piergiorgio Welby. (Il Giornale, 22 dicembre 2006)

9 Responses to “Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 6): Eugenia Roccella”

  1. capemaster said

    Era difficile anche questa volta.
    Qeella di Welby m’ha tentato fino in fondo.

  2. AleG said

    Stavo per votare “Il corpo femminile si ribella alle pillole, cerca di vanificare la disciplina innaturale che gli imponiamo” ecc ecc, perchè la trovavo una frase particolarmente stupida e violenta; ma alla fine ho visto quella su Welby, che oltre che violenta è di un cinismo che fa rabbrividire.
    Non c’è socci che tenga, di fronte a questa tipa….

  3. Anonymous said

    ahahaha, fantastico questo blog, l’ho messo sui preferiti.
    Fantastico.

    😀

  4. anskij said

    se ti conosco, spero che tu abbia in canna anche le perle di assuntina morresi. attendo con fiducia.

  5. 1ps said

    Per una volta, ho votato.
    Parole reiterate, insistenti, che rendono perfettamente la lucida foga di chi di una tortura ha ben chiaro lo scopo.

  6. Anonymous said

    mi dispiace per questa perla dell’intelligenza italica, ma la democrazia è nata proprio dalla rimozione del concetto di Dio nella storia, ossia dalla presenza di un potereassoluto a cui sottomettersi a novanta gradi…

  7. Uyulala said

    come al solito mi metti in crisi. Stavo per votare quella di Welby, ma devo dire che mi ha schifato talmente tanto che non l’ho manco voluta votare.

    Ho invece votato questa:

    “Da oggi, se qualcuno non interviene, un medico può decidere di praticare le intertruzioni di gravidanza in modo fantasioso e creativo, applicando una ricetta personale, un po’ come un grande chef. (Avvenire, 1° febbraio 2007)”

  8. Petite Julie said

    Ale…
    Click

  9. Miss Welby said

    ciao, ho votato.

    VOTA IL TUO BLOG PREFERITO tra i quaranta linkati a quello di Miss Welby

    votare e’ semplice: inserisci nel blog di Miss Welby un commento con le tue preferenze tra i link ad altri blog, quaranta, elencati nella sidebar a sinistra (“people I fear”, sotto i sondaggi). ci sono due categorie:
    – blog italiani, che sono 18 equamente divisi tra maschietti e femminucce;
    – blog non italiani, che sono 22 di cui quasi la meta’ in nordamerica.

    non e’ obbligatorio votare per entrambe le categorie. si puo’ votare per piu’ di un blog nella stessa categoria, ma il voto vale meno: la meta’ se si votano due blog, un terzo se tre, etc. per votare occorre avere un blog e fornirne il link. le votazioni si chiudono con il mese di novembre 2007

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