Tortura di Stato (epilogo)

July 24, 2007

Giovanni Nuvoli, 54 anni, viveva ad Alghero ed era affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica: da tempo continuava a ripetere di voler sospendere le cure cui era sottoposto, cure che non avevano alcuna speranza di produrre un miglioramento delle sue condizioni, ma si limitavano semplicemente a tenerlo in vita.
Giovanni Nuvoli aveva il diritto, un diritto costituzionalmente garantito, a sospendere quelle cure; e aveva diritto ad ottenere che quella sospensione avvenisse sotto sedazione, per non essere sottoposto a inutili sofferenze.
Per affermare i propri diritti Giovanni Nuvoli aveva iniziato un digiuno, rifiutando acqua e cibo; poi, vinto dalle sofferenze, l’aveva sospeso; infine, costretto dall’inerzia e dall’indifferenza generale, era stato costretto a riprenderlo.
Giovanni Nuvoli si è spento ieri sera, accanto la moglie Maddalena, dopo otto giorni di sospensione di cibo e acqua, due dei quali passati pienamente vigile e capace di intendere e di volere.
Lo Stato italiano ha preferito lasciarlo morire così, lentamente, di fame e di sete, piuttosto che riconoscergli i suoi diritti.
La Tortura di Stato ha fatto il suo corso.

13 Responses to “Tortura di Stato (epilogo)”

  1. anskij said

    occhio, nell’ultima riga hai scritto “turtura”.

  2. Gianni said

    C’è gente che per difendere il proprio assurdo punto di vista provoca agli altri delle sofferenze immani.

    Non so se provare più rabbia o tristezza…

  3. Marino said

    rabbia e anche tristezza…

  4. Anonymous said

    Qualcuno di voi benpensante ha mai ucciso un essere umano o immagina almeno lontanamente cosa possa significare o pensa che a sporcarsi le mani debbano essere sempre gli altri? (nel caso di specie dovrebbe essere un medico o chi altri? )

  5. darkzero said

    @anonimo:

    Io no, ma la cricca di imbecilli che sembri supportare ha appena fatto morire di fame e sete Nuvoli, quindi chiedi a loro che ti sapranno dire.

  6. IL LIBERTARIO said

    Quando non ci sarò più,
    non cercatemi dietro
    il marmo di una tomba,
    cercatemi fra le rose.

    Quando non ci sarò più
    non cercatemi fra le fotografie,
    cercatemi fra i miei libri,
    fra le mie poesie,
    fra le mie musiche…

    Cercatemi fra le cose che più
    ho amato…perché solo in quelle
    troverete la mia anima…
    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    Ho trovato queste parole…
    è possibile un pò di silenzio, un po’ di decenza ?

  7. Anonymous said

    Non ho chiesto di venire al mando,vogio decdere, quando lo reputo oppurtuno,come morire.
    Vedere una persona che si consuma lentamente, è uno cosa orrenda.
    Accanimento terapeutico?Non sia mai, non sono un animale di laboratorio!!
    Voglio il DIRITTO DI DECIDERE SULLA MIA VITA,E’ MIA E BASTA!!

  8. samuelesiani said

    hanno mandato i carabinieri a casa perché non si ripetesse il caso Welby…

  9. Alfonso said

    Non è facile decidere in queste tematiche, l’etica è molto diversa da persona a persona. Fatto sta che, oltre all’infinita tristezza della vicenda, lo Stato ci ha fatto una figura da imbecilli, lasciando morire quel poveraccio con i morsi della fame, invece che permettendogli di morire in maniera dignitosa.

    Comunque Alessandro, mi fa piacere che anche oggi, come tempo fa, abbiamo parlato proprio dello stesso argomento.

    Un saluto

  10. boga said

    Non è stata una tortura, è stato un assassinio.

  11. Bleek said

    Anonimo (il primo), perchè non ci fai un favore e segui l’esempiu del tuo cervello, ponendo fine alle sofferenze del tuo corpo?

  12. Metilparaben said

    @anskij-> 😉 grazie!

    @gianni-> c’è l’imbarazzo della scelta.

    @marino-> ecco.

    @anonimo-> in italiano, please?

    @darkzero-> in effetti…

    @il libertario-> .

    @anonimo-> sì, ti pare facile, con questa gente…

    @samuelesiani-> geniale, nevvero?

    @alfonso-> magari si potrebbe lasciale la scelta ai diretti interessati, no? Un saluto anche a te.

    @boga-> prima l’una, poi l’altro.

    @bleek-> 😀

  13. Leilani said

    Ma che schifo però.
    Che schifo.

    Da tutti i difensori della vita all’anonimo, vi faccio la stessa domanda: qualcuno di voi grandi eroi è mai stato vicino a una persona guardandola morire dolorosamente in piena consapevolezza di potergli garantire una fine più pietosa, la stessa che si concede al barboncino nano portato dal vetrinario perchè troppo malato per camminare o mangiare?

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