Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 3): Marina Corradi

October 26, 2007

Cari amici,
la seconda tappa del Premio Giornalistico “Un uomo, un perché”, dedicato alla strana coppia Gnocchi-Palmaro, ha registrato un vero e proprio plebiscito in favore della seguente frase:

«La cosa più importante per un politico è la capacità di pensare e agire secondo categorie cristiane, anche senza esserlo.».

Non c’è che dire, stiamo mettendo insieme un bel campionario di amenità: roba da lasciar presagire, dopo le eliminatorie, una votazione finale pirotecnica.
Questo fine settimana, per la terza puntata del nostro concorso, vi lascio in compagnia di un vero e proprio pezzo da novanta: sto parlando dell’inimitabile Marina Corradi, incisiva ed appassionata editorialista di Avvenire. Anche in questo caso, ne sono certo, scegliere sarà un problema:
d’altra parte ve l’avevo detto, che stiamo parlando di fuoriclasse, no?
Stavolta avete tutto il fine settimana, per esprimervi: perciò votate, votate, votate.
E confessatevi, domenica.

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Certa educazione sessuale, che pretende di spiegare il corpo e ignorare tutto il resto del desiderio dell’uomo, è invece un povero libretto di istruzioni messo in mano ai ragazzi. (Avvenire, 11 ottobre 2007)
Se l’embrione ibernato è portatore di dignità umana tanto da essere adottabile, come pensare di poter creare altri orfani? (Avvenire, 20 settembre 2007)
Che però ci si chini sul ventre di una donna, e diagnosticando una malattia si pratichi l’aborto affermando di difendere il figlio, è una notevole manipolazione della realtà. (Avvenire, 29 agosto 2007)
Pacs o Dico paiono nascere anche in questa logica: minore impegno, e facilità di scioglimento. (Avvenire, 27 giugno 2007)
L’idea di alterare le cellule che originano un uomo non piace alla gente semplice. Che avverte istintivamente il sapore, in queste manipolazioni, di un limite trasgredito. (Avvenire, 18 maggio 2007)
E se il matrimonio è regolato giuridicamente, lo è per la sua funzione sociale orientata ad avere ed educare figli. (Avvenire, 17 maggio 2007)
Che un medico, per quanto fautore dell’eutanasia, possa decidere quando è l’ora di dare la morte al paziente, appare difficilmente credibile. (Avvenire, 25 aprile 2007)
Rifiutando l’irrilevanza culturale che le si voleva imporre, e la pretesa che le cose di Dio fossero solo in cielo, la Chiesa ha abitato il campo di battaglia della modernità. (Avvenire, 20 marzo 2007)
Il presunto difetto intravisto fra le ombre dell’ecografia è un dubbio insopportabile, nel tempo in cui il diritto alla salute è dato per scontato, e si comincia a parlare di una eugenetica buona. (Avvenire, 8 marzo 2007)
La ratifica del documento da parte di quegli stati che ancora non ammettono l’aborto potrebbe introdurre nelle loro legislazioni le premesse perché la facoltà di abortire sia concessa a disabili e portatori di malattie ereditarie, in una opzione preferenziale che odora pesantemente di eugenetica. (Avvenire, 2 febbraio 2007)
Sotto le apparenze democratiche, l’ideologia del gender è totalitaria. (Avvenire, 31 gennaio 2007)
Se, poi, a invocare l’eutanasia legale sono gli stessi che sostengono lo scarto degli embrioni difettosi, o l’utilizzo della vita nascente nella tentata terapia dei già nati, in una logica in fondo efficientistica, non si può evitare il dubbio che questa loro pietà sia una strumentalizzazione dei sentimenti comuni, ai fini di un mondo più efficiente. (Avvenire, 26 settembre 2006)
Tocca al Papa difendere i fondamenti della civiltà. (Avvenire, 19 settembre 2006)

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5 Responses to “Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 3): Marina Corradi”

  1. aleG said

    Ho chiaramente votato “Tocca al Papa difendere i fondamenti della civiltà”

  2. Egidio said

    dolcemente complicata (sempre più emozionata):

    Se, poi, a invocare l’eutanasia legale sono gli stessi che sostengono lo scarto degli embrioni difettosi, o l’utilizzo della vita nascente nella tentata terapia dei già nati, in una logica in fondo efficientistica, non si può evitare il dubbio che questa loro pietà sia una strumentalizzazione dei sentimenti comuni, ai fini di un mondo più efficiente.

  3. irene (la spostata) said

    Ma chi è questa gente?? Ma dove li trovi??
    Questa poi si esprime in una maniera così intricata e arzigogolata che è quasi difficile contestarla, dato che non si capisce che ha detto.

    Ho scelto la più assurda:

    “Certa educazione sessuale, che pretende di spiegare il corpo e ignorare tutto il resto del desiderio dell’uomo, è invece un povero libretto di istruzioni messo in mano ai ragazzi.”

    … eeh?

  4. Jinzo said

    Ho votato quella sull’aborto terapeutico, la ritengo francamente ripugnante.

  5. Weissbach said

    Io ho votato la più “simpatica”(!):
    Certa educazione sessuale (…) è invece un povero libretto di istruzioni messo in mano ai ragazzi.
    Ciccia mia bella, intanto i ragazzi tengono in mano qualcos’altro…

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