Niente è più terribile di un’ignoranza attiva (*)

August 13, 2007

Vittorio Messori illustra in un’intervista alla Stampa il suo punto di vista sui casi di pedofilia e violenza sessuale all’interno della Chiesa:

«E poi su quali basi la giustizia umana santifica l’omosessualità e demonizza la pedofilia?
(…)
Nessuno osa più comandare, si pretende dalla Chiesa il dialogo invece della disciplina. Ci si scandalizza del sacerdote molestatore, poi però il vescovo diventa un odioso despota se nega l’ingresso in seminario ad un gay.
(…)
Chi dimostrava tendenze gay veniva messo fuori. Poi il no alla discriminazione ha permesso l’ingresso in forze degli omosessuali e ora la Chiesa paga quell’imprudenza.
(…)
Si resta casti solo se si ha fede salda, fiducia nella vita eterna. Il deficit non organizzativo, ma di fede. E non si risolve abolendo il celibato ecclesiastico perché l’80% sono casi gay. Deviazioni sessuali di preti che mettono le mani addosso agli uomini e ai ragazzini».

Il tenore del Suo intervento, Dottor Messori, mi induce a dubitare del fatto che Ella abbia mai posseduto un vocabolario della lingua italiana; tuttavia, nel caso in cui ne conservasse una copia in cima a qualche dimenticato scaffale, Le consiglio vivamente di fare un’eccezione e consultarla: dopo aver soffiato tra le pagine impolverate, scoprirà con meraviglia che le parole “omosessuale” e “stupratore” non sono sinonimi.
Dia retta: per il futuro lo tenga a portata di mano, quel vocabolario. Vedrà che Le sarà utilissimo ad evitare altre brutte figure.

(*) Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832)

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8 Responses to “Niente è più terribile di un’ignoranza attiva (*)”

  1. IL LIBERTARIO said

    Questo deve essere quello che ha inventato la figa.

  2. samuelesiani said

    Ignoranza o c’è dolo, Ale?
    Qui si continua a mescolare omosessualità e pedofilia e molto spesso e in modo ancor più odioso, quando si parla di preti molestatori.

  3. Leilani said

    Te l’avevo detto che era meritevole 😉

  4. Metilparaben said

    @il libertario-> …

    @samuelesiani-> certo che c’è dolo, purtroppo…

    @leilani-> eggià…

  5. Anonymous said

    Caro Alessandro,

    ti ringrazio per avermi fatto leggere questa intervista della quale sconoscevo l’esistenza. E che trovo allucinante, forse perfino da incriminazione per istigazione alla pedofilia. Eh, già, perché, pur di giustificare i preti pedofili con bambini e bambine, il nostro Messori – attenzione: considerato uno degli intellettuali cattolici più “moderni” e progressisti, oltre che più fini ed autorevoli: pensa un po’ gli altri… Poi dice che gli unici “veri intellettuali” sono quelli di cultura marxiana… – finisce addirittura per giustificare la pedofilia, oltre che, come ben sottolinei tu, equipararla all’omosessualità.

    Ora, io ho trovato incredibili, da vero ubriaco, anche altre affermazioni (forse perfino più di quelle che hai annotato tu) che mi sono permesso di riportare e minimamente commentare:

    “Un uomo di Chiesa fa del bene e talvolta cade in tentazione? E allora? Se fosse così per don Pierino Gelmini, se ogni tanto avesse toccato qualche ragazzo ma di questi ragazzi ne avesse salvati migliaia, e allora?”

    Quindi, secondo Messori, il problema è solo di “cadere in tentazione”? Toccare un bambino (o una bambina) significa solo questo? Bene, ma allora perché non lo ha spiegato anche ai Papi che ha intervistato per i suoi “vendutissimi” libri? E perché non spiega loro: “sa, Santità, i gay li lasci stare, cadono solo in tentazione, anche Cristo sa, ogni tanto…”. E comunque, tranquilli: se un sant’uomo e benefattore dell’umanità poi, un giorno, rapisse una donna, la stuprasse e ne mandasse i resti alla famiglia sarebbe pur sempre da considerare un Santo… Non vi pare? E chi se ne frega della stuprata, di fronte ai tanti beneficiati dal suo carnefice che avrebbe poi da lamentarsi? Insomma, signori: è tutto un problema di numeri. Ne salvi cento, di persone? Beh, ti tocca gratis un bambino con cui sollazzarti… (immagino valga tutto ciò anche per coloro che preti non sono, spero…)

    “La Chiesa ha beatificato un prete denunciato a ripetizione perché ai giardini pubblici si mostrava nudo alle mamme. Il fondatore di molte istituzioni caritative in Europa è stato proclamato Beato nonostante le turbe sessuali che per un istinto incoercibile lo spingevano a compiere atti osceni in luogo pubblico.”

    Quindi, apprendiamo che, secondo l’intellettuale cattolico per eccellenza, mostrare le proprie intimità in un giardinetto ad un’anziana signora (che magari è pure contenta di ricordarsi della sua giovinezza…) o magari fare un pompino ad un consenziente in pubblico ha lo stesso disvalore di uno che, circuendo un incapace o un minorenne, ne approfitta per il suo piacere personale ed egoistico… Complimenti… Più che un vocabolario, come dice Metilparaben, mi sa che a Messori serva un catechismo… Così, “ad occhio e croce”…

    “Queste storie sono il riconoscimento della debolezza umana che fa parte della grandezza del Vangelo.”

    Quindi, l’atto pedofilo è (solo) “una debolezza umana”.
    Invece, quelle di un uomo che ama un altro uomo o di una donna che ama un’altra donna, il tutto nel massimo consenso, non sono ovviamente “debolezze umane”: sono solo porcherie e peccati mortali. O no, Messori?

    “Gesù dice di non essere venuto per i sani, ma per i peccatori.”

    Ecco, allora, i primi “peccatori” sono il Papa, i suoi vescovi e un po’ di preti… E “peccatori”, forse, sono anche i gay. O per loro Gesù non è venuto in terra?

    “E’ il realismo della Chiesa: c’è chi non si sa fermare davanti agli spaghetti all’amatriciana, chi non sa esimersi dal fare il puttaniere e chi, senza averlo cercato, ha pulsioni omosessuali.”

    Quindi, nell’equiparare pedofilia ed omosessualità (ma altrove, nell’intervista, come detto, Messori pare mostri di ritenere più grave l’omosessualità della pedofilia, visto che la prima sembra la causa della seconda, matematico…), per il “noto intellettuale cattolico” mangiarsi un bel piatto di spaghetti all’amatriciana vale come toccare, da prete, un bambino che i genitori ti hanno affidato per la sua educazione spirituale… Mi chiedo: ma è solo l’amatriciana, o devo stare attento, sul piano morale, anche se mi divoro dei bucatini alla carbonara? Personalmente sarebbe un problema… Messori, posa il fiasco!

    “Chi stabilisce la norma e la soglia d’età?”

    Perfetto! Signori, “notiziona”! La Chiesa legittima la pedofilia! E vai: lo devo dire a quella devotissima “baciapile” della mia vicina che ha una figlia di 14 anni proprio caruccia! L’età? Ma scherziamo??? Da oggi, “liberi tutti”! E, comunque, se “nessuno stabilisce nulla”, a livello di norme etiche e sessuali, perché pensa di doverlo fare sempre e comunque solo, oramai, il Papa?? Glielo può chiedere Messori a Ratzinger, visto che lo frequenta e, come ci fa sapere Giacomo Galeazzi che lo intervista (e non gli obietta un bel nulla, peraltro), e da Quello è “ascoltato”?

    “Casi come quelli esplosi in questi giorni, la Chiesa li ha sempre ricondotti sotto il proprio controllo. Ma oggi il “vietato vietare” le proibisce di esigere disciplina al suo interno.”

    Già, che belli i tempi in cui tutto – porcherie varie e relativi eventuali scandaletti – veniva messo “sotto controllo”… Quando la Chiesa, i Papi, i vescovi o i “poveri” preti facevano quello che cazzo volevano, con altri preti, suore, seminaristi, donne, uomini, bimbi e bimbe, e nessuno che osasse contestargli qualcosa… Che poi mettere “sotto controllo” significasse mettere “tutto a tacere”, che importa? E altresì fregarsene delle vittime e dei familiari, idem?
    Perché è questo che emerge soprattutto da queste opinioni in libertà; l’assoluta non considerazione di chi quei drammi li ha patiti sulla propria pelle, con scompensi psicologici-sessuali-esistenziali da far paura, che spesso rimangono per tutta una vita e che impediscono di raggiungere normali rapporti interrelazionali col prossimo o almeno con l’altro sesso…
    Ma che importa, a Messori?: lui è un “intellettuale cattolico”, amico dei Papi, mica gli hanno chiesto di salvare (o anche solo di parlare) le vite e le coscienze delle vittime della pedofilia dei preti, via!

    “Non mi scandalizzo, penso ai drammi umani che ci sono dietro.”

    Infatti (vedi appena sopra) i “danni umani” sono dei preti pedofili, mica delle vittime… Poverini, perché Woytila non santificò pure loro, questi umili preti pedofili?

    “Però è innegabile che oggi nella Chiesa la castità fa problema. Sul piano umano è disumana. Si resta casti solo se si ha fede salda, fiducia nella vita eterna.”

    Ecco, spieghi anche questo a Ratzinger: che chiedere ad un gay di essere casto non è da insensibili o anacronistici, è proprio da deficienti… Ma mi comincia a sorgere il dubbio che Messori non sia poi così ascoltato dall’ospite tedesco di piazza San Pietro…

    “Chi è causa del suo mal pianga se stesso: sono stati eliminati i controlli per ammettere in seminario pure gli effeminati il cui sogno era stare in mezzo agli uomini.”

    A parte la consueta equiparazione tra gay ed effeminati (allora il Papa è veramente gay? O lui il seminario lo ha “saltato”? Perché “effeminato è effeminato”, e che cavolo…!) ed a parte che, comunque, non mi pare che i preti denunciati e messi sotto accusa sembrino poi tutte ‘ste “Platinette”, quello che stupisce, ed un po’ fa schifo, è il ricondurre tutti i mali del mondo sempre e soltanto ai gay… E lo dice uno che gay non è…

    “Negli Usa gli avvocati mettono cartelli per strada: “Vuoi diventare milionario? Manda tuo figlio un anno in seminario e poi passa da noi”. Le diocesi sono facilmente ricattabili, preferiscono pagare anche se innocenti. Temono un danno d’immagine.”

    Ma dov’è l’ha letta, questa cretinagine? E non sarà che forse, ammesso sia vera, sia solo una provocazione un po’ ironica ed un po’ incazzata?? E, comunque, ancora una volta il problema per Messori è: i ricatti alle diocesi ed il “danno d’immagine”… Poverini, questi vescovi… Oppure, per Messori, sono sempre tutte falsità? Forse ho capito, finalmente: faceva meglio a dirlo prima, invece di farmi(ci) leggere e perfino commentare tutta questa aberrante intervista!

    “Il “politicamente corretto” sta prendendo campo anche nel cattolicesimo italiano. E i risultati si vedono, purtroppo.”

    In quale cattolicesimo italiano? In quello reazionario e preconciliare di oggi? Ma dove vive, Messori?

    “E non si risolve abolendo il celibato ecclesiastico perché l’80% sono casi gay. Deviazioni sessuali di preti che mettono le mani addosso agli uomini e ai ragazzini.”

    A parte che non è affatto vera la “proporzione” 80-ragazzini/20- fanciulle, su una cosa Messori ha ragione: che forse “ogni” problema sessuale verrebbe meno, anche fuori dalla Chiesa, se il Papa e i suoi vescovi dicessero che quella dell’omosessualità come peccato è un’emerita minchiata e che basta amarsi tra un Uomo ed un altro Uomo (di qualunque genere sessuale) chè Dio è contento lo stesso… (quindi anche consentendo ad un prete di sposarsi con un altro prete, dello stesso sesso sì…).

    “Una volta ricattavano i notai con l’amante, oggi la categoria più esposta è il prete gay.”

    Non sarà che oggi l’amante e il suo notaio non scandalizzano e fregano più a nessuno mentre il prete gay fa più notizia primo perché sono tanti, forse perfino più dei notai con amante, e secondo perché mentre i notai la morale sui comportamenti etici e sessuali (oltre che sulle leggi che vanno fatte e quelle che invece vanno impedite) non ce la fanno mentre i preti ce la propinano ogni giorno, a cominciare dal loro Capo? E’ così difficile come ragionamento, tale che Messori non ci possa “arrivare”?

    “I preti di Torino sono finiti nella rete dell’estorsione perché si è inventato il concetto ipocrita di pedofilia.”

    Bello il finale, no…? Me lo sono tenuto per ultimo… Quindi, “la pedofilia è ipocrisia”… No comment.

    Quesito conclusivo: ma secondo voi Ratzinger (che pure è il campione mondiale dell’ipocrisia) un’altra intervista gliela concede, la prossima volta, a Messori, dopo aver letto questa? Eh, che dite?

  6. restodelmondo said

    A me quegli “avvocati americani” ricordano terribilmente il primo episodio di “The West Wing”, quando la fondamentalista protestante dice “newyorkese” sottintendendo “ebreo” – e finisce cacciata con ignominia dalla Casa Bianca, per il giubilo di noi tutti.

  7. DiabolicaMente said

    Semplicemente usa il “Nuovo dizionario della lingua Vaticana a cura di Vittorio Messori”

  8. Anonymous said

    Non sono mai intervenuto su questo genere di discussioni ma ne ho lette diverse e mi sono finalmente convinto che mancano definitivamente di spessore in entrambi i fonti, giaccè il concetto di pedofilia non è chiaro e viene spesso confuso.

    Intanto ho letto anch’io l’intervista e l’unica cosa che ho visto in Messori è che era semplicemente uno che difende la chiesa a oltranza senza troppa intelligenza e senza troppa logica. Ma non mi ha scandalizzato come avrebbe dovuto a giudicare dai vostri commenti.

    Per il resto, mi interessano molto di più per l’appunto i vostri commenti. Innanzitutto bisogna stabilire bene il concetto di pedofilia, i limiti di età e i parametri della legalità per un sesso che può essere considerato consenziente.

    Ovvio le leggi non possono basarsi sull’interpretazione ma soltanto su regole fisse, purtroppo la vita è molto più complessa e la natura ha orrore di queste regole. Intanto mi ha colpito la frase di Messori dove si chiedeva chi stabilisce la norma e la sogia di età. In effetti, l’età per cominciare il sesso è estremamente relativa tra persona e persona e dipende principalmente da tre variabili: l’età biologica, la psicologia e la cultura.

    L’età biologica si riferisce allo sviluppo fisico, cioè corrisponde al momento in cui una persona sviluppa sessualmente diventando adolescente. E questo cambia in tutte le persone. A partire da quest’età, qualsiasi persona è in grado di avere e apprezzare rapporti sessuali con un’altra persona che l’attiri, e non ci sono danni sempre che il rapporto sia consenziente e non si tratti di stupro. In quel caso i danni ci sono lo stesso, tanti a 15 come a 30 anni.

    Anche la psicologia è importante. Ci sono ragazze che a 17 anni sono ancora bambine e sono totalmente immature. Queste, anche se sono fisicamente in grado di avere rapporti sessuali non sono preparate psicologicamente. Ma questo fattore cambia anche attraverso i sessi. Un maschio a 15 anni è un moccioso, mentre una femmina è una donna e considera moccioso un suo coetaneo e si sente attratta magari da un uomo con molti più anni di lei.

    E finalmente subentrano fattori culturali. Ci sono culture dove si inizia l’arte a 12 anni e ce ne sono altre dove ci sono donne di 25 anni ancora vergini. Ovvio, mi auguro che un giorno si arrivi a iniziare l’arte a 12 anni in tutti i paesi del mondo. Per davvero. L’età migliore del sesso è tra i 12 e i 27 anni. Perché sprecare gli anni migliori, i primi? Questa è la realtà nauturale. Il resto è moralismo da 4 soldi.

    Tutto è dunque variabile. Sono d’accordo con considerare un pedofilo qualcuno che violenta una bambina di 4 anni, o anche di 10, perché in quel caso si tratta di abuso e di disordini mentali.

    Ma quando vedo che la gente condanna un uomo di 35 anni che sta con una ragazza di 15, mi viene da ridere, perché egli NON È PEDOFILO. Negli Stati Uniti finiscono addirittura in galera. Non è per niente la stessa cosa. Una ragazza di 15 anni è una DONNA e se è consenziente lo è ancora di più. Una ragazza di 15 anni ha un corpo da donna e tutti gli organi sviluppati. Mai e poi mai è comparabile con bambine incoscienti e innocenti di 4 anni. E nessuno fa queste distinzioni. Invece bisogna farle.

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