Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 1): Davide Rondoni

October 23, 2007

Vi comunico che ho deciso di istituire un grande concorso, avente lo scopo di premiare il più geniale tra i giornalisti che sono stati citati su questo blog.
I concorrenti che ho scelto, ve lo annuncio sin d’ora, sono otto: altrettanti, quindi, saranno i sondaggi che vi sottoporrò; una volta scelta, per ciascuno di loro, l’esternazione più efficace, procederemo ad una votazione finale, grazie alla quale potremo assegnare una specie di Premio Pulitzer tutto nostro, intitolato per l’appunto “Un uomo, un perché”.
Come immaginerete, non potevo non iniziare con Davide Rondoni, l’editorialista di Avvenire che negli ultimi tempi ci ha regalato moltissime soddisfazioni.
Allora, gente, siamo pronti a partire?
Votate, votate, votate.
E non pentitevi, date retta. Non ne vale la pena.

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E dunque di fronte alla vita difficile di Eluana, e a quella eroica dei suoi, dico: date a noi un po’ di quel peso. Datelo a me. (Avvenire, 19 ottobre 2007)
Dire embrione e dire figlio è la medesima cosa, giocare con le parole non è consentito. (Avvenire, 20 settembre 2007)
Aprire un contenzioso fiscale con la Chiesa è un tentativo anacronistico e violento di leggere la storia. (Avvenire, 20 agosto 2007)
Artisti che hanno il coraggio di prendersela solo con chi non può fare nulla contro di loro: la Madonna non nomina i direttori di Biennali o le commissioni ministeriali. (Avvenire, 21 giugno 2006)
Mentre scrivo non ho ancora ovviamente i dati sull’ascolto del dibattito televisivo voluto da Michele Santoro intorno a un discusso filmato Bbc preti sui pedofili. Ma comunque vada, una cosa è certa: la Chiesa esce da questa faccenda a testa alta. (Avvenire, 1° giugno 2007)
Chi infatti, se non la Chiesa, in questi anni ha preso così seriamente a cuore la faccenda della sessualità umana? (Avvenire, 22 maggio 2007)
Nel caso di Welby, dinanzi a una manifestata e ripetuta presa di posizione contraria alla fede sul valore della vita come dono di Dio indisponibile a noi mortali, la Chiesa rispettando la libertà di quell’uomo e avendo a cuore la fede e libertà di tanti in condizioni simili, si assunse una responsabilità dolorosa e coerente. (Avvenire, 5 maggio 2007)
Che strana rabbiosa serenità porta a dire che l’affermazione che due cose sono diverse coincida con una discriminazione? Dire che una susina è differente da una pera significa riconoscere la realtà. (Avvenire, 7 aprile 2007)
Uno dei problemi attuali è che pochi fanno fino in fondo il proprio mestiere. Beh, il Papa lo fa. (Avvenire, 14 marzo 2007)
Come mai tutta questa attenzione a un tema politicamente e socialmente poco rilevante, in termini di numeri attuali, come i pacs? (Avvenire, 1° febbraio 2007)
Come può pensare un qualsiasi autentico uomo di cultura che sia lecito presentare il crocifisso, figura e segno protagonista nell’arte e nella devozione secolare di popoli di tutto il mondo, come un “oggetto” su cui riferire solo il breve scampolo di recenti polemiche? (Avvenire, 7 gennaio 2007)
Per l’anima di Welby, come per quella di chiunque, ci si affida alla misericordia di Dio e la si invoca. (Avvenire, 27 dicembre 2006)
Dio c’entra con la vita pubblica. (Avvenire, 10 novembre 2006)

9 Responses to “Premio giornalistico "Un uomo, un perché". Capitolo 1): Davide Rondoni”

  1. Uyulala said

    Come al solito ho faticato non poco a scegliere, ma alla fine ho scelto questa:

    Artisti che hanno il coraggio di prendersela solo con chi non può fare nulla contro di loro: la Madonna non nomina i direttori di Biennali o le commissioni ministeriali. (Avvenire, 21 giugno 2006)

    non so… Rondoni pensa che la Madonna sia completamente impotente?

  2. mr p said

    metil, come al solito mi fai sudare freddo. mi son dovuto leggere tutte le perle del pirla per trovare alla fine lei, la piu’ magnifica e splendente, e votarla. perche’ si, dio c’entra con la vita pubblica. eccheccazzo!

  3. irene (la spostata) said

    Non ho potuto che votare
    “Nel caso di Welby, dinanzi a una manifestata e ripetuta presa di posizione contraria alla fede sul valore della vita come dono di Dio indisponibile a noi mortali, la Chiesa rispettando la libertà di quell’uomo e avendo a cuore la fede e libertà di tanti in condizioni simili, si assunse una responsabilità dolorosa e coerente.”
    Come si fa a non augurargli del male?

  4. Marcoz said

    Non voto. Sceglierne una sarebbe fare un grave torto alle altre.

  5. aleG said

    Ho votato “Chi infatti, se non la Chiesa, in questi anni ha preso così seriamente a cuore la faccenda della sessualità umana? ” . Sono stato comunque indeciso fino al’ultimo tra questa, Santoro e Englaro.

  6. Egidio said

    La scelta è stata difficile ma alla fine sulla stilisticamente perfetta

    “Che strana rabbiosa serenità porta a dire che l’affermazione che due cose sono diverse coincida con una discriminazione? Dire che una susina è differente da una pera significa riconoscere la realtà.”

    ha prevalso

    “Chi infatti, se non la Chiesa, in questi anni ha preso così seriamente a cuore la faccenda della sessualità umana?”

    soprattutto per il sublime “la faccenda”

  7. marco said

    beh ma la scelta era troppo difficile! E’un test ingiusto! Io, con una buona dose di buonismo veltroniano, avrei proposto un primo posto ex aequo per tutte le sue cazzate, ed un primo posto “un po’più primo” per quella che ho votato!
    😀

  8. Orazio said

    La perla sul caso Welby mi sembra la più terribile. E’ bene che non esprima apertamente quello che auguro a chi ha potuto scrivere una cosa come quella.

  9. klochov said

    Anche io questa: “Artisti che hanno il coraggio di prendersela solo con chi non può fare nulla contro di loro: la Madonna non nomina i direttori di Biennali o le commissioni ministeriali”

    E’ la più divertente, perché cela un bestemmione pazzesco!!!! O_O

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