Mongolismo superficiale (*)

August 31, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, ha ieri affermato che

L’aborto è sempre un male, ma la selezione embrionale aggiunge ingiustizia ad ingiustizia, tanto più se ricordiamo che ci sono famiglie disposte ad adottare un bambino down e che il mongolismo consente oggi di condurre una vita felice.

Da fratello di persona con Sindrome di Down, sono ben consapevole (e me ne rallegro) del fatto che negli ultimi anni la qualità della vità delle persone con Trisomia 21 sia decisamente migliorata; l’equazione proposta da Casini, secondo la quale le persone con Sidrome di Down condurrebbero oggi una vita felice, è tuttavia a dir poco semplicistica, poiché non tiene conto delle grandi difficoltà che molte famiglie in cui vive una persona con Trisomia 21 debbono tuttora affrontare quotidianamente.
Ha idea, Casini, degli sforzi che occorrono per assicurare a una persona con Sindrome di Down un livello di vita non felice, ma appena accettabile? E’ consapevole, Casini, che in taluni casi l’esito di quegli sforzi, per quanto convinti e incessanti, può essere tanto modesto da generare in coloro che li hanno posti in essere angosciosi sensi di colpa? Ha riflettuto, Casini, sul dramma di alcuni genitori, che si domandano chi potrà provvedere, dopo di loro, ai bisogni di un figlio con Sindrome di Down? Ha nozione, Casini, delle problematiche di ordine psicologico che le persone con Sindrome di Down debbono fronteggiare, allorché si rendano consapevoli della loro condizione e si trovino a doverla affrontare?
La risposta a queste domande è tutta nella parola che il Presidente del Movimento per la Vita sceglie per il suo comunicato: “mongolismo”; parola desueta già trent’anni fa, inesatta, antiscientifica e mortificante, unanimemente respinta da tutti gli operatori del settore.
Una parola che la dice lunga sulla superficialità con la quale Casini ha inteso affrontare la tematica della Sindrome di Down e dell’eventuale scelta di interrompere la gravidanza da parte delle donne cui essa viene diagnosticata: una superficialità che, a prescindere dalla rispettive posizioni sul tema dell’aborto terapeutico, è oggettivamente offensiva per le persone con Trisomia 21 e per le loro famiglie. Una superficialità della quale il Presidente del Movimento per la Vita farebbe bene a scusarsi.

(*) Il testo del comunicato è stato pubblicato oggi sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.

9 Responses to “Mongolismo superficiale (*)”

  1. Marino said

    Ti abbraccerei.

  2. 1ps said

    Vero?
    🙂

    Gli ha dato educatamente dell’ignorante.
    Perchè tale è chi parla ignorando i fondamenti dei diritti della persona, e l’importanza della funzione del progresso scientifico.

    Casini le leggi, mica le studia.
    Chiederà scusa?

  3. Metilparaben said

    @marino-> così mi fai commuovere. 😉

    @1ps-> Scommetto venti euro sul no.

  4. Uyulala said

    Vedi, nonostante abbia segnalato spesso notizie a favore della legge sull’aborto, io non sono tutt’ora “concettualmente” abortista. Il problema però è molto complesso. Uno stato che vuole imporre come unica possibile scelta quella di far nascere un bambino affetto da patologia cronica grave diagnosticabile in epoca prenatale deve anche prendersi TOTALMENTE l’onore e l’onere di mantenere, accudire, educare, assistere il bambino malato, e poi l’adolescente, e poi l’adulto e poi il vecchio.

    Un mio amico usa un’espressione molto volgare che coinvolge i gay, non me ne vorranno se la cito, senza offesa per loro e col massimo rispetto, ma: “non si può fare i finocchi col sedere degli altri”

    Alessandro, nel caso censurami pure.

  5. Anonymous said

    Quoto uyulala,
    ed essendo bisessuale(?) vi assicuro che non gradirei che uno facesse il frocio con il mio…..
    Siamo seri: 100 anni fa esisteva la “selezione naturale” che eliminava più della metà dei nati.
    Oggi, la medicina aiuta. Ottimo, ma dopo, molto dopo,chi si assume le responsabilità?
    Una sanità che non riesce a rendere vivibili le nostre città e paesi per chi vive in carrozzella?
    Siamo seri! dicevo.
    Ciao
    Augusto

  6. Francesco said

    Inoltre un conto è la testimonianza di chi una scelta l’ha fatta e ne ha pagato le conseguenze*,
    un altro conto sono le prediche di chi (inevitabilmente) non ha idea nemmeno di come si cambia un pannolino.
    Tanto i bimbi li vedono solo in processione o al catechismo.

    * Aggiungo pure che in molti casi non sembra una vera scelta consapevole, ma una razionalizzazione a posteriori.

  7. Francesco said

    PS:
    (argomento super-ovvio, ma non gli filtra mai, hanno la cappa in testa)

    Il 98% dei trisomici che conosco sono figli “non previsti” avuti in tarda età.
    E’ vero che può capitare a tutti, ma a qualcuno lo vedo capitare molto di più.
    Per un non casuale contributo della cultura anti-anticoncezionale.

    Se veramente la vita non è negoziabile, dovrebbero farci un pensiero.
    Ma il fine non giustifica i mezzi (dicono loro).

  8. restodelmondo said

    Anche io bisessuale e quoto Uyulala.

  9. Anonymous said

    Giusto! Un figlio dovrebbe rompere poco i coglioni, cambiarsi da solo il pannolino, laurearsi in fretta e con una carriera scolastica che mi permetta di vantarmene con gli amici… infine trovare un lavoro che gli dia tempo di occuparmi di me non solo economicamente, perché io l’ho tirato su per andare in pensione sereno, non per amore a chissà che… A leggerti sembri dispiaciuto di tuo fratello!

    Do ragione a chi ha scritto “tale è chi parla ignorando i fondamenti dei diritti della persona” e “non si può fare i finocchi col sedere degli altri“. Giustissimo: e ve ne fotte della vostra vita, strozzatevi… ma lasciate stare gli altri, è diritto di tutti venire alla luce!

    Un figlio “normale” che si droga o che tiene un blog del genere sarebbe secondo voi un impegno “minore” per i genitori? O per i parenti? Mah… 😛

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